domenica, 26 Maggio, 2019

A capo dell’Inps al posto di Boeri il fedelissimo di Di Maio

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Il Movimento cinque stelle aveva sempre denunciato lo scambio e il ricambio di poltrone dei vecchi partiti, ma ora che si trova al Governo si è istituzionalizzato e ha provveduto in diverse occasioni a promuovere i ‘suoi’ a discapito della tanto decantata meritocrazia. Il 15 febbraio è scaduto il mandato di Tito Boeri, presidente uscente dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, che gestisce le pensioni degli italiani per centinaia di miliardi all’anno e altre aree vitali dell’assistenza e il M5S ha voluto Pasquale Tridico, già stato indicato dal leader del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio come ministro del Lavoro e del Welfare di un eventuale governo pentastellato. Dopo il caso Diciotti in cui il M5S ha dato prova di fedeltà agli alleati del Nord, ora è il Movimento Cinque Stelle a spuntarla, collocando il proprio favorito alla guida dell’istituto nazionale di previdenza sociale, non solo un fedele al partito ma anche un protagonista dell’attuazione del programma M5S. Tridico è infatt il ‘padre’ del reddito di cittadinanza e su di esso dovrà vigilare nei prossimi quattro anni.
Tridico in passato ha criticato anche la politica monetaria espansiva di Fed e Bce perché “il Qe ha favorito le speculazioni rispetto agli investimenti produttivi, impedendo l’effetto Keynes”. Infine sulla sua ‘creatura’, il reddito di cittadinanza, meno di un mese fa spiegava che “l’impatto macroeconomico può essere di notevole importanza, sia sull’efficienza del mercato del lavoro, in termini di aumento di occupazione e produttività, sia su alcuni aspetti macroeconomici che riguardano il moltiplicatore dei consumi, l’output gap e il recupero di spazio fiscale nel bilancio”.
Professore di Economia politica all’Università di Roma Tre, 43 anni, ha un buon curriculum di economista accademico, con ripetute esperienze in altri Paesi europei, ma nell’Inps da alcuni viene considerato sprovvisto di un’esperienza di gestione sufficiente a prendere il controllo di una macchina sempre più complessa.
L’Inps saluta proprio in questi giorni Tito Boeri, economista che si è scontrato non solo con questo Esecutivo, ma anche con le iniziative in ambito economico dell’ex presidente Renzi.

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