mercoledì, 19 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’asse Salvini-Visegrád blocca il Global Compact
Pubblicato il 30-11-2018


global compact

Il Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration, è un accordo di tipo intergovernativo, negoziato sotto l’egida dell’Onu, che come obbiettivo conta di coprire tutti gli aspetti delle migrazioni internazionali, appunto su scala mondiale.

La necessità di tale strumento era stata già evidenziata nel settembre 2016, da più di 190 Paesi ed è stato poi ribattezzato “Dichiarazione di New York”. Il Global compact ha iniziato il proprio iter nell’aprile 2017 e la sua adozione dovrebbe teoricamente arrivare tra 10 e 11 dicembre 2018, in una conferenza internazionale che si terrà a Marrakech, capitale del Marocco, nella cornice dell’Assemblea generale dell’Onu.

Cresciuti in breve tempo, sono gli annunci di defezioni dal vertice, in particolare del gruppo di Visegrád, quali Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia, Polonia e poi ancora Austria, Bulgaria, Croazia, Israele e Australia. La Svizzera, neutralmente, ha annunciato che non andrà al vertice in attesa di un pronunciamento del Parlamento. La stessa posizione è assunta dall’Italia nonostante le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di due mesi fa e di pochi giorni addietro:

“Da anni l’Italia è impegnata in operazioni di soccorso e salvataggio nel Mar Mediterraneo ed ha sottratto così alla morte decine di migliaia di persone, spesso da sola, come è stato più volte riconosciuto dalle stesse istituzioni europee allorché hanno affermato che l’Italia aveva salvato l’onore dell’Europa. I fenomeni migratori con i quali ci misuriamo richiedono una risposta strutturata, multilivello e di breve, medio e lungo periodo da parte dell’intera Comunità internazionale. Su tali basi sosteniamo il Global Compact su migrazioni e rifugiati”.

Lunedì 26 novembre, il capogruppo della Lega alla commissione Esteri della Camera, Paolo Formentini, ha chiesto una risoluzione al governo con il fine di non sottoscrivere l’accordo, sostenendo l’assurdità nel dare ad un organismo non eletto una competenza propriamente statuale. Il Global Compact for Migration non contiene alcuna norma che assegna all’ONU competenza in materia di immigrazione.

Subito dopo l’intervento di Salvini alla Camera, il 28 novembre, il tutto è venuto meno, ed anzi, il governo Italiano, ha intenzione di attende la pronuncia del Parlamento prima di esporsi. Secondo Giorgia Meloni e la schiera del FLI, tra gli obbiettivi fondamentali condivisi dai molti paesi, ce ne sarebbe uno che a sua detta, risulterebbe “folle”: “la migrazione è un diritto fondamentale di ogni essere umano”. L’importante per la presidentessa di Fratelli d’Italia, sembrerebbe l’immagine che l’Italia da di sé all’estero non certamente il disagio che è alla radice. Dunque, questa sorta d’invasione ben pubblicizzata andrebbe repentinamente fermata. Ma veniamo ai punti, ventitré, sui quali si basa il Global Compact e che fanno da linee guida nelle gestioni di immigrazione ed accoglienza: il principale è la creazione di una rete internazionale per un’accoglienza sicura, di sostegno, senza dubbio inclusiva, per l’ottenimento di una maggiore coesione sociale di migranti e rifugiati. Inoltre tra i punti ci sono la lotta contro lo sfruttamento, il contrasto del traffico di esseri umani, l’assistenza umanitaria, l’adozione di programmi di sviluppo e procedure di frontiera nel rispetto del diritto internazionale, partendo dalla Convenzione sui rifugiati del 1951.

Non è ancora chiaro se e quando una discussione del genere verrà calendarizzata, rimane certo, per ora, che l’Italia non sarà presente a Marrakech. Giuseppe Brescia, deputato del M5S, presidente della commissione Affari Costituzionali, dopo l’annuncio del governo ha dichiarato che il Global Compact deve essere assolutamente sottoscritto. Il Partito Democratico avendo aspramente criticato il governo per non aver tenuto fede alle parole dette, quasi sicuramente in caso di voto in Parlamento sosterrà la firma del documento.

Giulia Fiaschi

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