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Opinioni e commenti
 

Visco: “Il mercato non è composto da forze oscure”
Pubblicato il 02-10-2018


Ignazio Visco BankitaliaLa manovra ha messo in tensione i mercati. Come era facilmente prevedibile, lo spread ha sfondato i 300 punti poi ha frenato, ma le fibrillazioni sui mercati sono le peggiori da maggio scorso. La tensione si ripercuote anche sugli equilibri di maggioranza con la Lega che accusa il reddito di cittadinanza come il principale creatore del caos poiché è una misura ancora poco chiara per quanto riguarda platea e meccanismo. Intanto anche l’Euro va a picco contagiando le altre monete europee. Secondo l’agenzia Bloomberg, pesano anche alcune parole del presidente leghista della commissione Bilancio della Camera Claudio Borghi, poi registrate: ‘Se l’Italia avesse una propria moneta risolverebbe gran parte dei problemi’. Ma su questo arriva anche la puntualizzazione di Conte:  “L’Italia è un Paese fondatore dell’Unione Europea e dell’Unione Monetaria e ci tengo a ribadirlo: l’euro è la nostra moneta ed è per noi irrinunciabile. Qualsiasi altra dichiarazione che prospetti una diversa valutazione è da considerarsi come una libera e arbitraria opinione che non ha nulla a che vedere con la politica del Governo che presiedo, perché non contemplata nel contratto posto a fondamento di questa esperienza di governo”.

Tria non ha convinto l’Unione Europea sulla manovra. Nel giorno successivo allo scontro ed alle parole di Juncker, lo spread è volato sopra i 300 punti base. Poi ha frenato restando comunque a 295. Il brusco calo di Piazza Affari, che cominciando a guardare alla boa di metà giornata ondeggia su una perdita superiore al punto percentuale (Ftse Mib -1,4%), ha contagiato anche gli altri listini europei, che in avvio avevano provato a contenere il calo: Londra in perdita di mezzo punto, Parigi e Francoforte dello 0,9%, Madrid più dell’1%. In Piazza Affari, con lo spread nei confronti della Germania che rimane attorno a quota 300, si è placata la raffica di sospensioni sui titoli bancari ma il clima resta molto teso: Mps in perdita del 5% rischiando di scendere sotto quota due euro, Banco Bpm il 3,6%, Carige, Ubi e Unicredit più di tre punti percentuali, ed Intesa in calo del 2,5%. Eni cerca di resistere, mentre Astaldi, con i problemi dalla Turchia, continua a non fare prezzo (in calo teorico del 24%). Il rendimento del Btp decennale è del 3,39% dopo una fiammata al 3,43%, massimo dalla primavera 2014.

Le tensioni sui mercati fanno fibrillare anche il governo. Il capogruppo del Carroccio alla Camera, Riccardo Molinari, uscendo da Palazzo Chigi, se la prende con il reddito di cittadinanza, provvedimento bandiera dei penta stellati, dicendo: “Tutto il caos dei mercati nasce dal reddito di cittadinanza che ancora non si sa cosa sia. Le varie ipotesi di flat tax e quota cento sono state studiate con diverse declinazioni invece l’elemento che manca di capire è in cosa consiste il reddito di cittadinanza: la platea, quale sarà il meccanismo”. Poi, si è corretto precisando: “Mai detto che il caos dei mercati è causato dal reddito di cittadinanza. Il senso della mia dichiarazione è l’esatto contrario. I mercati non hanno motivo di agitazione ancor prima di capire che misure faremo. Il reddito di cittadinanza, la flat tax e la riforma delle pensioni fanno parte del nostro programma politico di governo che vogliamo realizzare”.

L’euro resta debole a 1,1538 dollari. Aveva aperto sui mercati europei a 1,1579. Il presidente della Commissione bilancio della Camera, Claudio Borghi, a Radio Anch’io, ha detto:  “Sono straconvinto  che l’Italia con una propria moneta risolverebbe gran parte dei propri problemi. Il fatto di avere il controllo sui propri mezzi di politica monetaria è condizione necessaria, ma non sufficiente, per realizzare l’ambizioso ed enorme programma di risanamento. Ma per fare questo passo ci vuole accordo e consapevolezza da parte dei cittadini. Avessimo voluto andare oggettivamente allo scontro con l’Unione europea per arrivare a questo risultato, avremmo dichiarato il 3,1 come deficit, non il 2,4. In realtà noi semplicemente vogliamo fare le politiche che in questo momento sono il minimo indispensabile per permettere alla nostra economia di stare un po’ meglio”.

Il vice premier Luigi Di Maio, alla Radio RTL, ha detto: “Se qualcuno sta sperando di far tornare indietro il Governo sui numeri della manovra attraverso lo spread sappia che noi non torneremo indietro di un millimetro. Se necessario spiegheremo questa manovra nelle piazze per far conoscere le misure adottate per la crescita dell’economia. Il governo su questo è compatto”.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha detto:   “Le parole e le minacce di Juncker e di altri burocrati europei continuano a far salire lo spread, con l’obiettivo di attaccare il governo e l’economia italiana? Siamo pronti a chiedere i danni a chi vuole il male dell’Italia”.

Ma se verrebbe dimostrato che i danni sono stati prodotti da una manovra sbagliata, gli italiani avranno il diritto di chiedere il risarcimento ai ministri dell’attuale governo.

L’on. Anzaldi (PD) ha detto: “Ci faranno fare la fine della Grecia”. Mentre il presidente dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo Udo Bullmann ha affermato: “L’Italia non è la nuova Grecia, perché ciò che sta accadendo in Italia non è tanto una questione di economia ma di politica. La coalizione al governo sta facendo di tutto per organizzare un conflitto con le istituzioni europee, tentando di raccontare una storia che li protegga a casa propria”.

Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, partecipando alle ‘giornate economia Marcello De Cecco’, riferendosi alle misure del governo per la manovra, ha affermato: “Non si possono dare valutazioni adesso che sono tecniche e non politiche perché non conosciamo ancora abbastanza, non mancheremo di farlo nelle sedi internazionali. L’Italia ha bisogno di favorire l’investimento pubblico e privato e di contenere e ridurre il debito pubblico. Non si può non avere una traiettoria di sua riduzione. Il mercato non è composto da forze ignote che tramano nell’ombra. Bisogna chiedersi perché sul mercato avvengono certe dinamiche e perchè il nostro debito pubblico è prezzato in maniera diversa dalla Germania e dalla Francia e ora anche dalla Spagna e dal Portogallo. Il ruolo dei mercati è cruciale e devono funzionare ed essere trasparenti anche perchè dobbiamo collocare 400 miliardi di titoli di Stato e dobbiamo essere coscienti della fiducia che trasmettiamo quando emettiamo debito”.

Che bisogna collocare 400 miliardi lo sa anche il governo. Ma il governo sa benissimo che, per ogni 1% in più dovuto all’aumento dello spread, su 400 miliardi significa una spesa aggiuntiva a carico della collettività di ben 4 miliardi. Mentre sull’intero debito pubblico sarebbero 24 miliardi.

Salvatore Rondello

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