domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Come prima, più di prima
Pubblicato il 06-11-2018


Non se ne può, più. Sembra un’epidemia. Tutte le persone che incontro fanno sempre le stesse domande: Ciampi si dimette? Porterà le carte in Tribunale? Chiederà il Dissesto? Sarà presentata la Mozione di sfiducia? Rispetto alle cose, che si ascoltavano nella passata consiliatura, cambia solo il nome del Sindaco. Ciò dimostra che l’epidemia esiste da molti anni. Pochi giorni fa, si è votato per il rinnovo del Consiglio Provinciale, qualcuno può dire di aver letto o ascoltato proposte per affrontare i problemi dell’Irpinia? D’altra parte, l’esempio della non politica si ricava dalle vicende e dai dibattiti nazionali. Torniamo ad Avellino. A differenza della prima Repubblica, durante la quale si chiamavano in causa anche i Partiti, a cui appartenevano Sindaci e Giunte, adesso è come se gli amministratori fossero figli di nessuno. E’ la dimostrazione che la politica è stata mandata all’ombra dei cipressi. I Sindaci e gli assessori escono dall’uovo di Pasqua. Dei veri problemi, nemmeno l’ombra. Siamo in pieno diluvio del populismo da bar.

Vorrei richiamare l’attenzione delle “forze politiche” su alcuni argomenti : 1) Chi ha pensato di esaminare la Pianta Organica del Comune, per capire se è funzionale al raggiungimento degli scopi dell’Ente e se il suo costo è giustificato dalla qualità dei servizi erogati. 2) C’è qualcuno che ha analizzato il Bilancio e letti i mandati di pagamento, dai quali si deduce la bontà della spesa? Da Consigliere Provinciale, leggevo gli oltre 7.000 mandati, emessi annualmente dalla Provincia e scoprivo diverse magagne. Alcuni dipendenti, accortosi che “leggevo” tutto, diventarono “meno superficiali”. Un consigliere comunale di Avellino mi ricorda di avergli detto:- Per esaminare un Bilancio, bisogna sapere che ogni numero misura un atto politico, che deve essere valutato. 3) Ho sempre pensato che gli amministratori dovessero valutare l’offerta formativa delle scuole. Cosa utile, anche, per orientare la formazione verso le future possibilità occupazionali. In questi giorni, leggiamo che le richieste delle imprese, di qualifiche scientifiche, non vengono soddisfatte. Ciò dimostra il procedere, senza bussola, della Pubblica Istruzione. Quale amministratore si è posto il problema di radiografare la produzione scolastica, al fine di capire il potenziale culturale di cui si dispone? Come Assessore Provinciale alla Pubblica Istruzione, in sintonia con l’insegnamento di Rossi-Doria (Conoscere le risorse del territorio), istituii “La Casa delle Tesi” per conoscere la natura e la qualità dei laureati della Provincia. L’Ente Locale, specie se è Capoluogo di Provincia, deve preoccuparsi del futuro dei giovani. 4) In questi giorni, si parla della disastrosa situazione dell’Alto Calore.

Il Comune di Avellino, che il più importante socio dell’Ente, si è mai preoccupato di come veniva gestito? Del Costo del personale e del comportamento dei Dirigenti? Alcuni dei quali avevano solo la scrivania a Corso Europa, ma lavoravano per altri Enti. Chi si è preoccupato della ricaduta sulle famiglie, dell’allegra gestione? A proposito, i Sindacati stavano in letargo? 5) Che dire di Irpiniambiente, del suo costo e della sua inefficienza? Mi sono letto il piano industriale della Società e ho trovato la pianta organica scandalosamente costosa, con un’infinità di livelli e con stipendi favolosi per i dirigenti. Quanti consiglieri comunali hanno sentito l’esigenza di leggerlo e valutarlo? Quale Gruppo politico ha dedicato un convegno all’argomento? Hanno lasciato indisturbato il manovratore. 6) Avellino ha perso oltre 7.000 residenti. Ciò ha comportato una riduzione dei consumi e, quindi, un danno per il commercio. Purtroppo, si prevede che la perdita continuerà. C’è qualche forza politica, che si è posto il problema di cosa fare per invertire tale tendenza? Nessuno. 7) L’ Irpinia sta diventando un territorio con prevalenza di anziani. Cosa facilmente prevedibile, da quando le imprese arrivate grazie ai soldi del dopo terremoto incominciarono a smobilitare, facendo diminuire l’occupazione e costringendo i giovani ad emigrare. Ricordo di aver richiamato, nel 1999, il consiglio provinciale sul pericolo di estinzione demografica di molti Comuni, ma nessuno ascoltò. 8) Una buona sanità, oltre ad essere un elemento civiltà, ha anche un valore economico per la Città. Quanti irpini vanno al Nord per farsi curare? La qualità della sanità pubblica è un argomento che dovrebbe impegnare le forze politiche. Un amministratore, di maggioranza o di minoranza, dovrebbe saper leggere il territorio e, se scopre una “malattia”, deve proporre la cura. Quando compio i miei 3.000 passi giornalieri, guardo i “Si vende”, i “Si loca”, i locali commerciali vuoti, le targhe dei professionisti, ecc. Questi dati sono capitoli di un libro di economia applicata e di sociologia. Si capisce, tra l’altro, perché il patrimonio edilizio ha perso un’alta percentuale del suo valore, con danno per i proprietari. C’è urgente bisogno di una politica intelligente e lungimirante. Non penso che le forze in campo abbiano le conoscenze per affrontare i problemi, di cui innanzi. Spero in una generazione di persone serie e di buona volontà.

Luigi Mainolfi

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