mercoledì, 19 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Inps, aumento richiesta disoccupazione. Più domande per malattia nel Privato. Evasione, responsabile anche commercialista
Pubblicato il 05-12-2018


Inps
DOMANDE DI DISOCCUPAZIONE IN LEGGERA RIPRESA

A settembre sono pervenute all’Inps 223.555 richieste per sussidio di disoccupazione tra Naspi, Aspi, mini Aspi, mobilità e Discoll con un aumento dell’1,9% rispetto a settembre 2017.
Lo si legge sull’Osservatorio Inps sulla cassa integrazione recentemente reso noto. Nei primi nove mesi del 2018 sono arrivate 1.382.670 domande totali di disoccupazione con un incremento del 5,8%% in confronto allo stesso periodo del 2017. A ottobre l’Inps ha autorizzato alle aziende, nel complesso, 19,2 milioni di ore di cassa integrazione con un progresso del 69,7% su settembre e un calo del 47% su ottobre 2017. Nei primi 10 mesi dell’anno sono stati autorizzati 181,25 milioni di ore di cassa con una flessione del 39,76% rispetto ai primi 10 mesi del 2017.
L’Istituto ricorda che i dati sulle integrazioni salariali degli ultimi mesi non sono agevolmente raffrontabili perché risentono di modifiche sostanziali e procedurali. In particolare è stata modificata la durata delle prestazioni.
Osservatorio Lavoro – Le assunzioni dei datori di lavoro privati nei primi 9 mesi del 2018 sono state 5.661.000 (+5,3%) a fronte di 4.996.511 cessazioni (+7,4%) con un saldo positivo di 665.000 contratti. Lo si rileva sempre nell’Osservatorio sul precariato dell’Inps. Nel periodo la variazione netta per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato (assunzioni più trasformazioni meno le cessazioni) è stata positiva per 168.937 unità. Il risultato è stato favorevole soprattutto grazie al boom delle trasformazioni di rapporti a tempo indeterminato passate dalle 272.812 dei primi 9 mesi del 2017 a 397.374 (+45,6%).
Nel complesso i nuovi rapporti a tempo indeterminato nei primi nove mesi dell’anno (comprese le assunzioni in apprendistato) sono stati oltre 1,5 milioni.

Inps
CALA MALATTIA NEL PUBBLICO

Malattia, cambia il ‘trend’. Nel terzo trimestre del 2018, secondo quanto riporta l’Osservatorio dell’Inps, aumentano nel privato, più 6,8%, e diminuiscono nel pubblico, segnando una flessione del 3,1%.
A livello territoriale per il settore privato l’ascesa del numero di certificati è prevalente al Sud (+7,9%), mentre per il settore pubblico la diminuzione risulta più consistente al Nord (-5,5%).
Nel mese di dicembre 2017 il numero di lavoratori dipendenti, interessati al controllo d’ufficio dello stato di malattia da parte dell’Inps, è stato di 13,7 milioni di cui 2,8 nel comparto pubblico e 10,9 nel settore privato. All’incremento del numero dei certificati nel settore privato corrisponde una crescita meno che proporzionale del numero dei giorni di malattia (+4,9%), mentre nel comparto pubblico alla discesa del numero dei certificati si osserva un decremento più che proporzionale dei giorni di malattia (-7,3%). Stabile anche il numero medio dei certificati dei lavoratori sia nel comparto pubblico che in quello privato (rispettivamente di 3 e 2 certificati ogni 10 lavoratori).
L’Inps precisa che qualsiasi confronto sul numero di certificati tra il settore pubblico e privato va sempre interpretato tenendo conto della diversa struttura per età dei lavoratori e della diversa normativa di riferimento. Il numero medio di giornate di malattia per lavoratore con almeno un giorno di malattia rimane stabile per il settore privato a 11,6 giorni mentre si abbassa lievemente per il comparto pubblico passando da 11,5 a 11,3 giorni.
Per quanto attiene l’attività di verifica e controllo dello stato di malattia, nel terzo trimestre 2018, nonostante la notevole differenza in termini assoluti del numero di visite mediche di controllo effettuate (129 mila nel settore privato rispetto alle 84 mila di quello pubblico), in termini relativi il numero di visite è risultato pari a 119 ogni mille certificati per il comparto pubblico del Polo unico in confronto alle 52 visite del settore privato.
Nel comparto pubblico la maggior parte delle visite sono effettuate su richiesta dei datori di lavoro, solo il 20% sono disposte d’ufficio. Nel settore privato il 65% delle visite mediche di controllo sono invece disposte d’ufficio.

