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Opinioni e commenti
 

Unità socialista e Rosa nel pugno
Pubblicato il 03-12-2018


Il documento-appello lanciato a tutti i socialisti disponibili a rientrare nel Psi, e a partecipare a un congresso aperto e svolto sulla base del solo tesseramento del 2018, ben si sposa con la nuova unità coi radicali pannelliani disponibili a rinfrescare la Rosa nel pugno. Individuare tra questi due momenti una contraddizione (di metodo, di merito, non si capisce) rasenta l’assurdo.

Partiamo dall’unità socialista. E’ evidente che non può essere l’unità tra coloro che un quarto di secolo fa militavano nel vecchio Psi. Intesa in questo modo e già fallita nel 1999 e anche estendendola a chi non voleva rinunciare al socialismo europeo (il Pd nel 2007 non aderiva al Pes) non ha dato frutti nel 2008. L’intento é più limitato. In molti si lamentano, a ragione o a torto, di un recinto chiuso, di congressi blindati, di nomenclature inossidabili. Ebbene, togliamo ogni pretesto. Tutti i socialisti che intendono entrare nel Psi possono farlo semplicemente pagando la tessera del 2018, che darà diritto, essa sola, a partecipare al congresso, un’assise nella quale sarà possibile, senza sbarramenti, presentare documenti ed eleggere, anche a scrutinio segreto, i nuovi organi compreso il nuovo segretario, visto che Riccardo Nencini non ripresenterà la sua candidatura.

Ci sono socialisti che scelgono altre strade, altre collocazioni? Liberi di farlo, ma non perché sia loro preclusa la via dell’unità nell’unico partito socialista italiano, per quanto di dimensioni alquanto ridotte, oggi esistente. Al di fuori del Psi cosa c’é? Cos’hanno costruito coloro che in questi anni ci hanno abbandonato? Cominciamo coi tanti che dopo aver fatto parte della Costituente socialista del 2007 hanno levato le tende a seguito della sconfitta del 2008. Dove sono finiti Boselli, Angius, Spini, Grillini (a lui un caldo abbraccio per le sue condizioni di salute assieme al mio grande amico Gianni De Michelis), Zavettieri, Rapisardi, Mancini e potrei continuare. Hanno forse costruito un partito socialista più forte? E che dire di Di Lello e Di Gioia che ci hanno abbandonato dopo essere stati eletti alla Camera grazie al Psi? Neppure ricandidati dal Pd. E Risorgimento socialista, con Bartolomei e Benzoni? Alle ultime elezioni questo movimento ha aderito a Potere al popolo coi neo comunisti. E i compagni di Area socialista, poi Socialisti in movimento, che si aspettavano ben altra disponibilità dalla nuova LeU? Alcuni sono rientrati.

E’ vero, ci sono circoli e associazioni, c’è anche un tentativo di formare un nuovo soggetto politico socialista da parte di qualche compagno che stava con noi e che, dopo l’assemblea di Livorno, ha dato appuntamento alla Mecca socialista di Rimini. L’appello all’unita vale anche per loro, visto che da soli non andranno da nessuna parte, senza nessuno nelle istituzioni nazionali, regionali, locali, senza un progetto chiaro e un soldo per una campagna elettorale. Poi c’è una convinzione illusoria che continua a manifestarsi qua e là. E cioè che esista un popolo socialista, addirittura più consistente fuori dal Psi di quello racchiuso nei suoi confini. Se fosse vero non si capisce perché questo popolo non si sia dato un partito più forte del nostro Psi o perché mai costoro non abbiano votato Psi nemmeno quando i socialisti, come nel 2008, scelsero coraggiosamente di rifiutare i posti nelle liste del Pd correndo in splendida autonomia. Nessuno risponde mai a questa considerazione elementare.

Unità dei socialisti disponibili, dunque, ma non basta. Nei nostri documenti abbiamo proposto un’alleanza europeista, che non si distacca granché dal fronte repubblicano di calendiana memoria. I primi a offrirci la loro disponibilità sono stati i compagni radicali. Parliamo del Partito radicale, che ha sede in via Torre Argentina e dispone della Radio e come lista Pannella del simbolo della Rosa nel pugno, l’unica felice intuizione dello Sdi boselliano. Dovevamo dir di no? Non dovevamo accettare e apprezzare questa apertura verso di noi da parte di compagni che sono stati al nostro fianco anche quando Emma Bonino ci discriminava? Sî ma, si dice, questo non basta. E chi sostiene che basti? La Rosa nel pugno é solo un primo approdo verso un’alleanza più grande, in grado alle Europee di conseguire un risultato soddisfacente. Non é un partito e non è neanche una lista elettorale. E’ una prima unione di soggetti simili verso una nuova unione allargata a partiti e movimenti laici, liberali, libertari, ambientalisti, democratici, verso quella opposizione sociale a questo nefasto governo che ha preso la parola, verso coloro che combattono per gli Stati uniti d’Europa e per un’Italia europea. C’é qualcuno che arriccia il naso? Usi il cervello e ci suggerisca un’idea migliore.

