domenica, 18 novembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

NAZIONALISMO ETNICO
Pubblicato il 05-11-2018


salvini dito

Il governo porrà la questione di fiducia al decreto sicurezza e immigrazione. Con l’intervento illustrativo del relatore, Stefano Borghesi, della Lega, l’Aula di Palazzo Madama ha iniziato l’esame del decreto sicurezza, già licenziato la settimana scorsa dalla Commissione Affari costituzionali del Senato.

Una decisione che semina perplessità e dissenso non solo nell’opposizione ma anche nella stessa maggioranza. “Senza la fiducia – afferma Paola Nugnes, senatrice ‘ortodossa’ dei 5 Stelle – avrei votato contro il provvedimento, che credo finirà per produrre più irregolari. Ma siccome mi aspetto che questo governo farà in futuro cose buone, nel momento della fiducia uscirò dall’Aula. Ma posso assicurare che tutti i miei colleghi, nel merito di questa legge, la pensano come me”. “La verità – aggiunge – è che non si vuol fare vedere che Fi e FdI votano a favore”. Insomma nel Movimento e della maggioranza cresce il malumore con l’avvicinarsi della votazione del decreto. Gregorio De Falco, ex comandante della capitaneria di porto famoso per lo scontro con Schettino (“Torni a bordo…”) e ora senatore M5S parla senza mezze parola: “Ci buttano fuori? Quando Di Maio dice o con me o fuori afferma un’idea padronale di un Movimento in cui oggi sembra venire meno la dialettica e la capacità di ascolto e risposta”.

Il decreto è fortemente voluto da Salvini che non ne vuole sapere di modifiche. Un decreto in cui mostra i muscoli appoggiandosi sulla convinzione che il pugno duro contro i poveracci e gli immigrati è la strada giusta per portarlo a una vittoria nelle europee di maggio. A nulla infatti è valso finora il pressing per ammorbidire l’articolo 1. Il cuore del decreto, quello che definisce le regole per ottenere una protezione “speciale” dallo Stato italiano e stabilisce per quanto tempo gli immigrati ne avranno diritto. “Non a caso si chiama ‘decreto Salvini'”, scandisce forte le ultime due parole uno dei collaboratori del ministro dell’Interno. E rivendica: “La trattative è finita, abbiamo chiuso i porti, come per l’Aquarius”.

Comunque vada, il Viminale ha già quantificato i tagli che subiranno i Centri di prima accoglienza da cui si accede direttamente dagli hotspot e dai porti di sbarco: da 35 euro per immigrato si passerà a 25. Una sforbiciatina, tanto per gradire. Enunciazione che sarà accompagnata da altre misure che vogliono dire ben poco ma si prestano alla propaganda: la linea dura contro chi fa “accattonaggio molesto”, multa fino a 20 mila euro ai parcheggiatori abusivi. E poco importa se la sanzione – a sentire chiunque abbia un minimo di competenza giuridica – nel 99% dei casi resterà sulla carta.

La questione è caldissima e Lega a doppio nodo i due azionisti di governo. Uno scambio ovviamente: il decreto sicurezza da parte e il reddito di cittadinanza dall’altra. Reddito che, entrato dalla porta della manovra, sta pian piano uscendo dalla finestra.

Ne parliamo con il segretario del Psi Riccardo Nencini.

Il decreto sicurezza arriva al Senato. Che idea ti sei fatto di questo provvedimento?
“Il Salvini pensiero – approda in Senato domani con il decreto sicurezza. Giuste alcune correzioni a vecchie norme ma la cornice del decreto richiama un nazionalismo etnico che affossa la società aperta”.

In che senso?
È un fatto che le società chiuse perdono in libertà e sono meno competitive. Accadrà anche all’Italia. Siccome l’emergenza sbarchi è finita, sul tavolo restano due problemi che il decreto non affronta: rimpatrio migranti irregolari e integrazione migranti regolari

Quali possono essere le conseguenze?
Vuol dire che viene tolta la protezione umanitaria. Significa far diventare irregolari almeno 60.000 migranti provenienti da paesi, quali il Mali, il Pakistan, il Gambia e il Senegal, con cui non abbiamo accordi per i rimpatri. Si premiano i centri accoglienza gestiti da privati. E i sindaci? Nemmeno coinvolti. Non si prevedono lavori socialmente utili in forma gratuita per migranti regolari. Non c’è nessuna norma che preveda la certezza della pena, cosicché chi delinque lo ritroviamo il giorno dopo sulla strada. Così non va.

Cambiamo argomento. Alluvioni e maltempo hanno messo in ginocchio il Paese. Tu sei stato viceministro alle infrastrutture nello scorso governo. Come bisogna procedere quando di verificano questi eventi straordinari?
Faccio solo una considerazione. Solo tre giorni fa il governo cancella l’abusivismo edilizio da Ischia e ieri piange le vittime siciliane spazzate via dal maltempo da una casa abusiva. Io avevo previsto fondi per censire le case abusive, il duo Salvini-Di Maio condona l’abusivismo a Ischia e utilizza per la sanatoria il dramma di Genova.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento