mercoledì, 21 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Nicola Comparato:
Con Pietro Orlandi e sua sorella Emanuela
Pubblicato il 09-11-2018


Emanuela Orlandi, un caso che ci tiene col fiato sospeso da 35 anni e che ha coinvolto lo stato italiano e lo stato della Città del Vaticano. Di tutto e di più si è detto sulla sparizione di Emanuela, la ragazzina vaticana di 15 anni, scomparsa il 22 giugno 1983 a Roma in circostanze misteriose. Nel corso del tempo varie sono state le ipotesi sulla sparizione di Emanuela. Dal coinvolgimento dei Lupi Grigi, allo scandalo dello IOR e il caso Calvi, dalla Banda della Magliana, alla pista pedofila dei festini in Vaticano, senza tralasciare il collegamento con l’attentato al papa ad opera del turco Ali Agca. Papa Giovanni Paolo ll, durante l’Angelus di domenica 3 luglio 1983, fece un appello ai presunti rapitori di Emanuela per la sua liberazione, cosa che fece non poco scalpore, se si pensa che in quel momento non si parlava ancora di “Sequestro Orlandi”. Una cosa che ha sempre fatto pensare che la verità sulla sparizione di Emanuela, sia legata principalmente alla Città del Vaticano.
Tante piste da seguire, ma nessuna strada ha mai portato alla verità. L’unica cosa certa è che Emanuela Orlandi non è più tornata a casa ad abbracciare i suoi cari. Degno di nota è l’impegno di Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, che dal giorno della scomparsa di sua sorella, lotta con tutte le sue forze per sapere la verità. Con l’arrivo di Papa Francesco, la famiglia Orlandi e tutte le persone che seguono questo caso, si aspettavano una svolta, una risposta, qualche novità… Ma le uniche parole rivolte a Pietro Orlandi dal Pontefice sono state:
_Emanuela sta in cielo.
Una risposta formale o il Vaticano è a conoscenza di come sono andate le cose?! Ho voluto parlare di Emanuela Orlandi, perché è un caso che seguo da tantissimi anni ma che non si può riassumere in poche righe. Di recente si è tornati a parlare di questo fatto in seguito al ritrovamento di alcune ossa presso la Nunziatura Apostolica di Via Po a Roma, attribuite fin da subito ad Emanuela e a Mirella Gregori, un’altra ragazza scomparsa a Roma nel 1983, la cui sparizione viene spesso collegata al Caso Orlandi. Ma piano, piano, la speranza delle famiglie di poter chiudere un discorso che dura da troppo tempo, potrebbe svanire, perché secondo gli inquirenti, i resti ossei non apparterrebbero alle due ragazze. Allora perché tirare in ballo Emanuela Orlandi e Mirella Gregori? Perché fare questo alle due famiglie? Due famiglie distrutte. Illuse e deluse. Speriamo solo che dalle analisi in corso si possano avere più informazioni sulle ossa. Voglio chiudere cosi:
_Se il Vaticano sa qualcosa, che parli una volta per tutte! La famiglia Orlandi ha il diritto di sapere la verità esattamente come la famiglia Gregori. Dopo 35 anni meritano di stare in pace e di avere un posto dove poter portare un fiore alle due ragazzine. Ora basta! Pietro Orlandi siamo tutti con te

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