lunedì, 10 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Fabio Baroni:
Giornata internazionale contro la pena di morte. Una riflessione
Pubblicato il 11-10-2018


10 ottobre: giornata mondiale contro la pena di morte. Siamo nel 2018, eppure siamo ancora qui a far campagna abolizionista, dato che esistono ancora 57 paesi nel mondo che la applicano. Ma perché abolirla? Perché è sicuramente uno strumento inefficace. Lo dimostra la storia con i suoi enormi fallimenti, dall’Inquisizione ai vari “tribunali rivoluzionari”, agli stessi Stati Uniti, dove la pena di morte non ha portato ad una dissuasione dal commettere reati gravi.

A volte la stessa pena di morte viene comminata con delle motivazioni assurde, come i 7 paesi del mondo (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iran, Nigeria, Mauritania, Sudan, Yemen) che nel loro ordinamento giudiziario hanno la pena di morte “per chi si macchia del crimine di omosessualità”. Una cosa a dir poco raccapricciante. Molto spesso, in alcuni paesi, la condanna a morte avviene dopo processi sommari, in cui nemmeno vengono riconosciuti i diritti basilari dell’imputato. Un’altra motivazione è dovuta al rischio di clamorosi errori giudiziari, ai quali non si potrebbe porre rimedio in caso di esecuzione dell’imputato. Anche qui, nella storia, si trovano casi da far stringere il cuore, come il caso di George Stinney, ucciso (perché questo è il termine giusto) a 13 anni nel 1944 con la sedia elettrica e riconosciuto innocente solo pochi anni fa. Reputo, inoltre, che la pena di morte sia un insulto al percorso di civiltà che l’umanità ha sempre portato avanti. Uccidere un uomo perché ha ucciso un altro uomo, vuol dire perdere due uomini.

Abbiamo creato nei secoli un diritto sempre più complesso, ma non in senso negativo, affinché ci fosse il giusto equilibrio tra diritti dell’imputato e diritti della parte lesa. La pena di morte cancella entrambi, creando una scia di dolore, odio, rancore e risentimento che non finisce più (come nella logica della vendetta). L’uomo deve veder riconosciuto il proprio diritto alla vita, anche di fronte ad enormi sbagli. Per questo io sono convinto che la pena di morte non sia una “soluzione accettabile”, non è giustizia, ma è solo barbarie e voglio dire con forza (sapendo benissimo che nei soli Stati Uniti il 42% della popolazione rimane a favore). No alla pena di morte.

Fabio Baroni

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