Inps
LAVORATORI EXTRA UE OLTRE 2 MILIONI

Nel 2017 il numero di cittadini extracomunitari conosciuti all’Inps, perché lavoratori nel settore privato o percettori di prestazione a sostegno del reddito o pensionati, è pari a 2.259.652, in aumento rispetto ai 2.189.702 del 2016 (+3,2%). Lo si rileva dall’Osservatorio Inps.
Del totale, 2.042.156 sono lavoratori, il 90,4% (erano 1.991.544 nel 2016), 96.743 pensionati, il 4,3% (89.455 l’anno prima) e 120.753 percettori di prestazioni a sostegno del reddito, il 5,3% (108.703 nel 2016). Al top gli albanesi (299.731).

Cgia
IN 2019 A IMPRESE +6,2 MLD DI TASSE

Nel 2019 la manovra di bilancio comporterà alle aziende italiane un aggravio di gettito di 6,2 miliardi: di cui 4,5 miliardi circa in capo alle imprese non finanziarie e quasi 1,8 miliardi a carico di banche e assicurazioni. A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia che è giunto a questi risultati dopo aver misurato gli effetti fiscali sulle imprese di ogni singolo articolo presente nel disegno di legge di bilancio. La cifra tiene conto delle nuove misure che appesantiranno la tassazione, della rimozione o del differimento di altre che avrebbero dovuto essere applicate e dell’introduzione di novità che invece alleggeriranno il prelievo. Le cose, invece, andranno meglio nel 2020, quando la crescita del prelievo si ridurrà a soli 374 milioni di euro, per cambiare completamente segno nel 2021, quando il sistema delle imprese, le banche e le assicurazioni beneficeranno di una diminuzione del prelievo fiscale per un importo di circa 1 miliardo di euro.

Corte di Cassazione
EVASIONE CONTRIBUTIVA, RESPONSABILE ANCHE IL COMMERCIALISTA

Il commercialista è responsabile dei danni provocati al fallimento per essersi accordato con la società cliente a non pagare i contributi Inps ai lavoratori.
Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con l’ordinanza n. 29846 del 20 novembre 2018, ha respinto il ricorso del professionista. La terza sezione civile ha dunque confermato il verdetto con il quale la Corte d’appello di Firenze aveva sancito il 50% delle responsabilità a carico del consulente che insieme ai manager aveva deliberatamente deciso di omettere gli oneri assicurativi Inps.
Infatti, spiegano i Supremi giudici, il professionista, per suo dovere professionale, non avrebbe dovuto accettare la proposta illecita della società cliente di conteggiare la contribuzione previdenziale secondo criteri contrari alla legge che avrebbe dovuto dunque «decisamente rifiutare, proprio in adempimento al suo dovere di diligenza professionale che gli impone il rispetto della normativa cogente di settore rientrante nella sua specifica competenza.
Accettando di non indicare i contributi di legge il professionista ha posto in essere un atto di inadempimento all’incarico conferitogli, assumendone ogni collegata responsabilità risarcitoria». In tal modo, la condotta del professionista risulta essere stata valutata sotto il profilo della responsabilità contrattuale proprio in relazione agli obblighi cui egli è tenuto secondo le regole della professione.
Difatti , le obbligazioni inerenti all’esercizio dell’attività professionale sono, di regola, obbligazioni di mezzi e non di risultato, in quanto il professionista, assumendo l’incarico, si impegna a prestare la propria opera per raggiungere il risultato desiderato, ma non a conseguirlo.
Pertanto, ai fini del giudizio di responsabilità nei confronti del professionista, rilevano le modalità di svolgimento della sua attività in relazione al parametro della diligenza fissato dall’art. 1176, secondo comma, cod. civ., che è quello della diligenza del professionista di media attenzione e preparazione in relazione alla prestazione resa, così da assicurare che la scelta professionale cada sulla soluzione che meglio tuteli il cliente. Nel frattempo il giudizio legale è divenuto definitivo e il professionista pagherà metà dei danni.

Carlo Pareto

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