lunedì, 26 Ottobre, 2020

Agosto

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Premetto. La politica è fatta di idee, di passioni e di relazioni
umane. L’uscita di Di Lello non mi lascia indifferente. Soprattutto per
il modo. L’invito che ci lascia, a pie’ di pagina della sua, è ‘Ciascuno
rifletta’. Rifletto in sintesi.

Se desidero che il mio partito discuta una prospettiva politica, aspetto
il congresso, gia’ indetto, la sede piu’ opportuna e piu’ vasta per
sciogliere il nodo. E invece ci viene spiegato che a settembre, ben
prima che il congresso si tenga, Di Lello se ne andrà comunque.
Significa che ha deciso da tempo, senza bisogno di confrontarsi con nessuno.

Leggo che andrà nel Pd per portare la ‘vision’ che manca a Renzi.
Dunque, prima ancora che a un partito, aderira’ a una componente di quel
partito. Auguri.

Non leggo invece un dito di autocritica. Domando. Come e’ possibile
proporsi solo pochi mesi fa alle primarie campane sotto le insegne del
tuo partito, attaccare a testa bassa il Pd, infilzare quotidianamente De
Luca e subito dopo giudicare superata la funzione del PSI e aderire in
solitudine al partito con cui ci siamo scontrati?

Ha ragione Marco. Conviene riflettere. Magari senza scomodare Nenni e
Turati. Almeno un gesto di correttezza, ora. Chi se ne va eviti
l’inganno di mantenere la rappresentanza della componente socialista
alla Camera. Non si sta con i piedi in due scarpe. Non c’è dubbio che
Pia ci rappresenterebbe con dignità.

Riccardo Nencini

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