mercoledì, 19 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Nicola Olanda
Dialogo con Nencini
Pubblicato il 07-12-2018


Carissimo Riccardo
Sulla VOCE DEI SOCIALISTI, qual è l’AVANTI, qualche volta, mi sono rivolto in maniera critica nei tuoi confronti per le scelte economiche e politiche che a nome del PSI hai appoggiato nelle passata Legislatura.
Sei una di persona di grande cultura e non solo politica. Ti riconosco i meriti di ottimo amministratore per i dieci anni alla Presidenza della Regione Toscana e per i tre anni come Assessore al Bilancio alla stessa Regione. Ti sei impegnato in modo trasparente come Vice Ministro alle Infrastrutture e Trasporti. Insomma come curriculum, nell’attuale PSI, sei il dirigente di spicco che democraticamente sei stato designato per tre mandati alla guida del PSI e che a differenza di altri dirigenti del vecchio e nuovo PSI sei rimasto e, con piacere apprendo, che desideri continuare a dare il tuo contributo sotto una veste diversa alla causa del Socialismo. Spero che apprezzerai se continuo a manifestarmi nei tuoi confronti come “ vergin di servo encomio e di codardo oltraggio”.
Constatare che al termine di una Legislatura, che si è voluta definire di Sinistra, contiamo 5 milioni di poveri veri e di altri 5 prossimi alla soglia dell’indigenza, che le disuguaglianze sono aumentate, che le pari opportunità si sono ridotte assieme ai diritti dei lavoratori, è normalmente un Bilancio classico che si registra con le Destre. Non bisogna pertanto stupirsi e scandalizzarsi per il consenso ottenuto dai 5 stelle per le loro proposte a favore del disagio sociale, errate nella proposizione realizzatrice, ma giuste nel principio che è difficile smentire come rientrante nei parametri della Sinistra.
Alla soglia degli 85 anni, io non mi sono arreso nel sostegno alla causa socialista, ma sono convinto che i valori socialisti sono ormai divenuti patrimonio comune di una grandissima maggioranza di cittadini indipendentemente dalla loro adesione ad un Partito socialista, come i valori cristiani non si riducono ai fedeli rappresentati dalla sola Chiesa cattolica.
Continua ad essere diffuso e cinico l’imperversare del tentativo di annientare la Storia del Socialismo e dei Socialisti italiani continuando nel Paese a porre nell’oblio la Storia del Socialismo italiano e dei suoi grandi Protagonisti che si sono battuti per il riscatto dei più deboli e per la crescita democratica delle nostre Istituzioni e per il progresso economico e sociale del Paese.
Se Tangentopoli ha segnato la nostra morte come Organizzazione non ha decretato però i valori del Socialismo che rimangono vivi nel nostro tessuto sociale e in quello di tutte le Nazioni.
Penso che da molti anni, a livello nazionale, avremmo dovuto porre al primo posto il nostro impegno per il riscatto della nostra Storia che continua ad essere discriminata dalla RAI, dai Media e violentata quindi nella memoria degli italiani.
La nostra Costituzione per garantire la rappresentanza democratica dei cittadini attraverso i Partiti politici ha previsto il loro finanziamento pubblico. Non mi dilungo sugli abusi, corruttele e spregiudicato utilizzo di questo finanziamento alla Politica; fatto sta che alimentando uno spirito giacobino, qualunquista e tutto l’armamentario dell’antipolitica si è arrivati, come in tante altre circostanze, a buttare via il bambino con l’acqua sporca privando così le Organizzazioni politiche di poter finanziare la loro attività nella ricerca del consenso attraverso la divulgazione delle loro proposte per il Paese. Non da oggi ci troviamo quindi a constatare che il solo tesseramento non è sufficiente a sviluppare l’attività politica del nostro Partito.
Riconosco che vari tentativi di ricostruzione dell’Unità dei Socialisti sono falliti ma purtroppo per combattere e vincere le battaglie occorrono anche diversi fedeli condottieri sul Territorio e l’equipaggiamento necessario. Ci mancano entrambi.
Come mi esprimevo su un Fondo del Direttore dell’Avanti, forse sarebbe opportuno trasformarci in una Fondazione Socialista ed insieme ad altre Fondazioni e Associazioni del campo laico, ambientalista e dei cattolici progressisti, provare a costruire un’Alleanza per dei valori comuni.
Se invece ciò non è possibile, è indispensabile porre con evidenza a fondamento del nostro rilancio congressuale l’IDENTITA’ SOCIALISTA.
Non si tratta di ritornare a pratiche ottocentesche, ma ispirarsi ai principi originari questo sì che è indispensabile. Oggi nel passaggio ad un nuovo modello di sviluppo si sta manifestando un orizzonte del Disagio simile a quello dell’Avvento della Rivoluzione industriale dell’800.
In quella fase storica, l’Organizzazione politica che, non solo in Italia, voleva rappresentare un’area di Sinistra che si battesse in nome dei più deboli, contro le diseguaglianze, l’emancipazione delle donne e delle classi popolari attraverso i diritti e la dignità da acquisirsi con il Lavoro, l’Istruzione e la Sanità si chiamava PARTITO SOCIALISTA.
Non c’era stata ancora la Rivoluzione d’Ottobre marxista leninista e neanche la divisione della Sinistra conseguente al Congresso di Livorno del 1821. Antonio Gramsci era un socialista e in seguito avrebbe svolto il ruolo di Direttore dell’Avanti della Redazione di Torino.
Oggi in Europa le residue realtà nazionali dove, anche se in calo, si riscontra ancora un certo consenso socialista legato a valori identitari sono in Gran Bretagna con Corbyn e in Francia con Melanchon.
La parola Socialista oggi è approdata anche negli USA in nome dei principi originari che ispirarono il Socialismo europeo. Se in Italia la definizione socialista per gelosia ideologica, antagonismo storico, clericalismo settario dà fastidio per accumunarla ad una rappresentanza politica come “Partito Socialista”, tentiamo di offrire la nostra proposta da costruire sui valori di Socialismo, attualmente comuni e diffusi tra i cittadini, attraverso un’Alleanza denominata PARTITO DEL LAVORO dato che il Lavoro è la richiesta e il diritto universale che viene rivolta dai cittadini a chi li deve governare.
Mi sembra di ricordare che il primo grande Partito di ispirazione socialista sia stato quello inglese: si è ispirato ai principi e ai valori socialisti ma si è qualificato con il nome di Labour Party (Partito del Lavoro) che ancora resiste ed è apprezzato dagli elettori britannici.
Come ricordavo nel Fondo del Direttore dell’Avanti, a noi dovrebbero prioritariamente stare a cuore l’affermazione e la trasformazione di quei valori socialisti in realizzazioni concrete e, più che rincorrere la forma, dovremmo cercare di realizzarne la sostanza che, come proposta nella Rosa nel pugno, seppur lodevole, non risolve né la questione Socialista né quella Sociale.
Non è un impegno facile ne né di breve periodo per i tempi di realizzazione. Altre strade come quelle fin’ora percorse o che si vuole riproporre potranno darci il frutto di qualche testimonianza per qualche seggio nelle varie rappresentanze istituzionali ma non certo i risultati che si potrebbero ottenere da un Progetto ispirato ai valori universali del Socialismo.
Il Dialogo esiste se prevede l’ascolto. Io spero di averlo rispettato e di avere ora un tuo riscontro.
Ti auguro buon lavoro ed ogni bene, e mi congedo con un abbraccio fraterno.
Je suis socialiste

