mercoledì, 21 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Argentina Altobelli, storia di una socialista e sindacalista atipica
Pubblicato il 07-11-2018


argentina_altobelli

Quello che segue è il racconto della vita di una conferenziera, di una sindacalista, di una donna socialista capo di partito nei primissimi anni del 1900. Nonostante l’esigua storiografia e l’altrettanto modesta raccolta di documenti nelle associazioni a lei dedicate, si snoderà, nelle righe successive, attraverso brevi ma essenziali momenti storici, il suo percorso di donna impegnata a tutto tondo nel sociale.

Argentina Altobelli nacque ad Imola nel 1866 da una famiglia permeata di ideali patriottici e liberali. Grazie al tessuto culturale dei genitori ben presto acquisì l’amore per la libertà che l’avrebbe portata poi a dedicarsi al perseguimento di un grande ideale di riscatto sociale. Dopo la distruzione della babilonica biblioteca di Argentina da parte della tata profondamente cattolica; in quanto la lettura e la cultura in generale erano considerate dalla Signora Annetta potenzialmente deleterie e corruttrici; iniziò a delinearsi quello che sarebbe divenuto il leitmotiv di tutta la sua attività di propagandista successiva: alfabetizzazione, istruzione e miglioramento culturale dei lavoratori come condizione necessaria per la loro emancipazione socio-politica. Aderì giovanissima alla società operaia femminile di Bologna che era diventato il sodalizio più importante della provincia, un’associazione a carattere cumulativo nata sotto il patrocinio della Società operaia.

Dopo gli eventi del 1898; il rincaro del prezzo del grano, sommossa popolare sedata col sangue di tre contadini in rivolta e non ultimo l’ostruzionismo parlamentare della sinistra al governo; si accentuò l’evoluzione in senso socialista della Camera del Lavoro. Una forte svolta, per quanto concerne l’amancipazionismo, fu senza dubbio il sostegno di Argentina al progetto di legge di Anna Kuliscioff (rivoluzionaria, sovversiva e passionale femminista, che si batté tutta la vita per la rivalsa e la libertà del popolo contadino russo) il quale, tra le altre cose, per la prima volta, introdusse il congedo di maternità. In seguito collaboreranno per la prima rivista di donne socialiste su scala nazionale La difesa delle lavoratrici edito nel 1912. Ma la scintilla della storia di Argentina Altobelli, brilla nel 1901 anno in cui aderisce alla nascita della FNLT, Federazione Nazionale Lavoratori della Terra a Bologna.

Dalla fondazione delle società operaie e di mutuo soccorso, al sorgere delle prime leghe di resistenza, alla nascita delle camere del lavoro, al 1906, anno in cui Altobelli venne eletta segretaria generale della Federazione fino al suo scioglimento avvenuto per mano fascista nel 1922. Sempre nel 1906 divenne dirigente del PSI ed aderì alla corrente integralista guidata da Ottino Morgari: essa voleva favorire la ripresa del consolidamento del riformismo a danno del sindacalismo reazionario. Sempre contemporaneamente a questi eventi continuava a collaborare con La Squilla, già organo ufficiale della FNLT. Le lotte e le rivendicazioni incessanti condotte da Argentina Altobelli dal 1889 al 1922 volte al miglioramento delle condizioni di vita per i lavoratori della terra, ad una maggiore attenzione rispetto al ruolo della donna nella società e alla sensibilizzazione del proletariato per i propri diritti, portarono all’ottenimento di grandi traguardi.

Le otto ore lavorative, l’approvazione della legge Carcano del Progetto Kuliscioff, la crescita vertiginosa della partecipazione delle donne nella vita sociale, il riconoscimento di un maggiore rispetto per chi lavora uomo o donna. Tutti aspetti questi che fecero di Argentina l’icona della militanza dell’idea socialista per i diritti dei lavoratori degli umili e degli oppressi. La sua partecipazione spirituale oltre che fisica a tutti i congressi e gli scioperi portò uno stimolo nuovo di coscienza di classe dei lavoratori. Inoltre la linea sindacalista riformista da lei propugnata contribuiva a fare di lei una sindacalista atipica a tutto tondo.

Il fatto stesso di non essersi mai piegata nemmeno di fronte alla proposta di Mussolini nei primi anni Venti del Novecento, di rimanere alla guida del sindacato che avrebbe assunto il nome di fascismo agrario, ribadisce il suo attaccamento alla libertà democratica tra cui quella sindacale e conferma la sua fermezza morale oltre che politica. La riscoperta, seppur tardiva, della figura di Argentina Altobelli ha consentito di apprendere appieno i sacrifici e le lotte dei lavoratori e dei loro rappresentanti. Aveva messo la sua vita al servizio dei lavoratori, aveva, attraverso i sui esperimenti di comunicazione arditi, provocatori e originali, sempre vigilato sui diritti collettivi, lavorando per spostare di un passo la soglia dell’ammissibile, del legittimo, del gusto e del buono. Argentina morirà povera a Roma durante gli avvenimenti della seconda guerra mondiale, nel 1942, e al suo funerale oltre alle centinaia di rose e garofani rossi aderiranno pochi compagni.

Giulia Fiaschi

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