mercoledì, 19 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Pd. Tutto pronto per una nuova scissione
Pubblicato il 07-12-2018


È quasi tutto pronto. Ancora qualche settimana e nel Partito Democratico si consumerà una nuova scissione. Matteo Renzi, abbandonato il Nazareno, fonderà il suo nuovo partito. Un movimento riformista europeo vicino al centrosinistra, ma lontano dalle logiche postcomuniste che hanno causato parecchi problemi al senatore di Scandicci. Lo seguiranno un manipolo di fedelissimi. Non tutti, però. Perché l’ex segretario ha voglia di mettere in campo facce nuove, provenienti dai comitati civici che sta scandagliando da mesi. Quasi certamente lo seguiranno anche Boschi, Gozi, Lotti e Scalfarotto.

A Palazzo Madama si parla già di rimpasto dei gruppi parlamentari. I senatori vicini a Renzi sono alla ricerca di un nuovo posizionamento. Il forfait di Minniti li ha spiazzati. Il mancato sostegno di Renzi all’ex ministro ha rappresentato la conferma definitiva della prossima scissione. La corrente renziana, ad oggi, non ha un candidato. Flebile la possibilità che Teresa Bellanova si metta in gioco. Così come Lorenzo Guerini non fa che smentire una sua discesa in campo. Stefano Ceccanti, pasdaran renziano, auspica che venga sostituita presto la candidatura di Minniti con “un altro esponente riformista”. Difficile, però, che ciò accada.

Restano dunque favoriti per la poltrona da segretario dem Zingaretti e Martina, con il primo parecchio avanti nei sondaggi. Il presidente della regione Lazio ha in mente un ritorno al passato, stile Pds. Ha già tirato dentro Paolo Gentiloni (che in caso di vittoria di Zingaretti otterrebbe il ruolo di presidente del partito) e sembra ci stia provando con Carlo Calenda. Il reclutamento dell’ex ministro dello Sviluppo Economico darebbe a Zingaretti la possibilità di allargare il suo elettorato e puntare anche al voto moderato. Senza contare i buoni rapporti con il mondo produttivo e industriale che Calenda può vantare. Il diretto interessato, per ora, glissa.

“Credo sia venuto il momento di un time out”, il tweet di Calenda, che predica chiarezza: “Gentiloni, Renzi, Zingaretti, Martina e Bonino dovrebbero sedersi intorno a un tavolo (non da pranzo) per capire davvero cosa vogliamo fare nei prossimi mesi: Opposizione e Europee. Non mi pare così difficile”. L’ex Confindustria non fonderà, comunque, un altro partito: “Nonostante l’insistenza degli stessi dirigenti di Pd – ‘fai un partito e poi ci alleiamo’ – non ho intenzione di farne uno. Ho sempre detto e ripetuto che non credo ai partiti personali. Altra cosa è lavorare per costruire un ampio Fronte democratico per le europee”.

F.G.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento