lunedì, 3 Agosto, 2020

Abbattere divario nord sud. Spendere i fondi, subito e bene

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Il gap tra nord e sud si è ulteriormente allargato negli ultimi anni, nel silenzio sconcertante della politica. I numeri parlano sempre chiaro. Negli ultimi venti anni la differenza dei fondi stanziati per il nord e il sud d’Italia ci consegna una cifra incredibile: circa cinquecento miliardi, a favore del centro nord naturalmente. Lo Stato, insomma, ha abbattuto il volume degli investimenti pubblici per il mezzogiorno d’Italia. Un divario esorbitante che ha inevitabilmente danneggiato il meridione in settori strategici e cruciali per lo sviluppo del Paese.

 

A partire dalle infrastrutture: l’alta velocità per gran parte del territorio è ancora un miraggio insieme alla copertura della fibra che consentirebbe invece di facilitare le connessioni e le comunicazioni, oggi ancora troppo difficili. Il recovery fund potrebbe abbattere il divario tra nord e sud e rappresentare la chiave di volta per invertire la tendenza degli ultimi venti anni sulla distribuzione dei fondi. Di certo è necessario che la classe politica del meridione si assuma la responsabilità delle proprie azioni. Se la gestione dei fondi del recovery fund sarà manipolato come i fondi europei che vengono gestiti esclusivamente dalle regioni, allora sarà un fallimento annunciato. Il piano di spesa sui fondi del Recovery fund, che il Governo dovrà approntare entro metà ottobre, inevitabilmente dovrà coinvolgere tutte le istituzioni – a partire dal Parlamento, passando per le regioni e i comuni – e dovrà creare un sistema integrato di sviluppo e di riforme che rimetta in carreggiata l’economia italiana. I fondi, però, non dovranno perdersi nei mille rivoli della burocrazia italiana, ma dovranno essere gestiti (specialmente la parte dedicata alle infrastrutture) con una procedura semplificata che garantisca velocità nelle autorizzazioni e nei pagamenti.

 

Tutto questo, come sappiamo, avverrà solo a metà del prossimo anno, quando i fondi entreranno nelle casse dello Stato e dopo che la Commissione Europea avrà approvato (con buona pace del Consiglio Europeo e dei paesi nordici) il piano di spesa italiano del Recovery fund. Passaggi non proprio facili, ma che dobbiamo superare.

Enzo Maraio

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