sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Imu, tasi e bollo auto. Cresce la voglia di condono
Pubblicato il 09-11-2018


Camera Deputati

Servono soldi. Lo spread sale e i numeri che si prospettano con la manovra in lavorazione appaiono sempre più traballanti. Il governo non ne vuol saperne di cambiare la manovra. Neanche una virgola, ha detto più volte il ministro degli interno Salvini. La faccia non la vogliono perdere, allora servono altri modi per scovare qualche quattrino in più. Ed ecco che cresce la tentazione del condono. Non uno. Tanti. Sono 578 gli emendamenti al decreto legge fiscale collegato alla manovra, presentati in commissione Finanze al Senato. L’esame delle proposte di modifica inizierà la prossima settimana. Molto attiva si è dimostrata la Lega di Matteo Salvini. Estendere il condono fiscale anche alle imposte patrimoniali degli enti territoriali, come Ici, Imu e Tasi, e il bollo auto. La proposta è contenuta in uno degli emendamenti della Lega al decreto legge fiscale collegato alla manovra, presentati in commissione Finanze al Senato.

La proposta di modifica, a prima firma Enrico Montani, introduce un articolo al provvedimento, che definisce le agevolazioni delle entrate degli enti locali. In particolare la sanatoria riguarderebbe ”le entrate, anche tributarie, dei comuni, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale”, notificati negli anni dal 2000 al 2017, dagli enti stessi e dai concessionari della riscossione. Gli enti locali, si legge nell’emendamento, potranno stabilire, ”entro il termine fissato per la deliberazione del bilancio annuale di previsione, con le forme previste dalla legislazione vigente per l’adozione dei propri atti destinati a disciplinare le entrate stesse, l’esclusione delle sanzioni relative alle predette entrate”.

Non solo. Gli automobilisti che vengono beccati a viaggiare senza la copertura assicurativa per la seconda volta dovranno rinunciare al veicolo per 45 giorni e a guidare per 60 giorni. La sanzioni attuale è fissata da un minimo di 840 euro a un massimo di 3.393 quindi, con l’introduzione della misura, passerebbe da un minimo di 1.680 euro a un massimo di 6.786 euro.

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