mercoledì, 19 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

ALTRA PROROGA
Pubblicato il 04-12-2018


“Le parole hanno un peso, il mio è un silenzio operoso e virtuoso”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte rispondendo ai cronisti sullo stallo in commissione Bilancio sulla manovra. Nel frattempo si avverte la prima vicinanza tra la Commissione e il Governo italiano, anche se Roma deve ancora correggere i ‘compiti’.  Nel frattempo slitta ancora nell’aula della Camera l’esame della manovra: dai gruppi parlamentari si apprende che la discussione generale avrà inizio alle 20

tria borghiAl margine dell’Ecofin, il commissario Moscovici ha detto: “Il dialogo con l’Italia è in corso, diventa più intenso, vediamo un tono diverso, un diverso modo di cooperare e vediamo l’Italia disponibile ad ascoltare il nostro punto di vista e risolvere i problemi. È un passo che accogliamo con favore, e anche gli investitori hanno lo stesso feeling. Ora il dialogo è cominciato davvero su metodo e sostanza. A Buenos Aires abbiamo avuto discussioni positive con Conte e Tria, e abbiamo deciso di proseguire nell’interesse generale e abbiamo dato mandato ai nostri team di lavorare in quella direzione. La Commissione Ue ha preso nota delle intenzioni dell’Italia di ridurre il deficit, e ora aspettiamo altri dettagli, perché ci deve essere un impegno credibile, concreto e nel quadro delle regole. Noi siamo disponibili a dare flessibilità ma deve essere nelle regole, per questo il gap va ridotto ancora”.
Il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, rispondendo ai giornalisti, ha detto: “Il 2%? È un numero su cui si esercitano giornalisti e commissari Ue, noi badiamo alla sostanza e a trovare risorse. Noi facciamo una manovra seria che non dipenderà dallo zero virgola ma dai contenuti. Una manovra che ha degli investimenti che non ci sono mai stati negli anni precedenti”. Poi con riferimento al Tav, Salvini ha ribadito “di essere per l’Italia dei sì”.
Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, incontrando i giornalisti a margine dell’Ecofin a Bruxelles, ha affermato: “Vanno salvaguardate le due priorità politiche fissate dal governo: il reddito di cittadinanza e il superamento della riforma Fornero delle pensioni, con l’introduzione di quota 100 non sono in discussione. Vanno salvaguardate e portate avanti. Quindi queste due priorità, reddito di cittadinanza e quota 100 non sono in discussione. Tuttavia si stanno studiando le stesure, quello che va ancora definito è il costo delle misure in base ai disegni di legge. Sono stati già effettuati degli accantonamenti ma poi una valutazione attenta sul costo delle misure è possibile solo quando ci saranno i disegni di legge. Quanto al dialogo con la Commissione europea sul come far combaciare i saldi di Bilancio con le regole Ue, si possono fare varie cose, ci sono varie possibilità, non ne discutiamo in pubblico fin quando non vengono discusse a livello politico e poi con la Commissione Ue”.
Nel frattempo, in Parlamento i lavori vanno avanti con vivace conflittualità. C’è stato già uno scontro in commissione Bilancio della Camera, dopo l’annuncio da parte del ministro dei Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, sull’approvazione di un emendamento alla manovra per mettere uno stop allo scudo sulle banche nei confronti dei cittadini truffati. I risparmiatori, in base alla norma, potranno fare causa agli istituti di credito, anche se otterranno il risarcimento, per la parte di danno eccedente al ristoro corrisposto.
Dopo l’annuncio di Fraccaro, si sono sollevate polemiche da parte del Pd che ha criticato il ministro per aver data per approvata una norma su un articolo non ancora discusso. Nelle settimane scorse, la Lega aveva annunciato un emendamento in questa direzione che ancora non sarebbe stato approvato.
Il presidente della commissione Bilancio Claudio Borghi ha sospeso la commissione e convocato un Ufficio di presidenza. La soluzione che ha sbloccato i lavori è stato un emendamento firmato da tutti i gruppi che cancella lo scudo per gli istituti di credito. Nella proposta bipartisan si legge: “Resta impregiudicato il diritto per i risparmiatori di agire in giudizio per il risarcimento della parte di danno eccedente il ristoro corrisposto”.
Alla ripresa dei lavori della commissione Bilancio della Camera che, tra rinvii e slittamenti, ancora non sono conclusi, tutti i capigruppo dei gruppi delle opposizioni hanno esordito criticando le modalità di procedere da parte dell’esecutivo e chiedendo spiegazioni immediate.
Luigi Marattin (Pd) ha detto: “Da giorni e settimane siamo qui a discutere di qualcosa che non esiste, sembra ci sia un accordo per ridurre il deficit al 2% ma qui noi discutiamo di altro. Il governo intervenga a spiegare, cambiano completamente gli spazi finanziari della manovra”.
Anche Fassina (Leu) ha lamentato: “La manovra verrà modificata in Senato con pochissimo tempo per discutere. Il Governo ci dica cosa intende fare”. Inoltre, Maldelli (Fi) ha detto: “Vogliamo capire il quadro macro perchè il Pil a 1,5% è irrealistico e forse dovremmo pensare a un Dpb diverso”. Poi, Mandelli ha chiesto che a fornire le indicazioni sia direttamente il ministro Giovanni Tria.
Alla richiesta si è associata anche Maria Elena Boschi del Pd. Guido Crosetto (Fdi) si è associato alle richieste affermando: “La Camera merita di sapere qualcosa visto che l’emendamento arriverà al Senato”.
Il presidente della commissione Claudio Borghi  ha sottolineato che quando si inseguono dichiarazioni stampa, spesso le parole messe in bocca o le interpretazioni portano fuori strada. Borghi ha affermato: “Stiamo lavorando su cose importantissime per le persone. Bisogna parlarne ma la mia opinione è che l’importanza del cambiamento di miliardi travalica la scrittura stessa della legge di bilancio”. Secondo Borghi, se il governo deve dare spiegazioni potrà farlo in Aula.
Forse è la prima volta nella storia d’Italia che arriva in Parlamento una manovra finanziaria indefinita da discutere, con il governo che modifica continuamente le cifre ed i contenuti della legge di bilancio da approvare. In questo modo si stanno allungando i tempi dei lavori parlamentari con deputati e senatori sempre più disorientati. Il clima istituzionale sembra affetto da una caotica nevrosi.

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