lunedì, 10 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Dal G20 l’anacronismo del sovranismo
Pubblicato il 03-12-2018


g20

Il presidente argentino, Mauricio Macrì, al termine del G20, ha così sintetizzato il documento finale, dove ci sono concessioni e paletti per gli Stati Uniti: “Abbiamo raggiunto l’accordo per un comunicato che esprime la necessità di rivitalizzare il commercio e il Wto e esprime la preoccupazione per i cambiamenti climatici”.

Il premier italiano, Giuseppe Conte, ha detto: “Il testo rappresenta un buon compromesso, una sintesi finale apprezzabile, condivisibile, di fatto condivisa”.

Tra i 31 punti dell’accordo, al 20esimo punto è stato evidenziato: “L’accordo di Parigi sul clima è irreversibile”.

Poi, però, al punto 21 è stato esplicitato: “Gli Stati Uniti ribadiscono la propria decisione di ritirarsi dall’accordo di Parigi e affermano il proprio forte impegno per la crescita economica e l’accesso all’energia e la sicurezza, utilizzando tutte le fonti energetiche e la tecnologia proteggendo, nello stesso tempo, l’ambiente”.

Tutti i paesi presenti hanno sancito: “Di rinnovare il nostro impegno per lavorare insieme al miglioramento di un ordine internazionale basato sulle regole”.

Alla fine, il G20 di Buenos Aires potrebbe essere considerato ‘come una concessione all’amministrazione Trump’, gli Stati Uniti hanno ottenuto il risultato di evitare l’inserimento del termine ‘equo’ nell’articolo 27, relativo al commercio, che non contiene nessuna presa di posizione critica nei confronti del protezionismo.

Per quanto riguarda l’argomento del commercio e del Wto, il documento del G20 ha concluso: “Il commercio e gli investimenti internazionali sono motori importanti di crescita, produttività, innovazione, creazione di posti di lavoro e sviluppo. Riconosciamo il contributo che il sistema commerciale multilaterale ha apportato a tal fine. Il sistema non è al momento all’altezza dei suoi obiettivi e c’è spazio per miglioramenti. Sosteniamo pertanto la necessaria riforma del WTO per migliorarne il funzionamento. Esamineremo i progressi nel nostro prossimo summit”.

Per quanto riguarda i fenomeni migratori, nell’articolo 17 è stato evidenziato: “I massicci movimenti di rifugiati costituiscono una preoccupazione globale con conseguenze umanitarie, politiche, sociali ed economiche. Sottolineiamo l’importanza di azioni condivise per affrontare le cause profonde dei movimenti e per rispondere alle crescenti necessità umanitarie”.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, esultando ha affermato: “Oggi è un gran giorno per gli Stati Uniti”.

Il documento finale del G20, senza riferimenti al commercio equo e con il no esplicito di Washington all’accordo di Parigi sul clima, ha soddisfatto l’amministrazione Trump, a giudicare dalle dichiarazioni che un anonimo funzionario della Casa Bianca ha fatto ai cronisti che seguono il presidente.

Il funzionario degli USA ha spiegato: “Il G20 ha appena adottato un comunicato su cui c’è un consenso che raggiunge molti degli obiettivi degli Stati Uniti. Credo che il titolo sia sulla riforma del commercio. Per la prima volta, il G20 ha riconosciuto che il WTO non raggiunge i suoi obiettivi e ha bisogno di una riforma. Abbiamo fatto anche un gran lavoro promuovendo le politiche americane pro-crescita. Abbiamo acceso i riflettori sulle politiche fiscali degli Stati Uniti. Un altro grande risultato per gli Stati Uniti è che la Cina si sia impegnata per la prima volta, in uno di questi vertici, a finanziare infrastrutture in termini trasparenti e a garantire che questo non porti a livelli insostenibili di indebitamento nei paesi in via di sviluppo. Inoltre, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale sono chiamati a monitorare in maniera più efficiente il tipo di debito collegato ai prestiti che la Cina concede. Un altro grande risultato per noi è ovviamente in ambito energetico. Pensiamo che il modo migliore per ottenere la sicurezza energetica sia fare riferimento ad una varietà di fonti: energie rinnovabili e energia solare, ma anche carbone pulito. Il G20 ha riconosciuto che tutti i tipi di energia svolgono un ruolo nella sicurezza energetica. Infine, abbiamo ottenuto un articolo nel quale abbiamo ribadito e spiegato la posizione in base alla quale ci ritiriamo dall’accordo di Parigi che è letale per i posti di lavoro. La posizione degli Stati Uniti sull’accordo di Parigi era ben nota, quindi non c’era alcuna discussione sul fatto che gli Stati Uniti avrebbero ribadito la propria posizione. Ma ciò che è stato interessante notare è che questa è stata una delle ultime questioni ad essere chiusa: i paesi chi di solito sono d’accordo, stavolta non lo erano. Si comincia a vedere un fronte meno compatto. Paesi come la Turchia, come l’Arabia Saudita, come la Russia potrebbero avere qualche ripensamento”.

A Buenos Aires, dopo la cena tra Donald Trump e Xi Jinping, al termine del lavori del G20, c’è stata la tregua sui dazi tra Cina e Stati Uniti. Secondo quanto riportano alcuni media statali cinesi, ripresi dall’agenzia Bloomberg, i due leader si sarebbero messi d’accordo per non imporre nuovi dazi a partire dal primo gennaio prossimo. In questo modo verrebbe favorito l’avvio di negoziati tra i due Paesi.

La tregua durerà tre mesi, entro i quali i due Paesi dovranno trovare un accordo a tutto campo con l’ambizioso obiettivo di aprire una nuova era nei rapporti tra Washington e Pechino.

Nella dichiarazione finale del summit del G20, tra le sfide attuali, i leader hanno scelto di affrontare, le trasformazioni tecnologiche, che porteranno immense opportunità ma anche nuove sfide. Serviranno risposte politiche e cooperazione internazionale per garantire che i benefici siano condivisi in modo ampio. Tra gli elementi necessari: “Sfruttare la tecnologia per rafforzare la crescita e la produttività; sostenere le persone durante le transizioni e affrontare le sfide distributive; garantire sistemi fiscali sostenibili”.

I leader vorrebbero raggiungere un futuro del lavoro che sia inclusivo, giusto e sostenibile. In tal senso bisognerà preoccuparsi di realizzare: “Promozione del lavoro dignitoso, formazione professionale e sviluppo delle competenze, riqualificazione dei lavoratori e miglioramento delle condizioni di lavoro in tutte le forme di occupazione, importanza del dialogo sociale, realizzazione di sistemi di protezione sociale forti, promozione di una crescente partecipazione alla forza lavoro di gruppi sottorappresentati e vulnerabili, incluse le persone con disabilità e dei giovani, provvedimenti per sradicare il lavoro minorile, il lavoro forzato, la tratta di esseri umani e le schiavitù moderne anche attraverso la promozione di filiere sostenibili”. Altri temi che stanno a cuore ai leader sono: “L’accesso all’istruzione, in particolare, per le ragazze, la digitalizzazione e le misure per colmare il ‘digital gender divide’, e poi le infrastrutture, elemento trainante per la prosperità economica”.

Il risultato più importante conseguito dal G20 di Buenos Aires sarebbe quello di aver dimostrato l’anacronismo del sovranismo con la necessità di rafforzare la cooperazione per poter governare il mercato globalizzato, la velocizzazione del progresso scientifico e la diffusione di nuovi prodotti in un mondo sempre più digitalizzato.

Salvatore Rondello

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