domenica, 23 Febbraio, 2020

Addio a Black Mamba. Una tragedia per il mondo del basket

0

Una tragedia ha sconvolto il mondo dello sport e del basket: Kobe Bryant ha perso la vita a 42 anni. L’elicottero su cui volava è precipitato ed ha preso fuoco. Per Kobe e per le altre quattro persone che erano con lui non c’è stato niente da fare.

Kobe aveva vissuto per il basket un amore grande ed il mondo del basket lo aveva ricambiato con altrettanto amore e tanta, tanta ammirazione.

E’ famosa la lettera che Bryant dedicò al basket poco prima di abbandonare il parquet, che crediamo sia bello trascrivere ancora

Caro basket,
dal momento in cui ho cominciato ad arrotolare i calzini di mio padre
e a lanciare immaginari tiri della vittoria nel Great Western Forum
ho saputo che una cosa era reale: mi ero innamorato di te
Un amore così profondo che ti ho dato tutto
dalla mia mente al mio corpo
dal mio spirito alla mia anima.
Da bambino di 6 anni
profondamente innamorato di te
non ho mai visto la fine del tunnel.
Vedevo solo me stesso
correre fuori da uno.
E quindi ho corso.
Ho corso su e giù per ogni parquet
dietro ad ogni palla persa per te.
Hai chiesto il mio impegno
ti ho dato il mio cuore
perché c’era tanto altro dietro.
Ho giocato nonostante il sudore e il dolore
non per vincere una sfida
ma perché tu mi avevi chiamato.
Ho fatto tutto per te
perché è quello che fai
quando qualcuno ti fa sentire vivo
come tu mi hai fatto sentire.
Hai fatto vivere a un bambino di 6 anni il suo sogno di essere uno dei Lakers
e per questo ti amerò per sempre.
Ma non posso amarti più con la stessa ossessione.
Questa stagione è tutto quello che mi resta.
Il mio cuore può sopportare la battaglia
la mia mente può gestire la fatica
ma il mio corpo sa che è ora di dire addio.
E va bene.
Sono pronto a lasciarti andare.
E voglio che tu lo sappia
così entrambi possiamo assaporare ogni momento che ci rimane insieme.
I momenti buoni e quelli meno buoni.
Ci siamo dati entrambi tutto quello che avevamo.
E sappiamo entrambi, indipendentemente da cosa farò,
che rimarrò per sempre quel bambino
con i calzini arrotolati
bidone della spazzatura nell’angolo
5 secondi da giocare.
Palla tra le mie mani.
5… 4… 3… 2… 1…
Ti amerò per sempre,
Kobe

Quando nel 2016 Kobe Bryant smise di giocare i mitici Los Angeles Lakers, dove Kobe aveva militato per oltre venti anni, decisero di ritirare entrambe le maglie indossate nel corso della sua grande carriera: la numero 8, quella degli inizi e la numero 24.

Kobe Bryant aveva vinto tanto, 5 titoli Nba ed una medaglia d’oro alle Olimpiadi del 2008 a Pechino.
Una volta segnò 81 punti in una sola partita, davvero una serataccia per gli avversari dei Toronto Raptors.

Lo chiamavano The Black Mamba, il soprannome se lo era scelto da solo e nessuno ha mai osato cambiarlo. Come un Black Mamba sul terreno di gioco era implacabile e trovava sempre la via per vincere. Amava l’Italia. Da piccolo aveva vissuto a Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia; seguendo il padre Joe, discreto giocatore di basket che aveva lasciato l’NBA per cercare fortuna in Italia.

Il luogo dove l’elicottero è precipitato si chiama Calabasas, una parola degli indiani Chumash che significa “dove volano le oche selvagge”. Purtroppo Kobe non volerà più.

Ciao Kobe, addio Black Mamba.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply