domenica, 23 Febbraio, 2020

Al Congresso

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Il congresso nazionale si terrà in aprile. Il 20 febbraio il Consiglio Nazionale avvierà la macchina. Vi parteciperanno oltre 22.000 iscritti e, tra questi, il numero più alto di amministratori e di sindaci dell’ultimo quinquennio. Il 2015 è stato infatti un anno di adesioni significative da parte di eletti locali, provenienti sia da liste civiche che dal Pd. Lavoreranno con noi a partire dalla prossima primavera.
Ora, un congresso si tiene per rinnovare i gruppi dirigenti, fissare alleanze, proporre temi di lavoro. Insomma, una strategia, come una forza politica autonoma deve fare. In queste settimane abbiamo presentato proposte di legge per modificare la legge elettorale (allargare il premio di maggioranza alla coalizione vincente) e sul nodo ‘migranti’. Entrambe terranno banco anche nei giorni a venire. Ma, prima di trattare singole questioni, conviene soffermarsi per dare risposta a una domanda:  se c’è sintonia politica, come intuisco dalla preparazione della campagna elettorale per le amministrative di giugno, conviene dividersi in sede di congresso? Conviene far prevalere vecchie ruggini? No. Non conviene affatto. Colgo in una dichiarazione di Bobo Craxi un intento non dissimile. Se è così, occorre lavorare in questa direzione. Se poi verificheremo distanze siderali su alleanze e strategie che i socialisti dovranno coltivare, allora, e solo allora, ognuno prenderà la sua strada.

Riccardo Nencini

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