domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Psi Ravenna. Casa delle Donne, la solidarietà dei socialisti
Pubblicato il 05-11-2018


“Ho voluto ringraziare personalmente – afferma in una nota il segretario provinciale del Psi di Ravenna C. Lorenzo Corelli – l’avv. Andrea Maestri per l’encomiabile continuità con la quale si batte contro ogni violazione a princìpi fondamentali della nostra Carta Costituzionale, quali quelli delle libertà e dell’uguaglianza di Tutti i cittadini…senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, così come per ottenere che che si dia finalmente applicazione a quanto sancisce la XII delle sue Disposizioni Transitorie e Finali: E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
Non v’è dubbio, infatti, che ancora troppe, e sempre più numerose e intollerabili, siano le manifestazioni che, richiamandosi al fascismo ne coltivano il lascito di prevaricazioni e soprusi verso chi esercita i diritti politici sanciti dalla Carta.

Così è stato, ancora una volta, alcuni giorni or sono, nei confronti della Casa delle Donne, alle quali va la solidarietà e la vicinanza dei Socialisti.
Il linguaggio dell’offensivo striscione esposto sui muri della Casa delle Donne l’1 novembre scorso denuncia una profonda frattura con le radici stesse del nostro passato, favorita dall’ignoranza di quello che fu effettivamente il fascismo, non semplicemente un modo autoritario di governo, ma un vergognoso sistema di corruzione diffusa, eliminazione degli avversari, come nell’assassinio del deputato Socialista Giacomo Matteotti, di esclusioni dal consesso civile, si pensi soltanto alle leggi razziali contro gli ebrei e, infine, di deportazioni, violenze, lutti, guerre,fame e distruzione.

All’origine di tutto furono, anche allora, l’anti politica, un nazionalismo montante, il malcontento, le divisioni della sinistra e dei partiti democratici.
E, come non bastasse, ci furono anche false promesse non mantenute come quella, per altro solo propagandata, dell’assegnazione ai reduci di terre da coltivare, che incendiarono ancora di più la rabbia e la rivolta dei ceti popolari più poveri, e li attrassero ai presunti fasti del fascismo.
Ma soprattutto classi dirigenti incapaci di governare i drammi del dopo guerra e che trovarono più comodo e conveniente affidarsi ai modi spicci di Mussolini.
Anche allora si fece largo uso di proclami altisonanti presi a prestito dagli stilemi della romanità e, per diminuire il debito pubblico, non si mancò neppure di agire sulla base monetaria, rivalutando la lira, ma riducendo così il denaro circolante e i salari più di quanto diminuissero i prezzi al consumo.
E sappiamo come è andata a finire. Furono necessarie guerre coloniali, dove a morire erano gli stessi di sempre, i più poveri.

Ho quindi espresso all’avv. Maestri il mio compiacimento per la Proposta di Legge, da lui elaborata assieme a Carlo Boldrini e depositata alla Camera dall’on. Luca Pastorino, tesa a disciplinare la procedura di sospensione dell’attività e di scioglimento dei movimenti neofascisti, anticipandogli che la sottoporrò ai parlamentari socialisti perché la sostengano”.

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