mercoledì, 19 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Angioletta Massimino:
Ad ognuno le proprie responsabilità
Pubblicato il 06-12-2018


Care Compagne e cari Compagni,

I passi avanti nel nostro amato PSI dobbiamo pretendere si facciano rivoluzionando tutto nei fatti, quindi ancor prima nelle persone, ossia si devono cambiare tutti i soggetti che hanno fatto parte della segreteria e della direzione, nessuno escluso!

Gente nuova, idee nuove, comportamenti nuovi, cui chi ha già dato, nel bene e nel male, dia il proprio apporto, se vorrà, da dietro le quinte, avendo doverosamente fatto un passo indietro a favore di un fisiologico ricambio generazionale.

Gli inciuci devono scomparire e i giochetti per accaparrarsi le poltrone, fregandosene dei Compagni, non sono più accettabili.

Ancor meno accettabile sarà l’Opera dei Pupi, meglio lasciarla al teatro siciliano, non vogliamo Pupari che reggano i fili per far muovere i Pupi magari in scenografie congressuali ben allestite, ma che anche per i fessi starà a dimostrare che la musica non è cambiata affatto e il modo di pensare e di agire è sempre lo stesso.

Mi sono ‘rotta’ davvero, passatemi il termine, vi prego, perché intendo dire che si è rotto qualcosa dentro di me e NON ME NE STARÒ IN SILENZIO, in quanto con questo Partito si sarebbero potute fare grandi cose per questo nostro Paese Italia e altre grandissime cose per la mia/nostra Sicilia.

Con un vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti che c’era capitato di avere, Riccardo Nencini, mentre si poteva fare di tutto e di più per cambiare il volto triste e rassegnato specialmente di questa Sicilia, siamo invece ancora con strade, autostrade e ferrovie inadeguate, ponti crollati mai ricostruiti, che, per es., fanno fermare un treno a Caltagirone, perché dopo non si può più proseguire per crollo del ponte su cui passava la ferrovia, o che per arrivare al Nord, partendo in treno dalla Sicilia, si debba intraprendere un interminabile quanto avventuroso viaggio come se si provenisse dalla profonda Africa. Tutto ciò è oggi anacronistico quanto ridicolo!

In Sicilia sono stata lasciata da sola a combattere le mie battaglie, che volontariamente ho intrapreso col cuore socialista che mi ritrovo, ed ho dovuto combattere non solo contro i nemici esterni, ma soprattutto contro quelli peggiori che sono i nemici interni, convinti padroni del feudo PSI, i quali non solo non collaborano ma fanno boicottaggio e ostruzionismo contro chi agisce fuori dagli schemi di un potere mirante a tenere la gente nel bisogno, per poi sfruttare tali bisogni, con il metodo clientelare, in tempo di elezioni!

Credo abbiate ormai capito tutti che la dirigenza, avendo sbagliato quasi tutte le mosse e le scelte politiche, non è più possibile pretenda di comandare questo Partito in autonomia.

Ritengo, invece, sia necessaria da parte dei dirigenti l’umiltà per tendere l’orecchio ad ascoltare le voci della base, anziché tacitare ancora i Compagni, come avvenuto nell’ultima riunione di Consiglio Nazionale a Roma, per la quale non mi sono preparata neanche un intervento, intuendo già quale spazio si sarebbe dato, come al solito, agli interventi: NESSUNO!

Adesso siamo arrivati all’ultima tappa di questo cammino, il ‘Congresso straordinario’ del prossimo Marzo, se si sbaglierà anche stavolta sarà la fine di un Partito dalla storia più lunga (1892), anche se martoriata, rispetto a quella di tutti gli altri Partiti italiani (PRI 1895) ed ognuno consegnerà a questa storia le proprie responsabilità.

Angioletta Massimino

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Cara Angioletta, i congressi si fanno proprio per dare la parola alla base. Le tue osservazioni critiche potranno trovare o meno riscontro attraverso il consenso che sapranno registrare tra gli iscritti. Tessaramento aperto fino al 31 dicembre e nessun divieto a presentare mozioni, congresso aperto, tutto questo dovrebbe scongiurare quel che tu chiami teatrino dei pupi.

  2. Può anche servire il “cambiare tutti i soggetti che hanno fatto parte della segreteria e della direzione, nessuno escluso!”, ma l’aspetto che a me sembra di maggio rilievo, per non dire prioritario ed essenziale, è quello della linea politica, che dovrebbe essere concepita con una ben chiara e percepibile discontinuità rispetto a quella fin qui seguita (visti i risultati elettorali).

    A mio modo di vedere, o per quanto posso capirne, c’è un “popolo socialista”, non so quanto grande possa essere ma che è per certo estraneo e disinteressato ai “giochetti per accaparrarsi le poltrone”, popolo che aspetta soltanto di vedere quale “nuovo corso” intende inaugurare il PSI, il che mi pare anche del tutto sganciato dal “tesseramento aperto fino al 31 dicembre”.

    Nel commento del Direttore si parla di Congresso aperto, dove tutti possono presentare mozioni, le quali dovranno giocarsela a loro volto col consenso registrato tra gli iscritti, ma questo “percorso” mi pare quello adatto ai partiti tradizionali ed organizzati di un tempo, mentre oggi non contano tanto gli iscritti ma piuttosto il consenso guadagnabile nel corpo elettorale

    Consenso che ai giorni nostri si ottiene col programma e attraverso una convincente leadership che sappia dargli adeguatamente voce, programma che andrebbe verosimilmente steso dai vertici del partito, e d’altronde anche un tempo si discutevano e votavano in periferia, ossia a livello di sezioni e direttivi, le mozioni che venivano predisposte al centro, cioè dalle cosiddette “correnti” nazionali.

    Questo mi fa dire che la prima tappa dovrebbe essere la individuazione della linea politica, e la stesura di un programma conforme alla stessa, che entri nel merito di problemi quali immigrazione, sicurezza, ecc…, dicendo come affrontarli sul piano concreto, non limitarsi cioè a pronunciamenti generici, che possono mettere tutti d’accordo salvo poi dividersi di lì a poco (dopo di che andrà scelto chi può avere la personalità e credibilità per rappresentare una tale linea politica).

    Paolo B. 08.12.2018

Lascia un commento