mercoledì, 19 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Marco Andreini
Compito di tutti è tenere in piedi la comunità
Pubblicato il 28-11-2018


La nostra comunità  ancora una volta si trova in piena campagna congressuale.

La grande novità di questo congresso è rappresentata dal fatto che Riccardo Nencini, che ha gestito dall’2008 il Partito, ha espresso la volontà di  non ripresentarsi come Segretario, pur dichiarando di voler dare una mano, rimanendo a disposizione del partito in piena sinergia con il suo lavoro come Senatore. Questa notizia ha scatenato una vera e propria fibrillazione, l’emergere di posizioni politiche che prima erano sommerse, sembra da quanto stia uscendo sull’Avanti e sui social che il Segretario abbia quasi gestito da solo il partito. Sembra quasi che coloro che hanno avuto i maggiori ruoli di gestione nel partito, nell’organizzazione abbiano di fatto vissuto da altra parte. E dire che a mia memoria in Segreteria nazionale e in Direzione Nazionale al massimo si possono riscontrare le astensioni o voto contrario del sottoscritto e di pochi altri.

Dove erano tutti questi critici prima della costruzione della lista Insieme alle elezioni, allineati e coperti in attesa di essere candidati. Certo che la realtà virtuale del Web è ben strana, Nencini su Facebook è accusato da anni di voler portare il partito nel Pd, e alcuni suoi detrattori nel web appaiono come i paladini della bandiera e della nostra storia, peccato che invece nelle riunioni di organismi dove si vota, si esprime le proprie idee, gli stessi invece propongano loro di sciogliersi nel Pd, mentre il segretario invece al contrario della vulgata abbia difeso il simbolo, pur nella lista Insieme, che non ha entusiasmato nessuno, ma ci ha garantito di essere presenti in modo autonomo alle elezioni.

Mi sono permesso di dirlo nel mio intervento in consiglio nazionale e lo riaffermo qui, per chiunque sarà eletto segretario, che non si chiami Nencini, sarà molto complicato tenere in piedi la comunità socialista. A partire dal congresso di Perugia ho sempre partecipato alle commissioni congressuali che hanno gestito i vari congressi, pensavo onestamente di aver esaurito il mio ruolo a Salerno, portando la sinistra del partito di fatto all’interno della maggioranza, concludendo il percorso già iniziato a Venezia, e lasciando ai giovani il futuro. Non avevo fatto i conti però, con i vari segretari regionali, che improvvisatisi oggi antinenciniani, si sono palesemente dimenticati che scientificamente ed in quasi tutte le regioni avevano provveduto a cancellare dal consiglio nazionale tutti quei compagni che erano stati eletti a Salerno.

Con perseveranza e tenacia ho cercato di far stare questi compagni, dalla Liguria, alla Toscana, dalla Sardegna al Lazio, dalla Campania, al Piemonte,al Veneto dentro il partito, e questi compagni e compagne non solo non hanno lasciato il partito, pur criticandone la linea politica, non si sono mai permessi in nessun caso di sputare sul partito o di liberare a piene mani insulti al segretario nazionale.

Congresso aperto sì, no problema, ma nessuna corsia preferenziale per chi in questi anni non ha fatto altro che insultarci e portarci in tribunale. Il congresso non è e non deve essere né la resa dei conti per qualcuno, né la rivincita attesa da anni per altri. Il congresso deve servire a decidere se  e come può  ancora servire il Psi alla sinistra e al Paese, in un quadro politico dove tutto può cambiare improvvisamente.

Marco Andreini
Segreteria Nazionale

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