sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Barbareschi porta in scena il Cyrano all’Eliseo di Roma    
Pubblicato il 09-11-2018


Barbareschi in Cyrano

Il Teatro Eliseo ha aperto la stagione del centenario con il Cyrano de Bergerac, commedia in versi martelliani in due atti e divisa in cinque quadri. Scritta nel 1897 da Edmond Rostand, uomo ricco e illuminato, è la storia di un fenomenale spadaccino, spirito libero e poeta che porta nel bel mezzo della faccia un naso che “di almeno un quarto d’ora sempre lo precede”.  La figura di Cyrano è entrata di diritto nell’immaginario popolare tanto che le sue vicende sono state tradotte, adattate e interpretate innumerevoli volte.

La trama è nota: un cavaliere, un guascone, valoroso e fragile al tempo stesso, innamorato senza poterlo rivelare di sua cugina Rossana, a sua volta stregata dalla bellezza di Cristiano, avvenente ma privo della raffinatezza che gli è indispensabile per conquistare la raffinatissima dama, propone al giovane rivale un piano per far innamorare la fanciulla, “per incendiare la rocca mettendo le mie frasi nella tua bocca”. Tutti ricorderanno il patto mefistofelico che Cyrano propone a Cristiano: insieme, uno la bellezza, l’altro il genio, potranno raggiungere l’inarrivabile Rossana, per diversi motivi lontanissima da entrambi, lontana come la luna, ma accessibile se i due uomini uniscono le forze.

Cyrano de Bergerac è un inno al teatro, alla poesia, alla cultura che può essere rivoluzionaria. Il suo protagonista è un poeta che combatte i giganti, “orgoglioso del suo esercito di commedianti”. Cyrano si spinge verso il cielo, come se davvero la meta fosse un pianeta nuovo, luminoso, governato dalla leggerezza delle parole e del canto.

Tuttavia non tutti sanno che questo personaggio leggendario è ispirato alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più eclettici scrittori del Seicento francese e precursore della letteratura fantascientifica. I suoi romanzi sono metafora di viaggi meravigliosi, realistici e visionari, verso la Luna e il Sole.  E un viaggio fantastico dentro la propria anima è quello che compiono i due protagonisti della commedia che, da rivali, si scoprono amici, alla ricerca di quella bellezza che pare essere il tema portante del racconto.

Nella rappresentazione al Teatro Eliseo – che coinvolge ben quindici attori e nove allievi della Scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volonté –  troviamo uno strepitoso Luca Barbareschi nei panni di Cyrano. Grande mattatore come sempre, padrone della scena, capace di recitare in versi senza alcuna esitazione arricchendo la propria performance con una gestualità ed espressività unica. Delicata e raffinata anche la recitazione di Linda Gennari nei panni di Rossana. Nel complesso su ottimi livelli la recitazione di tutta la compagnia, impreziosita dall’inserimento di alcuni cori cantati, accompagnati dal suono di una fisarmonica dal vivo. Costumi molto curati ed impianto scenografico di alto livello, con i cinque quadri che si susseguono a sipario aperto ed anche qualche effetto speciale.

Cyrano resta uno dei personaggi più amati del teatro: brutto ma bello nel suo essere temerario, paga di persona per ogni atto di coraggiosa intransigenza; è straordinariamente moderno, un simbolo di coerenza e di libertà che ancora oggi continua a sorprenderci. Le caratteristiche di questa figura eccezionale, a metà fra storia e mito, fanno peraltro sì che il testo abbia la peculiare caratteristica di attraversare i generi e pur restando una delle storie più intense e commoventi che siano mai state scritte si concede momenti di autentica forza politica. Il desiderio morale e filosofico di esprimere coraggio e passione in ogni azione della propria vita è un atto profondamente politico che ci incatena al destino di Cyrano tanto da uscirne rinnovati, purificati. Repliche al Teatro Eliseo di Roma fino al 25 novembre. Spettacolo da non perdere.

Al. Sia.

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