sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Manfredi Villani:
Pertini il Patriota
Pubblicato il 05-11-2018


Dal quotidiano torinese “LA STAMPA” è stato pubblicato oggi (sabato 3 novembre 2018) un ottimo pezzo di Mattia Feltri. Si tratta di un “Buongiorno”, con titolo “Il Patriota”, che ha scatenato la mia commozione. Sono un ottantenne lettore, assiduo da vari anni per questo quotidiano fondato nel 1867, che oggi chiede permesso al Direttore Responsabile Maurizio Molinari di trascrivere il pezzo suddetto per l’inoltro al quotidiano socialista “avantionline.it”. Con stima e rispetto.
Manfredi Villani

Il testo riguarda la seguente narrativa: “Il 4 novembre del 1918 -domani fanno cento anni esatti – si concluse la Grande guerra con la vittoria dell’Italia.Quello stesso giorno il tenente Sandro Pertini fece ingresso nella Trento liberata al comando   del suo plotone. Aveva ventidue anni, era in armi da tre. Era un giovane socialista, venerava Filippo Turati e lo chiamava Maestro, e come lui era stato un neutralista, dedito all’internazionalismo dei proletari, quello che considerava l’unico esercito in cui valesse la pena prestare servizio. Raccontò a Enzo Biagi di una riunione studentesca all’università di Genova nella quale si gridava “viva la guerra” e lui, per non sentirsi “un salame”, gridò all’opposto “abbasso la guerra”. Ma poi l’Italia ci entrò e a Pertini toccò di arruolarsi. “Ho vissuto la vita orrenda della trincea, fra il fango, fra i pidocchi. Sparavamo agli austriaci che erano giovani soldati, giovani ufficiali come noi”. Ingaggiò battaglia sull’Isonzo e sul Pasubio. Si meritò la medaglia d’argento (che non gli venne mai consegnata perchè era un socialista sovversivo) per la “superlativa audacia” e lo “sprezzo del pericolo” durante “tre giorni di violentissime azioni offensive” nelle quali “avanzava primo fra tutti”.

Se la meritò per l’elevatissimo senso del dovere” che lo aveva ripetutamente spinto a chiedere, accontentato, di combattere in prima linea:sono contrario alla guerra.spiegò, ma se la guerra c’è bisogna offrire la vita al proprio paese. Il dovere del soldato in trincea prevalse sul diritto di seguire le idee pacifiste perchè Sandro Pertini non era un nazionalista, ma era un patriota.

Mattia Feltri

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