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Commenti all'articolo
  1. In queste appassionate righe di Nicola ci sono punti che mi trovano d’accordo mentre altri un po’ meno, e tra i primi il fatto che “il solo tesseramento non è sufficiente a sviluppare l’attività politica” di un partito, qualunque esso sia, posto che oggi i partiti identitari e organizzati sono andati in crisi, giusto o sbagliato che sia, e l’elettore guarda soprattutto al programma, rapportato ai problemi dei tempi nostri, e ancor più alle qualità, anche mediatiche, del leader che se ne fa portavoce e garante.

    A meno che interessi in primo luogo difendere e salvaguardare l’IDENTITA’ SOCIALISTA, in attesa di tempi più propizi, e senza preoccuparsi troppo del consenso elettorale, nel qual caso non penserei ad “altre Fondazioni e Associazioni del campo laico, ambientalista e dei cattolici progressisti, provare a costruire un’Alleanza per dei valori comuni”, perché in tal modo l’identità si va giocoforza a perdere (quando per l’appunto ci si presenta in liste comuni).

    E proprio nell’intento di marcare la specificità socialista insisterei sul fatto che i socialisti hanno saputo interpretare, o hanno cercato di farlo – nel corso degli anni e della loro tribolata ma nobile storia – i bisogni e le aspettative di quel determinato tempo, anche a costo di divisioni e lacerazioni interne, che sono state sempre criticate e viste dagli oppositori e dai “nemici” come semplici e banali “rissosità”, quando erano invece lo sforzo per corrispondere alle esigenze ed aspirazioni di una società in “movimento”.

    Paolo B. 09.12.2018

  2. Carissimo Paolo
    Ti ringrazio per le tue riflessioni sulla mia richiesta di DIALOGO con Riccardo Nencini e maggiormente ti ringrazio per la tua costanza nel non far mancare le tue riflessioni sui vari Temi che propone il nostro Avanti: è una delle principali prerogative per rendere viva e costruttiva la VOCE DEI SOCIALISTI che Esso rappresenta. Un abbraccio da Nicola
    Carissimo Riccardo
    Comprendo che sei assorbito da molti impegni ma tra questi spero che uno sguardo quotidiano sull’Avanti non te lo farai mancare. La mia richiesta di un tuo commento non voleva essere un atto di presunzione ma semplicemente un segno di recepimento che ascolti le nostre voci in quanto il Dialogo presuppone anche l’ascolto. Probabilmente questa mia nota potrebbe non essere recepita per i tempi e gli spazi che l’Avanti deve riservare alle tante Voci che richiedono l’ascolto.
    Sull’Avanti c’è ancora il tuo Editoriale “CAPISCO”. È un significato trasferibile anche al Dialogo.
    Spero che la Redazione possa farti giungere questa semplice richiesta di un vecchio iscritto al PSI.
    Fraternamente da Nicola

  3. Apprezzo molto il fatto che Nicola abbia ritenuto di rispondere al mio commento, perché ciò consente quantomeno un minimo di confronto – anche se repliche e controrepliche non possono, ovviamente, susseguirsi all’infinito – e peraltro, anche se io resto ancora legato al cartaceo, ossia ai giornali tradizionali, la forma online consente e facilita lo scambio delle opinioni, anche tra molti dei lettori se sono interessati a farlo (aspetto di non poco conto in tema di politica).

    Paolo B. 13.12.2018

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