domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Barbara Mangiacavalli:
Evitiamo gli ‘infermieri fantasma’
Pubblicato il 31-10-2018


Gentile Ministro della salute On. Giulia Grillo,
abbiamo notato che in queste ultime settimane ha sottolineato in modo particolare la condizione di quelli che ha definito “medici fantasma”, quelli cioè che già lavorano nel nostro Ssn, ma con contratti atipici di ogni tipo, in totale assenza di controllo e di prospettive di futuro. È un’osservazione tanto giusta quanto legata a un discorso ormai vecchio: le aziende sono pressate dalle esigenze di un’economia che altro non fa se non recuperare risorse proprio a scapito del personale pubblico e in questo caso, con tutti i pericoli che ne conseguono per la salute dei cittadini, in particolare del personale
del Ssn. Ma c’è un dato che vorremmo sottolinearLe: giusto parlare di “medici fantasma”, tenga presente però che gli “infermieri fantasma” sono attualmente migliaia di più.

Il riferimento è analogo a quello che riguarda i medici finché si parla di contratti atipici (o flessibili che dir si voglia) a tempo determinato: l’ultimo Conto annuale disponibile – quello del 2016 – riporta in questo senso 9.108 medici e 1.402 dirigenti sanitari non medici, ma anche 22.591 unità di personale non dirigente di cui 11.652 (oltre la metà) sono infermieri.
Fin qui di “infermieri fantasma” ce ne sarebbero già a sufficienza, se non fosse che per la nostra professione a rendere atipici i contratti e l’utilizzo che si fa dei professionisti ci sono anche altre situazioni.

Prima tra tutte è quella del lavoro interinale, a cui non fa capo alcun medico, ma che nel 2016 ha coinvolto oltre 3.000 infermieri. Ed erano più di 6.000 solo l’anno prima, il che fa pensare, in assenza di sanatorie e stabilizzazioni specifiche, a manovre gestionali-contabili per ridurre il fenomeno (non possono essere stati assunti) che costa al Ssn almeno il 18% in più del personale dipendente (perché ai costi del personale si devono aggiungere i guadagni delle agenzie di somministrazione), ma è utilizzato perché il suo peso non grava sulla spesa per il personale, ma su quella per beni e servizi. Un escamotage che consente di non superare a priori quell’annoso e, ci permetta, odioso limite per il personale della spesa 2004 meno lo 0,4 per cento.

Una situazione che penalizza anche i pazienti – curati di fatto da personale precario – e i professionisti, che non hanno alcuna certezza e stabilità nella loro attività professionale. Il che non è certo un incentivo positivo. C’è poi un’altra situazione che penalizza la categoria infermieristica. Gli infermieri, soprattutto quelli più giovani che escono da percorsi universitari moderni, sono ormai tutti specializzati, ma l’uso che se ne fa nelle aziende non tiene conto in alcun modo di queste specializzazioni.

Accade così che un medico, la cui specialità è riconosciuta e tutelata, non possa affidare i suoi pazienti nel momento dell’assistenza a infermieri esperti dei percorsi più adatti ai bisogni di quel paziente specifico. Se non accade addirittura che gli infermieri – colpevole la carenza di personale legata al blocco del turn over – siano demansionati e vengano affidate loro funzioni proprie di altre figure professionali anche non laureate, senza nulla riconoscere dei loro percorsi di studio.

Per questo Le chiediamo di attivare con la massima urgenza quel gruppo tecnico per soluzioni condivise da Lei prospettato nel nostro ultimo incontro. Perché in quella sede si possa parlare con cognizione di causa anche degli “infermieri fantasma”, dagli interinali che meriterebbero una stabilizzazione come tutti gli altri precari per loro però non prevista agli specialisti che potrebbero/dovrebbero essere maggiormente tutelati riconoscendo la specialità a livello nazionale (oggi è riconosciuta in gran parte delle Regioni benchmark) e
un’infungibilità analoga a quella dei medici, ma soprattutto evitando forme di demansionamento che anche la stessa giurisprudenza spesso condanna.
Certi di un Suo sollecito e mirato intervento La ringraziamo e restiamo in attesa di una Sua convocazione nel merito.

Barbara Mangiacavalli
Presidente Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche

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