venerdì, 22 Novembre, 2019

Addio a Filippo Penati, compagno di ‘sventure’ giudiziarie

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Lascia la famiglia, la sua Milano e la sua grande passione: la politica. Filippo Penati aveva solo 66 anni e il cancro lo ha logorato e ucciso, così come una parte di quei compagni che lo abbandonarono e lo delusero quando lui finì nell’occhio del ciclone dei magistrati. Fu sindaco della ‘Stalingrado’ Sesto san Giovanni per ben due mandati, arrivando alla presidenza della Provincia di Milano, ma nel 2011 iniziarono i suoi guai giudiziari, si parlava di un presunto sistema di tangenti, il cosiddetto “sistema Sesto”, per cui è stato assolto e in parte prescritto. Le accuse: corruzione e finanziamento illecito ai partiti.
Nel 2017, dopo l’assoluzione in primo grado venne assolto per la seconda volta dalla Corte d’appello, insieme agli altri componenti della giunta provinciale. Ma l’accanimento giudiziario nei suoi confronti non terminò allora, ad agosto la Corte dei Conti della Lombardia lo condannò in appello, insieme ad altre 11 persone per la vicenda della compravendita del 15% delle azioni della Milano-Serravalle dal gruppo Gavio che risale al 2005. Fu allora che Penati parlò della sua malattia e lamentò anche l’abbandono da parte del suo ex Partito che aveva sempre servito. Una “profonda amarezza”, aveva detto.
“Ho appreso della scomparsa prematura del Compagno Penati già Presidente della Provincia di Milano.
Colpito dalle iniziative giudiziarie che lo hanno estromesso dalla vita politica probabilmente non ha retto al grave stress procurato”, ha detto Bobo Craxi, responsabile Esteri Psi.
“Ho collaborato con lui ai tempi della Campagna Expo ed abbiamo spesso interloquito proficuamente sul futuro della sinistra e sul passato che vide un’intensa collaborazione fra Socialisti e Comunisti nella
Città di Sesto San Giovanni”, dice Bobo Craxi e conclude: “Sono vicino alla sua famiglia ed ai compagni che non lo hanno abbandonato in questi anni difficili”.
I figli di Penati, Simone e Ilaria, chiedono riserbo e rispetto del loro dolore e soprattutto il rispetto della sua volontà di andarsene “senza notizia e senza clamore”. I funerali, per volere dello stesso Penati, avverranno in forma strettamente privata.

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