martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Massimo Ricciuti:
Luigi Buccico e il nobile socialismo partenopeo
Pubblicato il 01-10-2018


Sono giusto trantanove anni che Luigi Buccico ci ha lasciato. Luigi, Gigi o Gigino o Gigetto, per amici, compagni e familiari, è stato , e resta, esempio di lungimiranza politica, capacità di costruire il proprio agire seguendo una ben precisa idea di società e contemporaneamente uomo pragmatico, calato a fondo nelle problematiche del proprio tempo e della propria città. Luigi agiva pensando al domani. Ogni suo ragionamento era declinato a futuro.

Essere socialista a Napoli era una missione, e Gigi ci metteva l’anima e anche la vita. Aderisce ragazzino al PSI, poi divenne giornalista e responsabile delle pagine napoletane dell’Avanti, poi giornalista in RAI. Fu segretario cittadino del Partito, consigliere comunale, assessore e, infine, deputato.

Se oggi i cittadini napoletani possono muoversi su metropolitane e funicolari il merito è di Luigi. Infatti Buccico, sfruttando la legge 1042 del 1969 fece il primo passo affinchè fosse possibile arrivare alla costruzione e al completamento di quella che divenne la Linea 1 della metropolitana. Grazie a lui è stato possibile avviare e portare a termine il progetto elaborato dall’Ente Autonomo Volturno di una metropolitana collinare per collegare il Vomero con il centro cittadino. Era un uomo di idee e uomo del fare. Il 22 dicembre 1976, con la posa della prima pietra, iniziò la grande avventura che porta oggi Napoli a avere il miglior sistema integrato di trasporti su ferro. Quel 22 dicembre era una giornata piovosa, ma ben illuminata dal sorriso di Luigi che su quel progetto ci stava lavorando da anni. Prima come consigliere comunale e poi come assessore. Tanti, tantissimi lo ricordano con immensa stima e affetto. Tutti gli dobbiamo dire grazie per la sua tenacia, la sua passione. Lui risponderebbe semplicemente “dovere…”. Ecco chi era Luigi Buccico. Ecco cos’è davvero il socialismo. Fare anzicchè declamare. Riformismo vuol dire nobiltà della fatica contro la facile ipocrisia della demagogia.

Nelle elezioni di giugno del 1979 divenne deputato. Il 29 settembre un colpo di pistola lo fermò perché aveva “troppo amato” (cit. P. Buttafuoco).

Presso la segretaria ragionale del PSI venne organizzato il picchetto d’onore…e sugli attenti una bimba di dieci anni, la nipote Tiziana. Circondata dai compagni e dai colleghi e amici della redazione della Rai. Al Maschio Angioino (sede del consiglio comunale) lo salutò un mare di garofani.

Oggi chi passa per la stazione Vanvitelli può notare la targa a lui dedicata. “Luigi Buccico. Socialista”

Ma adesso, come afferma il presidente del Comitato Valori collinari Gennaro Capodanno a nome di tutti i cittadini partenopei, sarebbe il caso di intitolargli il metrò collinare. Napoli glielo deve!

Massimo Ricciuti

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