lunedì, 10 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Tagli alla Scuola. Studenti in piazza contro il Governo
Pubblicato il 12-10-2018


protesta torinoStudenti in piazza in oltre 30 città italiane per protestare contro le politiche legate alla scuola messe in atto dal “governo del cambiamento”, accusato di “propaganda” e “strumentalità”. Gli studenti contestano la prospettiva di nuovi tagli alla scuola e le ‘promesse tradite’ del governo del cambiamento ma anche contro il decreto sulla sicurezza e le politiche anti migranti.
Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari, spiega: “Sull’Università non c’è alcuna proposta reale per incrementare il finanziamento ordinario del sistema universitario o per superare il numero chiuso ma solamente annunci e slogan”. La Rete della Conoscenza, il cartello che unisce Uds e Link- coordinamento universitario, protesta contro “l’atteggiamento di totale chiusura al confronto del governo, al punto che Bussetti rifiuta di incontrare le rappresentanze studentesche”. Gli studenti denunciano tagli per oltre otto miliardi in dieci anni, precisando che “telecamere nelle scuole e leva militare sono provvedimenti dannosi e inutili, soprattutto se non ci si interroga su come risollevare un sistema scolastico che non riesce più ad essere strumento di formazione e crescita delle nuove generazioni: lo provano i 150mila studenti che ogni anno abbandonano gli studi”.
A Torino gli studenti hanno bruciato dei manichini raffiguranti i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, così non si è fatta attendere la reazione del ministro dell’Interno, che ha commentato su Twitter, allegando foto dei cortei degli studenti: “Questi ‘democratici’ studenti, coccolati dai centri sociali e da qualche professore, avrebbero bisogno di molte ore di educazione civica. Forse capirebbero che BRUCIARE in piazza il manichino di Salvini, e di chiunque altro, o appenderne ai lampioni le immagini è una cosa schifosa”.
Ma l’altro Vicepremier appare più conciliante, Di Maio afferma infatti: “Ci sono ragazzi che stanno manifestando, per prima cosa vediamoci, le porte del ministero sono aperte, parliamo. Costruiamo insieme una nuova scuola”.
Gli studenti lamentano la mancanza di prospettive e progetti: “Nessuna risposta sui disastri della legge 107, dalla riforma dell’Esame di Stato all’alternanza scuola-lavoro; non esiste un piano reale di finanziamento sull’edilizia scolastica

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