giovedì, 9 Aprile, 2020

Addestriamo dei cani anti-banchieri

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Dunque, davvero è ora di fuggire con la cassa del reggimento per quegli ufficiali venduti alla finanza che, arricchendosi, hanno condannato la classe media d’Europa all’impoverimento.
Certo, non siamo più ai tempi del 1789, quando a Parigi scoppiò quel pandemonio che si placherà definitivamente solo col Congresso di Vienna e circa 24.000 teste ghigliottinate. Oggi, non solo siamo più civili, ma anche generosi, strapperemo solo le stellette ai generali e li spediremo in esilio in quei Paesi del mondo dove la vita, anche da ricchi, non sarà facile per loro. Aver condannato in maniera così becera le generazioni future all’impoverimento meriterebbe una pena più severa, ma non intendiamo più perdere tempo e risorse per questi esseri spregevoli.

Il primo messaggio doveva arrivare dalla nomina del successore di quel Juncker, il quale già nel novembre 2014 ci raccontava della determinata volontà di svuotare le tasche degli europei, con la brutalità e l’arroganza di quella finanza spregiudicata che ha lasciato oltre 100 milioni di cittadini europei nel pantano.

Ecco, la prima decisione del Presidente d’Europa avrebbe dovuto essere quella di amnistiare tutti i debiti inesigibili che i poveracci hanno contratto con le banche che li perseguitano da lungo, troppo, tempo. Non è legale – subito qualcuno griderà! Certo che lo è, basta votarla e rilanciare l’economia produttiva mettendo al bando quella speculativa che si potrà continuare a fare, ma pagando il 50% di imposte in tutti i Paesi dell’Unione.
Altro come oggi che, con il gioco delle tre carte, tra Lussemburgo, Svizzera e Paesi accondiscendenti non versano un centesimo nelle case dei rispettivi Stati dove hanno sempre preso senza mai dare nulla!

Per troppi anni, abbiamo subito la sciocchezza che per sfamare i poveri i ricchi devono diventare più ricchi. Il liberismo ha fallito proprio sulle sue fondamenta: per dare sollievo ai miserevoli bisogna far pagare le tasse alle multinazionali e ai milionari…altro che brutalizzare sempre le piccole botteghe, gli artigiani, i piccoli imprenditori e i professionisti!

Però, pensandoci, c’è una categoria che metaforicamente vorrei vedere sfilare con le mani legate alle sponde del carretto: mi riferisco a quella dei banchieri che, vestiti di stracci puzzolenti, se ne stanno andando verso i paradisi fiscali con i tesori nascosti nel deretano. Come i trafficanti di droga che la ingoiano per passare le frontiere.

Ma sì, che venga addestrata una nuova razza della Cinofila, specificamente anti-banchieri!

Angelo Santoro

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Angelo Santoro

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