mercoledì, 21 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Irene Agovino:
Fare come in America
Pubblicato il 07-11-2018


Le elezioni in America per il Congresso, cioè per Camera e Senato, hanno dato qualche sorpresa. Hanno dato anche conferma di cose scontate: la sinistra se fa la sinistra vince.

No compagni, non voglio le derive fusariane del: “Meglio il lavoro che i diritti sociali, meglio Francesco che Nenni”. È anche vero però che il Santo Padre parla molto più di lavoro del Pd e che Bernie Sanders, trionfatore di queste elezioni statali, ha vinto non solo perché progressista, ma perché vicino ai lavoratori statunitensi, che siano “borghesi” o “proletari”.

Il segnale sembra chiaro, se vediamo i dati, i democratici perdono qualche voto, ma vincono- come a New York- non perché sono liberal, ma perché uniscono i diritti civili ai diritti sociali. Essere socialisti, riformisti o progressisti significa soprattutto una cosa: essere rivoluzionari. È la Rivoluzione non è prendere le armi, ma battersi per cambiare una società ingiusta. I democratici statunitensi hanno dimostrato di essere in grado di farla. E sono riusciti a mobilitare le masse, non solo di neri e poveri, ma anche di piccoli borghesi stanchi di sentire le menzogne di una destra appiattitasi su posizione razziste, il cui portabandiera è il signor Trump.

E allora in Italia cosa aspettiamo compagni? Il centro sinistra continuerà a stare al palo? A fare opposizione da cortile?

No! Noi dobbiamo lottare contro il governo giallo-verde o forse rosso-bruno e dire no alla guerra, no all’odio, no alle discriminazioni e si al lavoro retribuito per tutti.

La Rivoluzione ci attende! Sta a noi non sprecare questo treno. Sta a noi rispondere a chi dice: “Esistono gli individui e non lo Stato”. Esiste lo Stato, esistono gli altri, e noi siamo chiamati ad amare il prossimo nostro come noi stessi e farlo in nome della tradizione cristiana, ma soprattutto socialista e repubblicana. Siamo cittadini del mondo, non solo italiani. È ora di ricordarlo.

Irene Agovino

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