domenica, 18 novembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Ue all’Italia: “Se manovra non cambia procedura”
Pubblicato il 06-11-2018


tria

Ieri all’Eurogruppo la discussione è stata caratterizzata dalla ‘pacatezza dei toni sul Bilancio dell’Italia. Secondo fonti del ministero dell’Economia, sentite a Bruxelles, il messaggio portato dal ministro Giovanni Tria è che l’Italia è d’accordo sul rispetto delle regole, che non vuole infrangerle, vuole evitare le tensioni su mercati e spread e proseguire con il dialogo alla ricerca di un compromesso. Tria però ha ribadito e difeso le ragioni della posizione espansiva scelta dal governo sulla manovra, perché la si ritiene necessaria per rilanciare la crescita.

L’Italia, ha detto Tria, secondo quanto riportano le fonti, non rappresenta una minaccia né per la stabilità, né per le regole europee.

Rispondendo ai cronisti, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha detto: “La manovra non cambia, stiamo discutendo dobbiamo rispondere alla Commissione entro il 13 novembre, non è che rispondo qui. Abbiamo studiato la manovra, i dati e la strategia. Il colloquio, il dialogo sarà con la Commissione, che è il nostro interlocutore in questa fase, noi risponderemo entro i termini prestabiliti alla Commissione. Insomma, oggi, non c’è né scontro né compromesso. L’Eurogruppo ha invitato a continuare il dialogo con la Commissione”.

Quanto all’impegno a ridurre il debito pubblico, a cui la Commissione sembra non credere, Tria ha affermato: “C’è scritto nella nostra manovra: le nostre stime sono che il debito scenderà di 4 punti percentuali nei tre anni. Il dialogo continuerà, certo abbiamo qualche disaccordo ma questo non vuol dire che non possiamo avere un dialogo costruttivo tra la Commissione Ue e l’Italia, è una cosa abituale tra i Paesi e la Commissione.  Dobbiamo spiegare alla Commissione, ma non posso anticipare ora la risposta sulla manovra che verrà data entro il 13 novembre a Bruxelles come richiesto”.

Pierre Moscovici, il commissario Ue agli affari economici, ha detto: “Ci aspettiamo una risposta forte e precisa da parte del governo italiano e i prossimi passi dipendono dalla qualità della risposta, la palla è nel campo dell’Italia da cui attendiamo una manovra rivista, e il primo punto è quindi averne una, ha detto il commissario Ue agli affari economici. Il 13 novembre non è la fine del mondo ma solo un nuovo passo, però una cosa è essere flessibili nell’interpretazione delle regole, un’altra è essere fuori dalle regole”.

Valdis Dombrovskis, il vicepresidente della Commissione, ha detto: “La Commissione Ue  sta considerando la procedura per debito contro l’Italia e per questo sta anche preparando il rapporto sul debito. Lo abbiamo fatto anche gli anni scorsi, concludendo che l’Italia era sostanzialmente in linea con i requisiti del Patto e quindi non abbiamo aperto la procedura. Ma in questo caso, se il Documento programmatico di bilancio non cambia materialmente, dobbiamo riconsiderare le conclusioni. La correzione della manovra italiana dovrà essere considerevole. Numericamente l’Italia avrebbe dovuto assicurare un miglioramento del deficit strutturale di 0,6% invece c’è un peggioramento di 0,8%. Pari a una deviazione dell’1,4%. E’ una deviazione molto ampia”.

Intanto, il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha lasciato la riunione dell’Ecofin in anticipo sulla fine dei lavori, per rientrare a Roma per il vertice al Cdm. Il ministro non ha quindi partecipato al tradizionale incontro con la stampa, previsto alla fine della due giorni di lavori.

Dopo l’Eurogruppo, non è emerso niente di nuovo sulla legge di bilancio neanche dall’Ecofin. Ci sarà forse un dialogo tra le parti, ma sembrerebbe quello tra sordi che non vogliono sentire. Di fatto si starebbe assistendo al muro contro muro tra Ue e governo italiano. Bisognerà attendere la risposta scritta entro il prossimo tredici novembre per verificarne gli effetti.

Salvatore Rondello

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento