lunedì, 18 Novembre, 2019

Al Campidoglio girandola senza fine

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Roma Capitale è una città destinata a non avere vita facile o vivere senza fare notizia ed essere discussa. Inutile seguire il tracciato della storia per segnalare tale caratteristica. E’ sufficiente soffermarsi sull’ultima vicenda che ha determinato la sostituzione di quattro titolari tecnici Margherita Gatta, con delega ai Lavori pubblici, Flavia Marzano della Semplificazione, Laura Baldassare delle Politiche sociali e Rosalba Castiglione del Patrimonio. La Sindaca Virginia Raggi ha varato il ventiduesimo cambio in giunta ad assessori di estrazione politica per rafforzare il lavoro fatto finora auspicando una maggiore collaborazione con il Pd. Venchino venchino, pare di sentire Virginia di fare posto a due consiglieri di maggioranza : Valentina Vivarelli al Patimonio e politiche abitative, Pietro Calabresi ai Trasporti, al Sociale Veronica Mammì mentre Linda Meleo passa ai Lavori Pubblici.

La ” fase politica ” del rimpasto a palazzo Senatorio ha avuto degli strascichi per la mancanza di trasparenza e una modalità desueta di comunicazione tra i grillini che hanno appreso tutto dalla stampa. La polemica sfiora anche il Pd che ambiva su una possibile presidenza della commissione Patrimonio lasciata libera dalla Vivarelli già ipotecata dai grillini. Il N0 alla proposta di collaborazione proposto dalla sindaca non si è fatto attendere accompagnato da un giudizio negativo sulla giunta Raggi.

E allora è possibile qualche riflessione dinanzi al flop dei trasporti, dei rifiuti e buche per i quali la città eterna è nel guado di uno sviluppo segnato da poche linee positive e da grandi contraddizioni. Le linee positive vengono dai fatti e non dagli uomini; le contraddizioni vengono tutte dalle scelte degli uomini cioè da un modo di fare politica. Le decisioni più importanti che riguardano la modernizzazione di Roma sono rinviate da creare un vuoto decisionale e politico.

E’ necessario, quindi, che a livello di Regione e Comune di Roma si individuino le forme di coordinamento e di concentrazione per elaborare uno strumento di programmazione strategica dell’intera area romana. Sono questi i temi – senza squilli di tromba – su cui si dovrà misurare chiunque voglia gestire la trasformazione di Roma in una adeguata Capitale Europea con lo sguardo oltre la linea dell’orizzonte, dove finisce la luce di una città unica al mondo.

Ernesto Calluori

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