mercoledì, 21 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Luca Fantò
Sovranisti a parole, sottomessi nei fatti
Pubblicato il 05-11-2018


In sintesi. Alle elezioni di marzo si è arrivati con un “contratto di governo” che accennava distrattamente alla scuola pubblica; il Presidente del Consiglio nominato da leghisti e grillini poi, presentandosi alle Camere per la fiducia, ha ignorato il mondo dell’istruzione; trascorsi alcuni mesi dalla nascita del governo Salvini-Di Maio, le prime anticipazioni sulla manovra hanno sottolineato la mancanza di fondi per i contratti in scadenza del personale scolastico; pochi giorni dopo il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha dichiarato che la scuola non ha bisogno di ulteriori fondi; ad ottobre la manovra economica che taglia i fondi per la scuola; ieri le dichiarazioni del leader cinquestelle Di Maio che dice di voler dare più soldi agli insegnanti italiani riducendo gli sgravi fiscali ai petrolieri…

Queste le parole, le anticipazioni, le promesse, il quadro d’insieme caotico che restituisce la politica di un governo che sembra non voler effettivamente affrontare i problemi che stanno sgretolando lentamente il sistema di istruzione pubblica.

Che il governo gialloverde brancoli nel buio è evidente, ma quelllo che sta accadendo intorno alla scuola sembra ancora peggio, sembra proprio l’anticamera del caos, del totale annichilimento.

I fatti. I docenti sono sempre più le vittime prescelte da genitori esasperati (di ieri la notizia di una madre che ha sputato addosso ad un’insegnante); nelle Regioni sempre maggiori sono i contributi che direttamente o indirettamente vengono versati alle scuole non statali e quindi di fatto sottratti all’istruzione pubblica; gli stipendi del personale scolastico sono al palo, non solo i più bassi d’Europa ma addirittura la metà di quelli tedeschi.

Lega e cinque stelle a parole si fanno alfieri della lotta al “dominio teutonico”, nei fatti si dimostrano incapaci di sostenere un settore nevralgico per il rilancio italiano, quello dell’istruzione pubblica.

Sovranisti a parole, nei fatti sottomessi agli eventi.

Se si tratti di inganno o di incapacità, non spetta evidentemente a noi socialisti chiarirlo. Noi sin dai tempi di Bossi abbiamo denunciato la pericolosità politica della Lega e, dai tempi della trappola streaming a Bersani, l’inadeguatezza dei cinque stelle.

Cosa fare? E’ evidente che l’opposizione in Parlamento non possiede gli strumenti per contrastare efficacemente l’azione caotica del governo giallo verde. E’ altrettanto evidente l’importanza delle prossime elezioni europee.

Alle elezioni europee il centrosinistra deve necessariamente presentarsi con una proposta unitaria, una proposta che valorizzi la formazione, la scuola statale e l’università pubblica come strumento primario per uscire dal caos in cui un ventennio di destrutturazione sociale ha gettato il Paese.

Luca Fantò
Referente PSI scuola

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