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Opinioni e commenti
 

I Gilet gialli e la trappola del petrolio
Pubblicato il 06-12-2018


gilet-gialli-protesteLì dove inizia la facile virtù italiana d’irritazione per una piccola manifestazione che blocca il traffico, inizia la solidarietà che, per il popolo francese; un po’ innato un po’ maturato attraverso una cultura ed una educazione volta al sociale diversa da quella italiana; porta all’unione per una grande causa. Esempio di questo sono Loup e le decine di altre persone che hanno messo in piedi una protesta in una rotonda alla periferia di Evreux, nel sud della Normandia.
Due settimane fa i gilet gialli sono nati dal nulla, grazie a Facebook, bloccando le strade di tutta la Francia. La rabbia scaturita per l’aumento delle tasse sul gasolio si è allargata fino a diventare una protesta contro il presidente Emmanuel Macron. Semplicemente, le classi medie non riescono più a riempire il serbatoio della propria autovettura. Con su gilet gialli, da cui prende nome il movimento, la rivolta nasce da piccole cassette di legno incendiate, mentre l’odore di croissant accatastati su tavoli da campeggio inebriano l’aria. I manifestanti che hanno bloccato una corsia della stradale, provocano il suono dei clacson degli automobilisti, che contribuiscono non con rabbia ma in segno di sostegno.
Il primo giorno di proteste, il 17 novembre, sono scese a manifestare in tutto il paese circa 290.000 persone, circa 2.000 sono stati i blocchi stradali di sabato, altri 150 blocchi sono stati allestiti nella giornata di domenica.
Il ministro della transizione ecologica, Francois de Rugy ha confermato l’entrata in vigore della carbon tax che porterà all’aumento dei prezzi dei carburanti dal primo gennaio 2019, nonostante la mobilitazione di centinaia di migliaia di francesi che ha quasi paralizzato il Paese. In breve tempo però, il primo ministro francese Edouard Philippe, ha annunciato una moratoria sull’aumento delle tasse sui carburanti dopo le proteste dei gilet gialli. Dopo una prima sospensione di sei mesi, il governo francese ha deciso di annullare per un anno la tassa su benzina e diesel sarebbe dovuto scattare dal primo gennaio 2019.
Ma la Francia è abituata a manifestazioni frutto dell’immaginario rivoluzionario: in una rotonda nel sud del paese infatti i gilet gialli hanno portato una ghigliottina e un manichino di Macron. Segnale forte e deciso, leggermente violento.
Il movimento gode dell’appoggio del 74 per cento della popolazione francese. Politicamente ha ricevuto un sostegno a tutto tondo che va dalla leader di estrema destra Marine Le Pen, alla sinistra radicale Jean-Luc Melenchon, e al sovranista Nicolas Dupont-Aignan.
Per ovattare il malcontento sociale e cercare di controbilanciare gli aumenti, il governo ha annunciato un piano che prevede tra le altre cose un assegno energia annuale di 200 euro per aiutare 5,8 milioni di francesi in difficoltà a scaldare le proprie abitazioni e un assegno carburante che include un piccolo rimborso spesa mensile dei costi di trasporto sostenuti da alcune categorie di lavoratori.
In Italia le proteste francesi sono state interpretate come la reazione connaturata di automobilisti, camionisti e contadini privi di coscienza ecologica che non vogliono pagare il prezzo della transizione all’economia decarbonizzata da realizzare entro il 2050 o come un infortunio in materia fiscale della presidenza Macron che non ha saputo accompagnare i provvedimenti di aumento del prezzo di benzina, gas e diesel con misure di esenzione per i gruppi sociali sfavoriti. Certo, l’italiano medio è abituato alle 8 ore di sciopero “consentite” dal governo, con blocchi giornalieri di pendolari, studenti, pensionati e bambini per poi rientrare, appena il giorno seguente, sul posto di lavoro stabile dal quale cercano delle misure di adeguamento sociale pur non mobilitandosi ulteriormente. L’italiano, dormiente per definizione, sembra essere abituato alla rivoluzione come contentino, subito pronto ad additare quelle concentrazioni sociali che con soluzioni talvolta sovversive ottengono quello per cui si agitano. Eppure si sa, la storia insegna ma non ha scolari.

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Commenti all'articolo
  1. Giornata di tensione a Parigi e in tutta la Francia per la protesta dei “gilet gialli” (fortunatamente con meno danni del previsto). Tra i protagonisti del corteo parigino, in casacca gialla e tricolore italiano, viene segnalata la presenza di Luca Marsella di CasaPound. Proprio gruppi e forze estremiste, segnalano i quotidiani, sembrano caratterizzare la protesta. Un popolo “contro tutti”, quello sceso in piazza Oltralpe. “Hanno mille ideologie. L’unico collante – scrive il Corriere – è la protesta radicale”. (Fonte Pagine Ebraiche)

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