lunedì, 27 Maggio, 2019

A Christmas Carol con Roberto Ciufoli in scena al Quirino di Roma

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Londra, vigilia di Natale 1843. Il vecchio finanziere Ebenezer Scrooge, avaro, egoista e scorbutico rifiuta l’invito a cena del nipote Fred e del suo fedele impiegato, mal retribuito, Bob Cratchit. Dopo aver cacciato in malo modo tre uomini che gli chiedono un contributo per i bisognosi, Scrooge chiude l’ufficio e si reca solitario alla sua dimora. Al suo rientro, riceve la visita dello spirito di Jacob Marley, suo vecchio socio, morto sette anni prima, proprio la notte della vigilia di Natale. Lo spirito di Marley gli appare avvolto da pesanti catene, che sono conseguenza dell’avidità e dell’egoismo perpetrati mentre era in vita. Scrooge, spaventato, chiede al vecchio socio come poter evitare che gli accada la stessa sorte e Marley gli rivela di essere ancora in tempo per mutare il suo destino: gli annuncia la prossima visita di tre spiriti, quello del Natale passato, del Natale presente e quello del Natale futuro. Riusciranno i tre spettri riusciranno a mutare l’indole meschina ed egoista di Scrooge ed a fargli capire che l’attaccamento alle sole cose materiali è sbagliato?

Dopo un lungo tour nazionale di 16 tappe, il coinvolgente musical A Christmas Carol approda al Teatro Quirino di Roma, con ben sei date di programmazione. Adattata dal celebre romanzo Canto di Natale di Charles Dickens, pubblicato nel 1843, l’opera vede un bravo Roberto Ciufoli nei panni del protagonista Scrooge.

Costruito come atto unico della durata di circa novanta minuti, l’opera in scena al Quirino è accompagnata dalle meravigliose musiche del compositore statunitense Alan Menken, per la prima volta presentate in Italia. Tutti i brani, adattati da Gianfranco Vergoni nella versione italiana con la direzione musicale di Gabriele de Guglielmo, sono rigorosamente cantati dal vivo, anche quelli in coro.

La Compagnia dell’Alba è composta da oltre venti attori e questo contribuisce a rendere molto entusiasmante lo spettacolo, in cui il recitato si alterna ai canti in italiano ed alle brillanti coreografie. Veloci i cambi scenografici, nel migliore stile dei musical, che conducono lo spettatore ora nella piazza di Londra, ora nella casa di Scrooge, ora in un cimitero… Assolutamente coerenti i costumi storici che richiamano l’Inghilterra di metà Ottocento, con punte di ironia e di fantastico quando ad apparire sulla scena sono gli spettri. Non mancano effetti speciali che contribuiscono a tenere vigile l’attenzione degli spettatori.

Come spiega il regista, nonché coreografo, Fabrizio Angelini, il personaggio di Scrooge, al di là del semplice racconto e del significato intrinseco della novella dickensiana, potrebbe essere facilmente ricondotto ad una certa tendenza del mondo di oggi: quella di isolarsi, di non tener conto degli altri, dell’indifferenza, dell’essere asociali, pur nell’epoca dei social. Tra un’umanità che va sempre più in fretta, oggi si tende spesso a rinchiudersi nel proprio guscio, nel proprio mondo, con il proprio cellulare e i propri auricolari, per isolarsi da tutto e da tutti. Ecco dunque che il monito del defunto amico Marley, che appare a Scrooge nelle vesti di uno spettro proprio per suggerirgli un cambiamento nella sua vita e nel suo carattere, dovrebbe essere un monito per tutti noi, verso un atteggiamento che guardi maggiormente alla tolleranza, all’accoglienza, agli altri.

Un messaggio così forte non può che divenire vincente e positivo per farci riflettere, sia pure all’interno di una cornice divertente e di intrattenimento, su quanto una maggiore apertura verso gli altri potrebbe cambiare e migliorare le nostre vite. Spettacolo dunque divertente e che stimola la riflessione, adatto ad un pubblico di giovani ed adulti. Repliche al Teatro Quirino di Roma fino al 13 gennaio.

Al. Sia.

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