sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Ue, Italia ultima per la crescita. Governo contesta i dati
Pubblicato il 08-11-2018


pierremoscovici-465x390L’Italia maglia nera d’Europa dopo il piccolo passo in vanti degli ultimi due anni il BelPaese fa un lungo passo indietro e si arresta dietro agli altri Paesi comunitari. Le previsioni Ue tagliano il Pil 2018 da 1,3% a 1,1%, e ritoccano quello 2019 da 1,1% a 1,2%. “Dopo una crescita solida nel 2017 l’economia italiana ha rallentato nella prima metà di quest’anno per l’indebolimento dell’export e della produzione industriale. Una ripresa degli export e una maggiore spesa pubblica sosterranno la crescita moderatamente ma l’associato rischio nel deficit, assieme ad interessi più alti e considerevoli rischi al ribasso, mette in pericolo la riduzione dell’alto debito”, si legge nel testo.
Bruxelles rivede al rialzo le stime sul deficit italiano: nel 2018 dall’1,7% previsto in primavera sale a 1,9%, per poi schizzare al 2,9% nel 2019 “a causa delle misure programmate” come reddito di cittadinanza, riforma Fornero e investimenti pubblici che “aumenteranno significativamente la spesa”. Nel 2020 sfonda il tetto del 3%, raggiungendo il 3,1%. La Ue precisa che tale cifra non tiene in considerazione la clausola di salvaguardia, cioè l’aumento dell’Iva, data la “sistematica sterilizzazione”. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, risponde però che le previsioni Ue “sottovalutano l’impatto positivo della nostra manovra economica e delle nostre riforme strutturali. Andiamo avanti con le nostre stime sui conti pubblici, sulla crescita che aumenterà e sul debito e il deficit che diminuiranno. Non ci sono i presupposti per mettere in discussione la fondatezza e la sostenibilità delle nostre previsioni. Per questo riteniamo assolutamente inverosimile qualsiasi altro tipo di scenario sui conti pubblici italiani”.
Mentre il ministro Tria si dice “dispiaciuto” della “défaillance tecnica della Commissione”. E aggiunge: che la “defaillance tecnica” non “influenzerà la continuazione del dialogo costruttivo con la Commissione stessa in cui è impegnato il Governo italiano. Rimane il fatto che il Parlamento italiano ha autorizzato un deficit massimo del 2,4% per il 2019 che il Governo, quindi, è impegnato a rispettare”.
“La qualità del lavoro della Commissione Ue e la sua imparzialità non possono essere messe in causa”, per questo le stime di Bruxelles, diverse da quelle del governo italiano, “non devono prestarsi alla minima polemica”. Così il commissario Pierre Moscovici. “L’Italia non è stata oggetto di un trattamento particolare ma ha avuto lo stesso di tutti gli altri Paesi”, con cui “sono abituali scarti tra le previsioni”, ha detto Moscovici. “L’Italia non è sola in questa situazione”, c’è già stata anche “con i governi precedenti”.

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