martedì, 1 Dicembre, 2020

I calciatori stranieri si dichiarano gay-friendly alla faccia delle “Cassanate”

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Dopo la prima partita giocata dalla nazionale italiana agli Europei 2012, che ha visto il pareggio dell’Italia con la Spagna, che attualmente detiene il titolo di campione del mondo, gli azzurri si apprestano ad affrontare stasera la Croazia. Ma in queste ore a fare il giro del mondo è la polemica sulle dichiarazioni di Cassano, che ieri ha ufficializzato le proprie scuse con un comunicato “correttivo” in cui si è proclamato lungi da qualsiasi pensiero omofobo. Intanto i tifosi degli azzurri non vedono l’ora di vedere la partita che, nonostante la statistica secondo cui nove scommettitori su dieci hanno puntato sulla vittoria della Nazionale, potrebbe rivelarsi meno facile del previsto: domenica la Croazia ha battuto 3 a 1 l’Irlanda del Trap con una doppietta di Mandzukic il “Super Mario” croato. Ma la questione intorno allo scontro di domani non è solo sportiva, in Europa (e nel mondo) si continua a parlare della Nazionale per altri motivi, molto lontani da qualsiasi pronostico o dal calcioscommesse.

LA MULTA DEL 2010 DEL CROATO MARKOVIC – Il dibattito sull’omosessualità nei club sportivi, nel resto del mondo è affrontato da anni dove molte star del calcio di varie squadre (anche coinvolte in questo Europeo 2012) hanno prestato il proprio volto alla lotta contro l’omofobia dimostrandosi gay-friendly nonché privi di qualsiasi pregiudizio. È per questo che la notizia della gaffe di Cassano ha fatto il giro del mondo e gli unici a “beneficiare”, per così dire, della sua dichiarazione sono state proprio le organizzazioni gay che hanno visto nell’apertura del dibatto un’ulteriore strada spianata alla sconfitta del tabù. Intanto riemerge la notizia che nel 2012 ha visto l’allora presidente della Federazione Calcistica Croata Vlatko Markovic sborsare circa 10.000 euro di multa. Markovic dichiarò che solo la gente “normale” poteva far parte della sua squadra: «Finché sarò io a guidare la federazione croata un calciatore gay non potrà giocare di sicuro per la nostra nazionale».

IN UCRAINA: LEGGE CHE VIETA “PROMOZIONI” OMOSESSUALITA’ – La notizia fece scalpore ma adesso sono le dichiarazioni di Cassano a fare il giro del mondo e nel resto d’Europa, anche se nessuno dei giocatori presenti agli Europei di Polonia e Ucraina ha fatto coming-out, si storce il naso: neppure un mese fa il Paese che ospita il prestigioso torneo aveva visto l’annullamento del gay pride di Kiev dopo la proposta del 16 maggio di un comitato parlamentare ucraino che avrebbe proposto una legge che, se approvata dal parlamento ucraino, emenderà una serie di norme riguardanti la protezione della morale pubblica, la stampa quotidiana, l’informazione radiotelevisiva, l’editoria e lo stesso codice penale contro qualsiasi manifestazione che “promuova” l’omosessualità. In Russia il gay pride è stato vietato per il settimo anno consecutivo. Immancabile il confronto di quanto si respira nello spogliatoio della nazionale italiana e quanto avviene tra i colleghi di Cassano all’estero.

GLI ALTRI GIOCATORI EUROPEI – Giusto qualche settimana fa Olivier Giroud, attaccante della nazionale francese e sposato da qualche anno con una donna, è apparso in scatti sexy per il settimanale gay Têtu e nell’intervista, che titolava “Non ho tabù” aveva dichiarato di essere felice di poter prestare la propria immagine all’interno della campagna contro l’omofobia. Ma sono moltissimi i giocatori che con non chalance hanno negli anni affrontato il tema, come Gerard Pique fidanzato da anni con la cantante sudamericana Shakira ma che qualche anno fa era finito su tutti i giornali scandalistici per presunti atteggiamenti amorosi con Zlatan Ibrahimovic. Ai tempi Pique si era semplicemente dichiarato gay friendly aggiungendo che di gay nel calcio ce ne sono ma che tacciono per mantenere la propria immagine in quell’ambiente macho dove gli stessi sportivi omosessuali subirebbero pressioni psicologiche dal clima circostante. Intanto si aspetta il match di stasera, augurandoci che il calcio italiano torni a fare parlare di sé per i propri goleador piuttosto che per spiacevoli episodi.

Vittoria de Petra

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