sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Leonardo Raito:
La corrida di Di Maio
Pubblicato il 22-10-2018


La fantomatica vicenda della manina che avrebbe corretto un decreto approvato in Consiglio dei Ministri sarebbe grottesca se non ci portasse alla drammaticità della palese inadeguatezza della classe politica che ci governa. Un Di Maio sbraitante da Bruno Vespa ha addirittura annunciato, poi smentito dai fatti, di denunciare il fatto in procura, cosa che immediatamente ha fatto scaturire reazioni e proteste.

Delle due l’una: o il vicepremier pentastellato è una fuoriserie spara-menzogne, oppure in Consiglio dei Ministri molti dei titolari di dicastero dormivano o giocavano con il cellulare e non si sono accorti o non hanno letto il decreto posto alla loro attenzione. Ma se così non fosse, perché nessuno si sarebbe unito al coro di Giggino?

Ora, pensare che in un Consiglio dei Ministri si possa verbalizzare qualcosa e poi il verbalizzante cambierebbe il documento, è cosa da pazzi o da ignoranti. Il problema, molto più grave, è il dilettantismo di alcuni pseudo dirigenti politici incapaci di conoscere la benché minima regola del funzionamento dei meccanismi di governo. Sono queste le persone che stanno trascinando il paese nel baratro, con un popolo che non se ne è ancora reso conto. E non è la prima volta che Di Maio denota l’incapacità di tenere a freno i nervi: lo fu anche con Mattarella, nella delicata fase post elettorale, quando invocò addirittura la procedura di impeachment per il presidente della repubblica. Di Maio sta facendo della sua esperienza di governo una personale “corrida”, ripensando al vecchio programma condotto da Corrado. Sta alimentando una teoria di dilettantismo sbarazzino, convinto che solo una faccia pulita sia sufficiente per certificare doti da governante.

Sarebbe opportuno fermarli, prima che sia troppo tardi.

Leonardo Raito

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