lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Rino Capezzuoli:
Non consegnare l’Europa alle destre
Pubblicato il 04-10-2018


Si avvicinano le elezioni per il parlamento europeo ma le forze politiche dei singoli stati non riescono a guardare oltre il proprio orticello nazionale e non vedono come le erbacce sovraniste stiano sommergendo l’intera Europa. Infatti è facile prevedere nel nuovo parlamento un forte numero di deputati di estrema destra contro l’unità europea contro ogni apertura agli immigrati in un Europa razzista antisociale che rinnega i propri principi di umanità e di solidarietà. La domanda è :che fine hanno fatto le forze europeiste transnazionali facenti capo alla cosiddetta sinistra?
Ormai è sempre più chiaro a tutti i cittadini convinti europeisti che le prossime elezioni europee saranno la cartina di tornasole sul modo di affrontare il tema dell’immigrazione all’interno dell’Europa e nei paesi di provenienza. Le destre e le forze razziste continueranno a far propaganda sulla paura “del’invasione”degli extracomunitari e sul fatto che essi delinquono e che gli indigeni europei devono aver la precedenza “prima gli italiani” I fatti ed i numeri ci dicono che siamo ben lontani da questa “propaganda”percepita ma non reale.Gli europei sono circa 500 milioni l’1% di extracomunitari sarebbero circa 5 milioni di persone da accogliere
cioè un numero insignificante. Il vero problema per le forze europeiste è il modo di dar corso alle politiche di integrazione ed ai contenuti di una politica per l’unità europea. Quanto accaduto a Riace al netto di ciò che stabilirà la magistratura dimostra che si può accogliere in modo positivo e far di ciò elemento di solidarietà di lavoro e di rinascita dei nostri territori abbandonati. Certi casi vanno enfatizzati contro ogni strumentalizzazione delle destre e la sinistra deve essere con le sue strutture, sindacati, case del popolo,ecc.. il veicolo di questa nuova politica di accoglienza tra i nostri concittadini. Dobbiamo superare diversità, muri e darci regole per essere più uguali e non più diversi a cominciare da una politica fiscale più omogenea tra i vari stati europei diffidando della Russia che non vede di buon occhio una nazione unica europea ai propri confini sia degli Usa con cui è in atto una competizione finanziaria, tecnologica e di mercato concorrenziale, tenendo conto che l’africa piena di materie prime è il nostro principale sbocco commerciale

Rino Capezzuoli

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