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Commenti all'articolo
  1. … e stavolta sono d’accordo con il percorso che si avvia e che si propone di costruire qualcosa di più ampio e di autenticamente socialdemocratico ed europeista, moderno, capace di comprendere le grandi modificazioni imposte dalla globalizzazione, cercando di governale e di rispondere alle attese, alle aspettative ed ai bisogni delle nostre collettività deluse ed amareggiate dalle sterili promesse demagogiche irrealizzabili e peggio, contrarie ai principi Costituzionali e della Carta Universale dei Diritti, che gli attuali apprendisti stregoni gialloverdi vanno strombazzando. Avanti! Compagni, se non ora quando?!

  2. Se è vero che il segretario attuale del partito non si ricandida e la linea politica individuata è quella suesposta, la naturale candidatura alla guida del PSI resta una sola: quella di Mauro Del Bue.

  3. È ammirevole chi non si arrende di fronte alle avversità e vuole continuare ad onorare una Storia testimoniata da un simbolo e da un nome come quello Socialista.
    Io non mi sono arreso ma non cerco per questo un elogio o una medaglia al valore perché, da quando ho conosciuto la politica, sono già stato gratificato e nutrito da quel lievito che ci hanno tramandato tutti i grandi Personaggi che hanno fatto la Storia non solo del Socialismo ma della stessa Umanità, perché l’Ideale socialista è Umanesimo puro in quanto è nato per liberare l’uomo dalle varie oppressioni sociali.
    Alla soglia degli 85 anni posso dire che i suoi principi ispiratori hanno dato valore, stimoli e riferimenti alla mia vita di uomo e di cittadino.
    Alcune volte siamo giunti a dire che Gesù Cristo è stato il primo vero socialista. Astraendoci da ogni interpretazione clericale è un’offesa alla laicità affermare questo??
    Io ad esempio e penso anche moltissimi socialisti, i primi sentimenti di “amare il prossimo come se stesso” li abbiamo appresi dalla dottrina cristiana.
    Mi sono convinto che i valori socialisti sono ormai divenuti patrimonio comune di una rande maggioranza di cittadini indipendentemente dalla loro adesione ad un Partito socialista, come i valori cristiani non si riducono ai fedeli rappresentati dalla sola Chiesa cattolica.
    Vorrei continuare a sviluppare i concetti che mi hanno spinto in questo commento ma non voglio abusare dello spazio concessomi.
    Carissimo Mauro.
    Quanto hai ricordato oggi, e in molti altri Editoriali, gli accadimenti relativi ai tentativi di ricostruzione dell’Unità dei Socialisti sono reali ma purtroppo per combattere e vincere le battaglie occorrono anche dei condottieri e l’equipaggiamento. Ci mancano entrambi.
    Forse sarebbe opportuno trasformarci in una Fondazione Socialista ed insieme ad altre Fondazioni e Associazioni provare a costruire un’Alleanza per dei valori comuni.
    Mi sembra che il primo grande Partito di ispirazione socialista sia stato quello inglese: ha preso il nome di Labour Party (Partito del Lavoro).
    La stessa parola Socialismo è stata nefastamente utilizzata dal Partito Nazional Socialista di Hitler e da vari Regimi comunisti.
    Se Tangentopoli ha segnato la nostra morte come Organizzazione non ha decretato però i valori del Socialismo che sono vivi nel nostro tessuto sociale e in quello di tutte le Nazioni.
    Pertanto, a chi per gelosia ideologica, antagonismo storico, clericalismo settario dà fastidio accumunare i suoi sentimenti socialisti ad una rappresentanza politica come “Partito Socialista”, tentiamo di offrire la proposta di costruire, sui valori di Socialismo attualmente comuni e diffusi tra i cittadini, un’Alleanza denominata PARTITO DEL LAVORO dato che il Lavoro è la richiesta e il diritto universale che viene rivolta dai cittadini a chi li deve governare.
    A noi che stanno a cuore l’affermazione e la trasformazione di quei valori in realizzazioni concrete, più che rincorrere la forma dovremmo cercare di realizzare la sostanza che, come da te proposta, anche se lodevole non risolve né la questione Socialista né quella Sociale.
    Carissimo Mauro.
    Ti ringrazio per il tuo impegno nel tenere viva questa VOCE SOCIALISTA come l’Avanti che ci permette ancora di poterci esprimere. Un grande e fraterno abbraccio.
    Je suis socialiste

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