domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Una piazza per Craxi. La lezione di Bassiano
Pubblicato il 26-10-2018


piazza craxiDopo anni di damnatio memoriae l’Italia sta riscoprendo un passo alla volta la figura dello statista Bettino Craxi. Come annunciato nei giorni scorsi, oggi il Comune di Latina di Bassiano, alla presenza del figlio di Craxi, Bobo, inaugurerà alle 16 una piazza dedicata al leader scomparso quasi vent’anni fa, seguito da una lunga scia di calunnie e discredito.
“Di Craxi – spiegano dalla giunta – si è detto e scritto tutto e il contrario di tutto. Ma la Storia di Craxi è tutto sommato chiara.  Può essere distorta solo dalla malafede. Craxi fu un uomo e un politico sui generis, autonomista cocciuto, istrione, orgoglioso, di sinistra ma fieramente anticomunista, liberal-socialista ma dai tratti autoritari, laico che ha firmato un nuovo Concordato con la ChiesaCraxi fu un fenomeno tutto italiano. Non comprimario, grigio burocrate o scialbo funzionario di partito. Ma protagonista assoluto della scena politica italiana per almeno un decennio. Craxi fu il primo socialista a ricoprire, nella storia repubblicana, la carica di Presidente del Consiglio dei ministri. Fu uno dei pochi politici italiani della Prima Repubblica a cercare di dare all’Italia una politica estera degna di questo nome, volta a ritagliarsi un ruolo guida nel Mediterraneo anche a costo di mettere a rischio i legami con Washington”.
“Ha fatto la storia di una fase dell’Italia nel bene e nel male. Ha fatto la storia della sinistra in Italia ma ha fatto anche e soprattutto la Storia del Psi. Craxi è stato tutto questo. È stato anche, molto semplicemente, un uomo. E il Psi un partito”, ha affermato il sindaco Domenico Guidi che ha chiesto una targa per Craxi già nel 2003.
“Bassiano – ha aggiunto il sindaco – è socialista da sempre e l’intitolazione a Bettino Craxi è una forma di rispetto verso una personalità che ha dato tanto al Paese, una persona di spessore politico. Molti gli argomenti da cui ancora oggi può essere tratta una lezione, dall’immigrazione al rapporto con i Paesi che si affacciano nel Mediterraneo, dalla salvaguardia dei diritti dell’immigrazione, alla scelta razionale e futurista di andare là in quei paesi, dove investire le somme necessarie per poter sviluppare in loco politiche di sviluppo economico, e non applicando il principio dell’immigrazione”.

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