domenica, 21 Luglio, 2019

ADDIO A GIANNI DE MICHELIS

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“Oggi i socialisti italiani hanno perso un grande compagno. È con il cuore colmo di tristezza che esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Gianni De Michelis e con affetto ci uniamo al dolore dei suoi familiari”. Così in un post su Facebook, il segretario del Psi, Enzo Maraio, non appena appresa la scomparsa di Gianni De Michelis, già dirigente del Psi di lungo corso. Aveva 78 anni.
Malato da tempo, De Michelis negli ultimi anni ha vissuto a Venezia con suo figlio. De Michelis è stato deputato per più legislature con il Psi ed europarlamentare con il Nuovo Psi, nonché Presidente onorario dell’Aspen Institute. In quegli anni ha ricoperto diversi incarichi nei governi di Cossiga, Forlani, Spadolini, Fanfani, Craxi, De Mita e Andreotti.

Nato a Venezia laureato in Chimica industriale, è stato docente universitario. La sua carriera politica inizia nel 1964. Nel 1969 diviene componente della direzione socialista e poi responsabile nazionale dell’organizzazione del partito. Dal 1976 al 1993 è stato deputato del Psi, più volte ministro: alle Partecipazioni statali, poi ministro del Lavoro e della previdenza sociale durante i due governi presieduti da Bettino Craxi. È stato vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri.
Da ministro degli Esteri, De Michelis ha  affrontato la caduta del muro di Berlino nel 1989 e l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq il 2 agosto 1990.

“Voglio ricordare – ha aggiunto Maraio – due tratti caratteristici di Gianni: l’amore per la cultura che definiva ‘il petrolio dell’Italia’ e il suo incrollabile europeismo. Colto, dall’intelligenza acuta e raffinata”. “ A Gianni De Michelis, che da ministro degli Esteri, ha firmato per l’Italia l’adesione al trattato di Maastricht, dedicheremo quest’ultimo tratto di campagna elettorale nel solco del suo sogno di un’Europa unita e in pace”- ha concluso.

“È morto Gianni De Michelis. È stato un grande ministro degli Esteri. L’Europa gli deve molto, la sua visione del ruolo dell’Italia nel mediterraneo e nei Balcani è tutt’oggi valida. Lasciate stare i capelli lunghi. Era un politico colto, coi fiocchi”, scrive Riccardo Nencini, presidente del CN del Psi e senatore socialista, rimarcando infatti l’intelligenza di un uomo che si è trovato ad affrontare come ministro del Lavoro la sfida dell’annullamento della Scala mobile e come ministro degli Esteri la crisi dell’Europa post comunista. Un politico che aveva capito quanto fosse importante la cultura, “il vero petrolio dell’Italia”, come disse lui stesso e come tentò più volte di farlo capire anche agli altri.

“Gianni è stato per tanti di noi un maestro politico, un uomo di Stato, un Socialista Democratico di valore. Con animo pieno di dolore ho appreso la sua scomparsa”, scrive Bobo Craxi su Facebook, figlio dello statista a cui De Michelis fu sempre vicino e fratello di Stefania, con la quale l’ex ministro degli Esteri aveva fondato un nuovo partito.

Ma Gianni De Michelis non era solo questo, in un periodo in cui la politica e gli uomini delle Istituzioni si riconoscevano per la loro austerità che rasentava il bigottismo, De Michelis riuscì a dare un po’ di colore a una politica ingessata e fuori dal vissuto quotidiano. Il ministro di Andreotti e Craxi non è stato solo il brillante autore di opere come “Il piano del Lavoro” e “La lunga ombra di Yalta”, ma anche “Dove andiamo a ballare stasera?”. Con il grande merito di mettere in luce l’uomo dietro il politico. E infatti non è un caso che resta uno dei politici più conosciuti della Prima Repubblica

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Riguardo l'Autore

1 commento

  1. Mario Mosca on

    Quanta tristezza nel leggere della scomparsa di colui che è stato forse il ministro degli esteri più colto e prestigioso degli ultimi tre o quattro decenni. Condoglianze ai familiari.
    Mario Mosca.

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