domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Roma si sveglia. Dal Campidoglio a S. Lorenzo
Pubblicato il 27-10-2018


roma dice bastaOre 11.00. Fermata della metro di Castro Pretorio. La scala mobile è transennata. Lì nei pressi giace una catasta di gradini, forse pezzi di ricambio. Tipica dinamica all’Italiana. Prima la tragedia, poi i controlli. Perché la mancata manutenzione non si vede finché non arriva il danno.

Ore 13.00. Piazza del Campidoglio. C’è ancora qualcuno che affolla la piazza. Capannelli di persone che chiacchierano, qualche giornalista cerca le organizzatrici dell’evento. Tutti per Roma, Roma per tutti. I cittadini insieme per protestare contro il degrado della città.

Degrado che questa mattina non si percepisce da quella bella piazza con la statua equestre, ma che chiunque negli ultimi tempi sia anche solo passato per Roma (chiedete al tifoso russo che ci ha rimesso un piede) conosce più che bene.

L’iniziativa è nata dal basso, da sei cittadine che hanno sfruttato il potere dei social per far sì che il disagio collettivo si tramutasse nella voce del #romadicebasta.

Basta a servizi scadenti, sporcizia, incuria. Basta al vivere in una città dove ci si prende carico dei problemi solo quando scatta la sirena di qualche tragedia.

Ore 16.00. Piazza dell’Immacolata, San Lorenzo. Un’altra folla, più grave, ancora più arrabbiata, che da qualche giorno riempie le strade del quartiere. È la solidarietà per Desirée, ennesima vittima di una violenza brutale. Ma non solo. È qualcosa di più profondo. L’omicidio si è immediatamente tramutato in simbolo. È politica a tutti gli effetti. Le destre puntano il dito contro lo straniero delinquente. E allora, pur nel dolore rispetto a un evento così tragico, si scende in piazza per opporsi a questo sistema “sciacallo” in cui le tragedie vengono strumentalizzate. Un sistema che non sa dare risposte davvero risolutive. Come quella della sindaca Virginia Raggi, che sembra non saper reagire in altro modo se non limitando il consumo di alcol la sera. Come se fosse stato quello il problema.

A San Lorenzo oggi c’è Forza Nuova, che con il suo sit-in ci riporta direttamente agli anni neri del fascismo, riproponendone il noto manifesto razzista che mostra la violenza di un uomo di colore su una donna bianca. A San Lorenzo oggi ci sono i partigiani che gridano al governo “Ambecilli! Ricordatevi che siamo morti anche per voi!”. Ma ahi noi, se la storia insegna qualcosa, è che si ha la memoria troppo corta. Sennò non saremmo ancora a combattere contro chi cerca di stigmatizzare lo straniero, il nemico metafisico contro il quale combattere per poi poter starnazzare in giro di aver risolto tutti i problemi della società.

La sinistra di partito, in tutto questo caos che dalla Capitale si dirama a tutto il paese, dove si spara ai “negri” e crollano i ponti, è assente ingiustificata.

L’unico raggio di sole in questo grigio scenario di tempesta (per cui – a proposito – forse sarebbe opportuno far dare una sistematina ai tombini) è che le persone per bene si stanno stancando. Il risveglio è lento ma è reale. Forse bisognava toccare il fondo per uscire dal mondo ovattato di pixel il cui ci siamo rinchiusi e ricominciare ad affollare le piazze.

#Romadicebasta

Giulia Clarizia
Fondazione Nenni

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