giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

TRECENTO
Pubblicato il 08-10-2018


spread

Si riaprono i mercati e torna a correre lo spread che ha superato quota 310 punti base rispetto al Bund contribuendo a un ulteriore peggioramento di Piazza Affari, dove il Ftse Mib cede il 2,48%, travolto dal crollo dei bancari, con Carige che cede il 6,8%, Banco Bpm il 6,5% e Mps il 5,4%. Debole anche l’euro che scambia a 1,147 sul dollaro.  Venerdì lo spread aveva chiuso a 279. Quello raggiunto è il nuovo massimo da aprile 2013. Il rendimento si è spinto fino al 3,626%, come non accadeva da febbraio 2014. Un bel balzo indietro. La performance di Milano è decisamente la peggiore tra i listini europei: Francoforte segna -0,84%, Londra -0,34% e Parigi -0,74%. Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, pesanti le banche con lo spread BTp-Bund che torna in area 300 punti base: Banco Bpm perde il 6,16%, Ubi Banca il 4,56%, Mediobanca il 4,5%, Bper il 3,79%, Intesa Sanpaolo il 3,84% e UniCredit il 3,66%. Resiste sulla parità solo Luxottica (+0,04%), che attende l’ops che chiuderà la maxi aggregazione con Essilor. Pesanti invece Azimut (-4,31%) e Leonardo (-3,75%). Nel resto del listino continua a correre Astaldi (+9,84%), giù Tisali (-9,59%). Sul mercato dei cambi, l’euro è sceso sotto quota 1,15 punti base ed è indicato a 1,1480 (1,1524 venerdì in chiusura). La moneta unica vale anche 130,16 yen (131,00), mentre il dollaro/yen è a 113,38 (113,72). In calo, infine, il prezzo del petrolio: il future novembre sul Wti cede l’1,24% a 73,42 dollari al barile, mentre la consegna dicembre sul Brent si attesta a 82,84 dollari (-1,57%).

Anche le Borse europee hanno aperto in calo dopo l’esito del voto in Brasile. Sullo sfondo anche le incertezze legate allo scontro commerciale tra Cina e Usa, i timori di nuovi rialzi dei tassi da parte della Fed e le vicende italiane legate alla manovra.

Ma il ministro Salvini non si preoccupa. Mentre il costo del rialzo del differenziale si scarica sugli italiani il vicepremier incontra la Le Pen in cerca di sponde sovraniste  in preparazione delle elezione europee. La colpa dei rialzi per Salvini è tutta di ipotetici grandi manovratori. Ovviamente per il leader leghista il Def del governo che prevede una manovra in debito che fa acqua da tutte parti, non c’entra nulla. “A fine maggio – ha detto ancora – avremo la rivoluzione del buon senso” aggiungendo che con Le Pen “condividiamo la stessa idea dell’Europa”. “Siamo contro i nemici dell’Europa che sono Juncker e Moscovici, chiusi nel bunker di Bruxelles”.

Ribatte il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker:  “Opero un distinguo tra gli euroscettici, che hanno delle domande, ed i populisti limitati con i nazionalisti stupidi. Non sono la stessa cosa. Dobbiamo ostacolare questa marcia verso la non Europa ispirata dai populisti stupidi e dai nazionalisti limitati”.  “Bisogna rispettare coloro che sono scettici, che nutrono un certo scetticismo nei confronti dell’Europa, e questo deve alimentare un dibattito”.

“Sale lo spread, oltre quota 300 (noi lo avevamo portato sotto quota 100). Salvini dice che è colpa di Soros e che lui va avanti. Il danno economico di questa Manovra del Popolo lo pagheranno le famiglie, il ceto medio, i bisognosi ma lui ripete orgoglioso ‘Me ne frego'”. così su twitter Matteo Renzi attacca il governo.

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