sabato, 17 novembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Disastro sicurezza
Pubblicato il 07-11-2018


Già era prematuro il parto di governo giallo-verde ora rischia di soffocare ancora in fasce. La stessa formula del contratto per legittimare l’accordo era una pezza a colori giallo-verde per nascondere un dato di fatto che i due partiti nel presentarsi agli elettori si erano dichiarati alternativi ed erano sinceri. Ammesso e non concesso che non ci fossero alternative da verificare, la fretta nell’arrivare ad un accordo promette male e prelude, come sta avvenendo, a contraddizioni a non finire.

Eppure l’esempio dell’accordo tedesco, lungo e laborioso, peraltro tra due ex alleati di governo, avrebbe dovuto mettere sull’avviso che per durare non si può di volta in volta improvvisare. Secondo la massima di Giulio Andreotti: “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca!” l’unico vero collante era sgombrare il campo della vecchia classe dirigente e fare incetta di tutto il potere possibile. Tanto è forte questa vocazione a subentrare in tutto che la crisi si trascinerà fino a quando i gruppi di potere dei due alleati non avranno fatto piazza pulita di tutti i posti di sottogoverno. Allora apparirà chiaro che i motivi di differenziazione prevarranno e tutto sarà messo in discussione fino all’estreme conseguenze di elezioni anticipate. Se sul piano interno la dicotomia è destinata a rafforzarsi, i rapporti internazionali, in primis con l’UE, vanno verso il precipizio, in un braccio di ferro che ha per fondamento un patto di governo distorto per la pretesa di assommare, per le spese che comporta, i punti caratterizzanti dei due programmi elettorali.

Per salvarsi la faccia in Europa ed in Italia, invece dell’inutile braccio di ferro e delle proclamazioni esasperate occorrerebbe una prova di maturità e di concretezza. Eppure a una classe dirigente accorta non dovrebbe sfuggire che con l’Europa si è aperto un nuovo fronte di auspicabili convergenze, quello relativo alla solidarietà in caso di disastri ecologici di oggi e a quelli pregressi accertati, altrettante mine per la messa in sicurezza del territorio. Una scelta decisa in questa direzione invece delle bandierine di propaganda agitate in campagna elettorale ci consentirebbe un piano credibile di risanamento e di ottenere il massimo di disponibilità in sede europea, ricordando che le elezioni europee richiedono a tutti i governi interessati linee di condotta condivise.

Se ci fosse vera autorevolezza i due alleati di governo dovrebbero sottoporre ai loro elettori l’emergenza intervenuta e la necessità di priorità di salvaguardia di vite umane in tutto il Paese dal nord alla Sicilia. Con un beneficio in più che, per fare l’esempio più calzante, i centri per impiego associati, con un grande piano di interventi pubblici e privati avrebbero l’effetto di essere operativi sul lato più carente, specie al sud, di concrete offerte di lavoro. Una revisione in corso d’opera all’insegna della solidarietà nazionale riporterebbe con i piedi a terra troppi piani campati in aria.

Roca

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento