domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Gianmario Scaramuzza
Nuove idee per un partito aperto
Pubblicato il 02-11-2018


Il PSI ha in programma lo svolgimento di un Congresso straordinario che si svilupperà con forme nuove e il più possibile aperto. La situazione politica italiana oggi lascia alquanto a desiderare e noi, con la nostra storia, possiamo ripartire dai nostri valori e tradizioni per proporci con aperture di spessore nei confronti degli europeisti che ancora credono a questa Europa. Siamo uno dei Paesi fondatori della casa europea, ma oltre all’unità monetaria, ancora molto resta da fare per non svilire i tanti italiani convinti europeisti che vogliono far parte della UE e continuare quel progetto d’integrazione. Noi siamo nel cuore dell’Europa e con tutta la nostra forza dobbiamo fare di tutto per rimanerci. Purtroppo oggi c’è un lato negativo non indifferente in vista delle prossime elezioni europee, la presenza di forze nazionaliste e populiste che stanno crescendo con buone possibilità di vincita o quantomeno un loro forte rafforzamento. La causa è anche dovuta al vuoto lasciato dalle sinistre non in grado di fare un fronte comune. Questa prospettiva negativa, senza voler essere le nuove Cassandre, potrebbe essere l’inizio del collasso definitivo dell’Europa degli Stati come era stata sognata dai nostri padri. Ancor oggi nessuno dei partiti ed esponenti politici che hanno governato e governano la UE ha pensato di invertire il corso degli eventi. Tutti ritengono che l’Europa così com’è non funziona, pur affermando la necessità della sua esistenza, ma deve essere profondamente cambiata pena il tracollo. Da questo punto di vista idee e proposte concrete per dire in che modo deve essere cambiata non se ne vedono.

Le nostre possibilità residue per agire al capovolgimento di questa tendenza, sono di coinvolgere al più presto il PSE per fare in modo di rompere quegli schemi tradizionali e affrontare di petto la gravità della questione europea con proposte di modifiche sostanziali, non solo riguardo alla pletora di politici e dirigenti a mio avviso troppo faraonica, ma con significativi interventi di cambiamento delle sue politiche partendo dagli Stati Uniti Europei.

Quando diciamo che il PSI deve cercare di inglobare tutte quelle forze a noi vicine, idea affascinante, è necessario a mio avviso, cercare il modo di evitare, come in passato, accorpamenti elettorali di durata effimera. La nostra iniziativa deve essere quella di riuscire a parlare molto di più con la gente, ma con un linguaggio diverso e che sia più affine alle loro esigenze e ai loro progetti sapendo guidarla verso il bene comune e non agli interessi di bottega. Vorrei partire con un esempio. Quando guardiamo ai Verdi in Italia, è opportuno confrontarsi con quelli che sono rimasti non più come un’alleanza strategica e scritture di programmi comuni per poi invitare le persone a darci il loro voto, ma serve, come molti dicono, un dibattito aperto alla società civile, anche ai critici, ma disponibili ad accettare le eventuali nuove idee per la ricerca delle soluzioni più giuste per una società ormai sfaldata. C’è effettivamente anche in Italia una maggior conoscenza e sensibilità verso quelle politiche di salvaguardia e rispetto dei beni naturali e per l’ecologia per cui serve sempre più far leva su questi sentimenti. Per noi occorre superare i vecchi schematismi con scelte decise tra una politica populista, nazionalista ed una Europeista, tra una politica autoritaria e una liberale, tra condizioni di vita sostenibili e no. La questione che è ormai sulla bocca di tutti è quella del lavoro e degli investimenti, ma soluzioni concrete non se ne vedono. A mio avviso è quanto mai attuale l’idea dei meriti e dei bisogni, proposta a suo tempo, per andare incontro sempre più alle tante persone che ambiscono a una società più equilibrata, con una giusta redistribuzione della ricchezza con servizi sociali all’altezza dei paesi più avanzati. Molti ambiscono ad avere le nostre città più belle, più pulite, più sicure e vivibili a tempo pieno. Occorrono, servizi efficienti ed altri che lavorino sul rispetto ecologico.

Una sanità che purtroppo sempre più sta degradando nel privato con costi in aumento per l’utente anziché potenziare il pubblico. L’accesso alla sanità deve essere possibile a chi ne ha bisogno, soprattutto a quelli che non hanno sufficienti risorse economiche per ricorrere alle visite specialistiche a pagamento o con tiket che non si possono permettere. Non più quindi a prenotazioni a distanza di mesi, ma garantire tempi di risposte leciti.

La scuola diventata la cenerentola del nostro sistema deve tornare a funzionare al meglio sostenendo sempre più la ricerca e dando spazio ai nostri giovani con le loro grandi potenzialità.

Il discorso potrebbe allungarsi di molto sulle cose da fare che sono tantissime a partire da un più adeguato controllo politico dell’economia e finanza, naturalmente dei problemi che tutti ne parlano con più o meno conoscenze, ma riuscire a risolverle e in che modo ognuno ha la propria ricetta. Noi si deve intervenire con la nostra capacità di individuare le priorità rivalutando il nostro riformismo, sulla gradualità degli interventi a lungo respiro con una visione per il futuro di una Nazione che non deve fermarsi o addirittura guardare indietro con l’idea che nel peggio si stava meglio.

Gianmario Scaramuzza

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