domenica, 22 Settembre, 2019

ADDIO WELFARE

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La risposta del governo italiano alle richieste della Commissione europa è partita dal Mise alla volta di Bruxelles per rassicurare sul debito del nostro Paese cresciuto in maniera eccessiva. Un risposta in cui si prevede sostanzialmente il taglio delle spese in tema di Welfare. Inoltre le colonne portanti del governo, quota 100 e reddito di cittadinanza, verrebbero depotenziati. Un altro stop è quello alla flat tax in deficit. Sono alcuni dei punti della lettera che il ministro dell’economia Tria ha predisposto in risposta alla missiva inviata da Bruxelles mercoledì. La parte maggiore dei tagli saranno quelle per le “politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022”. Risparmi comunque non immediati ma per accontentare in qualche modo la Commissione.

Nel giorno della risposta del Governo alla lettera dell’Ue, lo spread è risalito a 290 punti base.
La Lega punta di nuovo sul condono per completare la ‘pace fiscale’. Il partito guidato da Matteo Salvini è pronto a riproporre all’interno del suo pacchetto fiscale, magari anticipando la misura già nel decreto crescita, la cosiddetta ‘dichiarazione integrativa speciale’, già tentata con la manovra ma poi saltata per la contrarietà del Movimento 5 Stelle che dopo la sconfitta elettorale si preoccupa di una verifica della ‘leadership’.

Forte del recente successo elettorale, la misura sarebbe riproposta tale e quale, con la possibilità di fare emergere fino a 100 mila euro e comunque non oltre il 30% di quanto già dichiarato pagando un forfait del 20%. Il Carroccio stringe anche sulla Flat Tax. Il vicepremier leghista ha affermato: “Mi premurerò di portare la discussione sulla flat tax per imprese e famiglie nel prossimo Consiglio dei ministri, quando sarà convocato”. Poi, ha rilanciato anche sulla Tav: “I nostri contatti con Ue dicono possono arrivare buone notizie sugli investimenti, le grandi opere, la Tav. Se la quota di partecipazione di investimento dell’Ue dovesse aumentare fino al 55 per cento sarebbe evidente che diventerebbe vantaggioso completare una opera fondamentale. Se da Bruxelles verranno confermate le voci, ci saranno altre centinaia di milioni di euro”.

Ieri sera a Dritto e Rovescio su Rete 4, Salvini ha detto: “Cosa rispondiamo alla letterina dell’Ue? Che lo Stato incassa di più e spende di meno, l’economia è ripartita, con misure come quota 10 che è quella che mi piace di più. Rispondiamo di stare tranquilli e continuiamo a lavorare. Certo non aumenteremo l’Iva e le tasse, ce lo possono chiedere quanto vogliono”.
Sulla Tav, Salvini ha aggiunto: “Come previsto dal contratto di governo il progetto è stato rivisto, si risparmiano miliardi, si riduce l’impatto ambientale, non esiste dire un no pregiudiziale. Il voto di domenica dell’Italia è stato un voto per il sì. L’unica cosa che non farò è tirare a campare. Se sto qui a fare le cose bene, sennò non starò qui a scaldare la poltrona. Ma se si lavora bene con questo governo vado avanti quattro anni, se invece nelle prossime settimane, nei prossimi due mesi i cinque-stelle dicono no qui e là non si va da nessuna parte. Ma io sono fiducioso”.

Dunque, Salvini tiene sotto scacco Di Maio ed il M5S. Ieri, dopo l’incontro al Mef con il ministro del Tesoro, Giovanni Tria, il vicepremier Salvini ha detto: “E’ stato un colloquio interessante su tutti i temi economici: abbiamo discusso dell’atteggiamento da tenere nei confronti dell’Europa, della necessità di sbloccare i cantieri e le grandi opere, in generale del rilancio economico del Paese”. Poi, ha sottolineato la necessità di procedere con il taglio delle tasse e di un atteggiamento comune del governo sulle priorità. All’incontro al Mef sono stati presenti anche Giancarlo Giorgetti, Massimo Garavaglia, Claudio Borghi, Alberto Bagnai.
Salvini ha aggiunto: “Ho avuto un’ora e mezza di confronto col ministro dell’Economia sulla lettera cui risponderemo educatamente con numeri positivi che metteranno al riparo il paese da ulteriori lettere o infrazioni. I termini della pace fiscale verranno prorogati dalla fine di luglio perché contiamo di incassare alcune decine di miliardi di euro per liberare gli italiani dalla gabbia di Equitalia”.
Dopo il successo elettorale della Lega, Matteo Salvini si sta atteggiando a ‘leader massimo’: sembrerebbe convinto di avere tutte le carte in mano e di poter decidere da solo. Il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato le nuove norme proposte dalla Lega su Codice appalti e rifiuti: “Dalla sospensione sperimentale fino al dicembre 2020 di diverse e numerose norme del Codice degli appalti, al fine di rilanciare gli investimenti e facilitare l’apertura dei cantieri, a disposizioni per perseguire l’efficacia dell’economia circolare. E’ quanto prevede il nuovo testo dell’emendamento della Lega al decreto Sblocca cantieri all’esame del Senato”. Gli emendamenti sono stati presentati con un testo di cinque pagine.

