mercoledì, 23 Ottobre, 2019

Abusivismo, Senato approva ddl Falanga
Di Lello: “Una vergogna”

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Abusivismo-DiLello«Una cosa vergognosa». Così Marco Di Lello, presidente dei deputati socialisti e a lungo assessore campano all’urbanistica, ha definito il “ddl Falanga” sull’abusivismo edilizio approvato a Palazzo Madama. Una norma criticatissima dagli ambientalisti, Legambiente in prima fila, che la ritiene “una legge furba, che garantisce un argomento in più a chi vuole salvare le case abusive”. «Che chi, come Forza Italia, si è fatto paladino degli abusivisti campani che hanno cementificato in spregio alle regole in un area a fortissima pericolosità sismica vulcanica e idrogeologica, avrebbe provato a pagare il prezzo dello scambio elettorale delle scorse politiche, era purtroppo prevedibile: che lo facciano i senatori del Pd è incomprensibile», ha detto Di Lello commentando il voto del Partito Democratico in merito al ddl che stabilisce i criteri di priorità per le demolizioni degli immobili abusivi, all’ordine del giorno del Senato.

Nello stesso PD si era prodotta una frattura quando il capogruppo Democratico, Luigi Zanda, ha chiesto alla presidente di turno, Linda Lanzillotta, di far slittare il voto finale sulla questione poiché era «emersa la necessità nel Pd di un confronto interno». Di fronte alla richiesta, la presidente ha preso atto del «venir meno di un’intesa informale» sul provvedimento e ha annunciato il rinvio del voto sul provvedimento all’inizio della ripresa della seduta dell’Aula. Nonostante le resistenze, alla fine i democratici si sono decisi ad approvare il provvedimento con 189 “si”, 61″no” e 7 astenuti. Il ddl sarà ora posto al vaglio della Camera.

I dissensi sul provvedimento sarebbero arrivati da pochi senatori appartenenti a diverse aree del partito di Matteo Renzi. La spaccatura sul provvedimento si era determinata a seguito della richiesta di chiarimenti di alcuni senatori, che avevano accolto le obiezioni provenienti dalle associazioni ambientaliste, che ieri avevano messo in guardia sulla possibilità che il ddl si trasformasse in una sorta di condono occulto degli immobili abusivi.

 Nel corso dell’assemblea, in cui sono stati pochi gli interventi, Zanda avrebbe ricordato il lungo lavoro svolto per esaminare il ddl e il voto unanime della commissione Giustizia.

«Dopo anni di impegno contro l’abusivismo proprio nei giorni in cui frane e terremoti evidenziano la fragilità del nostro territorio si approva un condono mascherato» ha aggiunto Di Lello che si è detto letteralmente «basito» di fronte a quanto stava accadendo.

Parole che trovano eco anche in una nota congiunta i senatori di Sinistra Ecologia Libertà, Loredana De Petris, presidente Gruppo misto-SEL e Massimo Cervellini, vicepresidente Commissione Lavori pubblici: «Sembrano già dimenticate frane e alluvioni che hanno devastato il nostro Paese: nel Ddl Falanga, dietro un titolo fuorviante, che mira ad abbattere gli immobili abusivi nella Regione Campania, si cela in realtà l’ennesimo condono edilizio, volto a perpetrare l’abusivismo. Per questo opponiamo il nostro inamovibile no», hanno detto i senatori di SEL.

Secondo gli esponenti vendoliani, infatti, «la proposta contenuta nel provvedimento di un elenco di priorità vincolanti, sottoposte in modo così rigido invece di aiutare un processo di selezione dei manufatti da demolire, diventa un vero e proprio ostacolo per l’azione della magistratura, che, prima di poter intervenire, dovrebbe classificare tutti gli immobili abusivi: un lavoro enorme e farraginoso per ritardare sine die le demolizioni più urgenti e per mascherare quello che si configura come un vero e proprio condono edilizio, l’ennesimo. Non possiamo tollerare l’aleggiante pericolo di una sanatoria: Sel ha sempre manifestato dura opposizione ad ogni proposta di condono nazionale e locale, impegnandosi ad arginare i danni ambientali causati dal selvaggio abusivismo edilizio. Con questo Ddl si continua invece a procedere sulla linea della peggiore tradizione italiana per bloccare ogni iniziativa mirata a tagliare quella speculazione che – hanno concluso De Petris e Cervellini – ha distrutto parte della Campania nelle sue aree più pregiate».

Redazione Avanti!

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