sabato, 4 Aprile, 2020

40 anni dalla 194. Locatelli: “C’è ancora da lottare”

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194Quarant’anni e non sentirli. La legge 194 che ha decriminalizzato e disciplinato le modalità di accesso all’aborto è ancora sotto attacco. Dopo l’approvazione il 22 maggio 1978 la 194, già nel maggio del 1981 viene sottoposta a voto referendario dal quale esce, per fortuna, indenne.
Il Psi, insieme agli altri partiti laici, soprattutto i Radicali, condusse una vera e propria battaglia per poter riconoscere il diritto per le donne all’interruzione volontaria di gravidanza. Già nel 1971, il 7 giugno, viene presentato il primo progetto di legge dai senatori socialisti Arialdo Banfi, Piero Guido Caleffi e Giorgio Fenoaltea. Ad ottobre viene presentato alla camera, sempre a firma socialista, un altro progetto. Ma le due proposte non vennero nemmeno discusse. In particolare si vide negli anni a venire un braccio di ferro tra la Dc e il Pci, quest’ultimi spaventati dal rinvigorimento dei socialisti e dei Radicali dopo il referendum sul divorzio.
In quegli stessi anni due donne socialiste si distinsero per le continue battaglie per le donne e l’interruzione volontaria di gravidanza, Margherita Boniver, che fece da raccordo e dialogò continuamente con i movimenti femministi e Maria Magnani Noya, avvocato penalista ricordata soprattutto per il suo impegno per il nuovo diritto di famiglia.
“Il principio dell’autodeterminazione della donna è irrinunciabile”, ha affermato Pia Locatelli, Presidente Onoraria dell’Internazionale Socialista Donne e sulla legge 194 dice: “Va difesa, ma implementata. Ad oggi non è stata fatta alcuna prevenzione in tal senso”, e aggiunge: “Il principio di obiezione va difeso, ma sta creando un circolo vizioso di problemi, l’aumento della percentuale di obiettori fa sì che gli unici medici a non esserlo finiscano con il praticare solo aborti, portando molti di loro a dichiararsi obiettori”. Poi spiega che “il solo che ha tentato di far fronte a queste criticità è stato Zingaretti con bandi appositi per garantire questo diritto alle donne”.
Pia Locatelli ha anche fatto sapere che oggi parteciperà alla manifestazione a Bergamo per difendere la 194 (Via XX settembre – spazio Regione).

Aborto. Pisani (Portavoce Psi), si applichi la l.194, garantire negli ospedali medici non obiettori con un albo pubblico

“Oggi – ha aggiunto la portavoce del Psi, Maria Cristina Pisani – ricorrono esattamente 40 anni della 194 eppure il rischio di una mancata applicazione della legge stessa, dovuta soprattutto all’altissimo numero di medici e paramedici obiettori di coscienza che in alcune regioni raggiunge quasi il 100%, è altissimo. Per questo – ha detto ancora – dobbiamo continuare a chiedere una applicazione completa e appropriata della 194, per sensibilizzare l’opinione pubblica su alcuni temi quali la contraccezione gratuita e l’aborto farmacologico, per garantire nei nostri ospedali pubblici la presenza di almeno un 50% di non obiettori creando un albo pubblico, per l’elaborazione di una legge quadro che definisca e regolamenti l’obiezione di coscienza, derogando al blocco dei turnover nelle Regioni dove i servizi di interruzione volontaria di gravidanza sono scoperti”.

La portavoce del Psi ha ricordato che “proprio nei giorni passati sui muri di Roma e di altre città sono apparsi manifesti che attribuiscono i femminicidi alla libera scelta della donna di interrompere una gravidanza. Come Psi contrasteremo con ogni azione campagne discriminatorie e lesive dell’immagine della donna e dei suoi diritti, tra cui quello di scegliere liberamente sul proprio corpo” – ha concluso Pisani.

Roma, 22 maggio 2018

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