Secondo il ministro dell’Economia, non servono manovre correttive. A Trento, al Festival dell’Economia, Giovanni Tria ha detto: “La riposta alla lettera Ue sul debito è diretta a spiegare alla commissione europea cosa è accaduto e a dare spiegazioni su quello che ci hanno chiesto nella lettera per evitare di arrivare alla richiesta di una manovra correttiva: le manovre correttive non servono”. Il ministro non ha dettagliato gli argomenti che saranno utilizzati ma a chi ha chiesto se possiamo stare tranquilli ha risposto “sì”.
Il ministro Tria, sull’incontro con Salvini e la Lega, ha precisato: “Siamo tutti d’accordo su come condurre le finanze pubbliche rispettando le regole europee. Di flat tax, non abbiamo parlato, non in particolare: abbiamo parlato dei problemi dell’economia italiana e di come rilanciare la crescita e i problemi che abbiamo di fronte e quali sono le ultime proiezioni che rimanda l’economia italiana. Noi prevediamo che l’obiettivo di deficit 2019 possa essere anche inferiore a quello scritto come previsione nell’ultimo Def, senza alcuna manovra, cioè il 2,4%”.
Secondo il ministro: “Non ci sono ora le condizioni per accelerare il calo del debito. Il problema dell’Italia è non spaventare gli investitori: non sarebbe vantaggioso per l’Italia e per l’Europa in un momento di forte rallentamento non siamo in condizioni di far aumentare il debito ma non possiamo nemmeno andare in modo accelerato a riduzione del debito perché non darebbe maggiore fiducia agli investitori che devono anche vedere prospettive di crescita”.

Il ministro è intervenuto anche sulla successione a Draghi alla Bce affermando: “A noi interessa avere un italiano nel board della Bce ma questo non significa condizionare le nostre preferenze. L’importante è avere un buon presidente, almeno altrettanto buono come Draghi. Ci sono vari candidati di vari Paesi e vanno esaminati tutti quanti, le loro caratteristiche, come la pensano, le loro competenze. Dire tedesco, francese o finlandese è fuorviante”.

In attesa dell’esito del voto sulla piattaforma Rousseau per la conferma di Di Maio, Matteo Salvini, ieri, in una conferenza stampa al Senato, ha dichiarato: Spero che da stasera alla 21 si torni a lavorare, se si lavora si va avanti, ma non ho più voglia di perdere tempo, sto rispettosamente aspettando il voto della piattaforma Rousseau. Noi a questo paese ci teniamo, a questo governo ci teniamo, ovviamente non questiono su vicende giudiziarie. Ma se qualcuno ora mi dicesse ‘no, la riduzione delle tasse può attendere’, ‘no, la nuova pace fiscale può attendere’, ‘no, il codice degli appalti va bene così’’, ‘no, i rifiuti continuiamo a mandarli in Germania e Olanda’, ‘no, la Tav anche se ci danno più soldi e i piemontesi hanno votato’, sono sei no”,

Sull Tav, Salvini ha aggiunto: “Se, come pare la quota di partecipazione della Ue aumentasse fino al 55% dell’importo della intera opera, sarebbe evidente che sarebbe vantaggioso completare un’opera fondamentale. Una cosa che ha avuto l’ok da oltre l’80% degli elettori piemontesi”. Poi, Salvini ha continuato: “Penso che il voto degli italiani sia stato chiaro domenica scorsa. Mi premurerò di portare la discussione sulla flat tax per imprese e famiglie nel prossimo consiglio dei ministri, quando sarà convocato”.
Dopo tante critiche, non è emerso in modo chiaro la risposta all’Unione europea e nemmeno il progetto della Lega per il governo del Paese. Il rischio è che la risposta alla lettera della Ue no sia convincente. Dopo dovremmo aspettarci le conseguenze negative.

Salvatore Rondello

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