martedì, 29 Settembre, 2020

A Istanbul torna la calma dopo la notte più violenta. Tensione altissima nel Paese

0

Turchia-idrantiUna mattinata di calma apparente quella di Istanbul dopo la notte più violenta dall’inizio delle proteste contro il premier islamico Recep Tayyip Erdogan che stanno sconvolgendo la Turchia. Una calma precaria vigilata da migliaia di poliziotti che presidiano in assetto da guerra la piazza Taksim, riconquistata dalle forze antisommossa nel cuore della notte dopo otto ore di durissimi scontri che hanno fatto 200 feriti. Violenti incidenti si sono registrati anche ad Ankara. Ad Istanbul rimane occupato dai manifestanti solo il simbolo della rivolta, il piccolo Gezi Park, vicino a Taksim, contro la cui distruzione, programmata per fare posto a un centro commerciale, erano scattate le prime manifestazioni due settimane fa.
IL “SULTANO” RICEVE LA DELEGAZIONE – Intanto Erdogan, che ieri aveva annunciato “tolleranza zero” contro i manifestanti, definendoli “vandali” e “terroristi”, riceverà nel pomeriggio una delegazione che dovrebbe rappresentare le ragioni della protesta. Ma, i manifestanti negano che la delegazione sia rappresentativa poiché i veri leader del movimento anti-Erdogan, sosotengono, non sono stati invitati. La Piattaforma che riunisce i 116 movimenti aderenti alla protesta ha detto di non essere stata convocata accusando il governo di avere scelto delegati di comodo.

SITUAZIONE INCANDESCENTE – La situazione nel paese rimane comunque incandescente. I ribelli, che chiedono le dimissioni di Erdogan, hanno annunciato che continueranno a manifestare. Da tutto il mondo, nel frattempo, piovono nuove condanne per la violenza delle forze di polizia turche contro i dimostranti. La Casa Bianca ha espresso preoccupazione, esigendo il rispetto della libertà di espressione, di assemblea e di associazione, e lanciando un appello affinchè la Turchia, primo paese al mondo per numero di cronisti imprigionati, si doti di «una stampa libera e indipendente».

LA CONDANNA UNANIME – Condanna anche da parte del Consiglio d’Europa che ha parlato di «violenza inaccettabile»: il governo tedesco si è detto «turbato» dalle immagini di Taksim, e il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, a Berlino ha detto che la Cancelliera «segue con grande preoccupazione» l’escalation della situazione in Turchia. «Solo il dialogo può servire a calmare la situazione in modo duraturo», ha aggiunto. L’organizzazione di difesa dei diritti umani Amnesty International ha parlato di «violenza brutale e vergognosa». Il leader dell’opposizione turca il socialdemocratico Kemal Kilicdaroglu, che si è schierato con i giovani manifestanti definendo Erdogan «un dittatore», ha lanciato un appello al capo dello stato, Abdullah affinché convochi un vertice di tutti i leader politici per fare calare la tensione e fermare la violenza. Intanto l’Autority televisiva nominata dal governo Erdogan ha deciso di multare la tv d’opposizione “Haklk”, la sola che abbia trasmesso in diretta dall’inizio la protesta, censurata secondo i manifestanti dalle grandi tv su pressione del premier. Nelle motivazioni della condanna si legge che la trasmissione delle immagini in diretta avrebbe «danneggiato lo sviluppo fisico, morale e mentale di bimbi e giovani».

SOLIDARIETA’ AGLI AVVOCATI ARRESTATI IERI DAI COLLEGHI ITALIANI – E dopo l’arresto di decine di avvocati avvenuto ieri all’interno di un tribunale turco, segretario generale dell’Associazione nazionale forense italiana, Ester Perifano, ha espresso solidarietà «e vicinanza agli avvocati turchi arrestati, colleghi che sono scesi in piazza per difendere i manifestanti di piazza Taksim a Istanbul. È una pessima notizia per la democrazia turca e per il principio di indipendenza della giustizia dal potere politico. Bene ha fatto il ministro degli Esteri Bonino durante l’informativa alla Camera a stigmatizzare questi fatti, tanto più gravi perché occorsi in un paese, la Turchia, che nel sentire comune è considerato come europeo». L’Associazione nazionale forense invierà alla rappresentanza diplomatica turca presente in Italia una nota di protesta per i gravi fatti accaduti.

Roberto Capocelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply