martedì, 24 Novembre, 2020

Al vertice Ue si parla di lockdown

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L’Europa torna al lockdown, anche se viene declinato in maniera diversa in base alle situazioni dei singoli Paesi.
La Francia ha già scelto la via del rigore, mantenendo aperte le scuole e le industrie.
La cancelliera Angela Merkel ha scelto invece una strada più morbida, simile a quella già adottata dall’Italia con l’ultimo decreto del presidente del Consiglio.
La risposta dei mercati è arrivata in modo forte e chiara. Wall Street ha chiuso in profondo rosso. Gli scambi sui listini americani hanno risentito dell’aumento dei contagi da coronavirus negli Stati Uniti e in Europa. Nel Vecchio Continente Francia e Germania hanno annunciato ulteriori misure restrittive per contenere la pandemia. La prospettiva di nuovi lockdown coinvolge anche altri Paesi, scenario che metterebbe a rischio la ripresa globale dell’economia.
La seconda ondata di Covid ha colpito la Francia con una violenza inaspettata, le strategie finora applicate non sono state sufficienti e per dare un colpo mortale al coronavirus si è scelta la soluzione più dura: il Paese è tornato in lockdown nazionale, da venerdì fino almeno al 1 dicembre. Il presidente Emmanuel Macron in un discorso alla nazione ha precisato che la nuova ‘chiusura’ sarà diversa da quella della scorsa primavera.

Il capo dell’Eliseo, Macron, esortando a lavorare in smart working, ha assicurato: “Le scuole resteranno aperte insieme ad asili, scuole medie e superiori, tutte con protocolli sanitari rafforzati, mentre l’università passerà alla didattica a distanza; aperti anche i cimiteri e saranno ammesse visite alle case di cura, rispettando le regole. Tutti quelli che potranno rimanere a casa, dovranno farlo, ma resteranno aperti uffici pubblici, aziende agricole, le fabbriche e il settore delle costruzioni. Vietati invece gli assembramenti pubblici così come le riunioni private. E’ il ritorno della certificazione. L’andamento dell’epidemia verrà valutato ogni due settimane per vedere se sarà possibile allentare i vincoli. Siamo rigorosi per due settimane. Se riusciremo a gestire meglio la situazione entro 15 giorni, potremo riaprire alcune attività”. Dopo queste precisazioni, il presidente francese ha invitato: “A coltivare la speranza di poter festeggiare in famiglia il Natale: l’obiettivo è ridurre i contagi, da 40 mila a 5 mila e ridurre i ricoverati in ospedale e terapia intensiva”.
Angela Merkel, apparsa in Tv visibilmente preoccupata, tornata nei panni della “Krisenkanzlerin”, quella che si è presentata ai giornalisti per annunciare il nuovo lockdown ‘soft’ in vigore in Germania a partire da lunedì per bloccare la nuova ondata di contagi, ha detto: “È assolutamente chiaro, dobbiamo agire. E agire adesso. L’obiettivo è tornare ad avere sotto controllo la pandemia del coronavirus. Misure pesanti”. La cancelliera ha fatto questa dichiarazione al termine di un vertice durato quattro ore e mezzo con i governatori dei Laender in videoconferenza.
Di fatto la Merkel non ha più voluto stare a guardare la crescita esponenziale dei contagi da Covid-19. Ieri il Robert Koch Institut ha reso noto che si è sfiorata per la prima volta in assoluto la soglia delle 15 mila infezioni nelle 24 ore.
Così la cancelliera tedesca ha affermato: “E’ una situazione seria che impone un grande sforzo nazionale per bloccare la nuova ondata e per scongiurare un’emergenza sanitaria”. Poi ha spiegato ai tedeschi: “L’obiettivo è quello di poter tornare a dicembre ad una normale vita pubblica in Germania”.
In Germania, a partire da questo lunedì (ossia anticipando l’entrata in vigore di due giorni rispetto a quanto previsto dalla bozza che circolava precedentemente) e per la durata di quattro settimane, è stata disposta la chiusura di ristoranti, bar, palestre, discoteche, cinema e teatri. Non solo: in pubblico potranno incontrarsi soltanto dieci persone di due nuclei familiari, verranno annullati tutti gli eventi pubblici, comprese le feste, mentre le partite della Bundesliga torneranno ad essere disputate a porte chiuse. Rimangono aperte le scuole, gli asili, le attività commerciali. Ma in generale si chiede ai cittadini di ridurre al minimo i contatti fuori dal proprio nucleo. I festeggiamenti all’aperto così come in ambito privato sono inaccettabili. Sono permessi solo l’asporto e la consegna a domicilio. Viene inoltre fermato tutto lo sport amatoriale, chiudono anche le piscine, i centri fitness, le sale gioco, quelle dedicate alle scommesse, le fiere e persino le ‘case chiuse’.
Di lockdown soft si parla anche in Gran Bretagna dove i consiglieri scientifici del premier Boris Johnson spingono per la chiusura delle attività non essenziali almeno fino a Natale.
Il ritorno del Covid affonda i mercati e le stime sul Pil. I nuovi lockdown, a partire da quello francese e tedesco, hanno trascinato in profondo rosso tutte le Borse mondiali. Una seduta da incubo ha fatto precipitare Milano del 4,06%, Francoforte del 4,17% e Parigi del 3,37%. I listini del vecchio continente hanno bruciato in un solo giorno 230 miliardi di euro di capitalizzazione, la sola piazza italiana ha visto evaporare 17,6 miliardi. E meglio non è andata a Wall Street, dove il Dow Jones ha ceduto il 3,43%, lo S&P 500 il 3,54% e il Nasdaq il 3,73%.
Ma non sono soltanto i mercati finanziari a tremare. A vacillare sono anche le speranze di ripresa. Le nuove chiusure rischiano di rinviare ‘sine die’ il rimbalzo delle economie e quella italiana non farebbe eccezione. Il governo, nella Nadef, ha previsto un calo del Pil del 9% quest’anno e un recupero del 6% il prossimo, ma la nuova ondata di contagi potrebbe spazzare via tutti i numeri. La stessa Banca d’Italia, d’altronde, aveva già disegnato nei mesi scorsi un doppio scenario: uno di base, che stimava la contrazione del prodotto 2020 al 9,5%, e uno più pessimistico, caratterizzato da un nuovo boom di contagi.
Fabrizio Balassone, capo del Servizio struttura economica di via Nazionale, ha spiegato: “In questo secondo caso il crollo potrebbe arrivare al 13%”.
Poco conta che il governo stia cercando di evitare a tutti i costi un nuovo lockdown totale, con i suoi effetti disastrosi sulla congiuntura, oltre che sulla tenuta psicologica degli italiani. Se chiudono Germania e Francia, rispettivamente primo e secondo partner commerciale della nostra economia, il danno è inevitabile. Tanto per dare un’idea, l’anno scorso, le nostre aziende hanno esportato merci per 58,113 miliardi di euro verso Berlino e per 49,824 miliardi in direzione Parigi. All’orizzonte, nel vecchio continente, c’è lo spettro di una ripresa a forma di W e, necessariamente, i Paesi dovranno continuare a indebitarsi per farvi fronte.
L’ex ministro dell’Economia, Domenico Siniscalco, ha osservato: “Le stime di cui disponiamo sono già obsolete e il disaccoppiamento tra economia reale ed economia finanziaria, non potrà durare all’infinito”.
Oggi le Borse hanno mostrato di averne preso coscienza. Anche Donald Trump lo sa benissimo. Per questo ha impostato tutta la sua campagna elettorale sparando a zero contro l’ipotesi di un nuovo lockdown. L’inquilino della Casa Bianca sa benissimo che l’ultima cosa che può permettersi, nella sua rincorsa a un secondo mandato, è un nuovo crollo del Pil e un’ulteriore ondata di licenziamenti. Perché, in definitiva, a restare sempre valido è l’immortale slogan inventato da James Carville per la campagna presidenziale di Bill Clinton nel 1992: “E’ l’economia, stupido”.
La presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen. In una conferenza stampa a Bruxelles, ha detto: “Dopo la prima ondata della pandemia di Covid-19, in Europa le strategie per l’uscita dal lockdown sono state in parte troppo rapide e le misure di contenimento sono state allentate troppo presto. In Europa assistiamo alla seconda ondata della pandemia e non sappiamo se questa sarà l’ultima. E’ anche una caratteristica delle pandemie. Non è la prima volta che si vede una cosa simile. Se si guarda ai libri di storia, si vede che è un fenomeno classico. Siamo riusciti nella prima parte dell’anno a ridurre con efficacia la diffusione del coronavirus Sars-CoV-2, ma vediamo che dopo l’estate l’aumento si è verificato ancora, in parte in modo esponenziale. Il prossimo Natale sarà un Natale diverso. Molto dipenderà dal nostro comportamento in queste settimane, da come andiamo avanti tutti insieme. Ma sarà un Natale diverso. Lo sviluppo di un vaccino contro la Covid-19 efficace e sicuro richiederà tempo e non è la soluzione miracolosa che cambia tutto da un giorno all’altro. A un certo punto la prima compagnia farmaceutica arriverà con un vaccino, che poi passerà i trial clinici necessari. Potrebbe volerci fino a fine anno perché una delle compagnie farmaceutiche riesca ad andare in quella fase. Ma ci vorrà tempo, ed è importante comunicarlo con sufficiente anticipo, perché un vaccino venga testato in modo che si accerti che è efficace e sicuro”.
La Von Der Leyen ha proseguito: “Facciamo appello agli Stati membri perché preparino ora piani nazionali di vaccinazione, da rivedere a livello Ue. Dobbiamo essere pronti per l’arrivo del primo vaccino. C’è molto da fare per un efficace dispiegamento del vaccino: pensate solo alle catene del freddo, per esempio. Ma sarò molto chiara: non scenderemo a compromessi sulla sicurezza del vaccino. Inoltre, facciamo appello agli Stati membri perché facilitino i viaggi, quando necessari. Bisogna rendere più facile alle coppie e alle famiglie riunirsi. Oggi più che mai servono cooperazione, coordinazione e solidarietà tra gli Stati membri”.
La Presidente della Commissione, ha aggiunto: “Nell’Ue ci aspettiamo un aumento rapido dei contagi e dei ricoveri in ospedale nelle prossime due o tre settimane. La situazione è molto seria e preoccupante in quasi tutti gli Stati membri. I dati dell’Ecdc mostrano che il virus si diffonde rapidamente in Europa. Sempre più persone si contagiano e il totale la settimana scorsa ha toccato quota 1,1 milioni. Più persone vengono contagiate più persone dovranno andare in ospedale. Il carico sui reparti di terapia intensiva è di circa un terzo rispetto ai picchi della primavera scorsa, ma è probabile che questo onere aumenti. Questa volta nessun Paese è risparmiato. Abbiamo due nemici: il coronavirus e la stanchezza della gente. Molte persone non ne possono più delle misure di contenimento e capisco che le persone soffrano. Molti vedono danneggiata anche la loro salute mentale, a causa dell’isolamento. Ma ora non è il momento di rilassare le misure. La situazione è molto seria, ma possiamo ancora rallentare la diffusione del virus, se ognuno fa la sua parte. Dobbiamo fermare la diffusione del virus, finché non avremo un vaccino e cure efficaci: dobbiamo indossare mascherine, curare l’igiene delle mani ed evitare affollamenti, contatti ravvicinati e spazi chiusi con scarsa ventilazione”.
Nonostante l’accorato appello di Ursula Von Der Leyen, non è ancora finito lo scontro tra Parlamento e Consiglio sul bilancio Ue 2021-2027 sul modo in cui devono essere conteggiati i costi del debito comune che l’Unione emetterà per finanziare il Recovery Fund. Secondo quanto reso noto dalla delegazione dei negoziatori dell’Eurocamera, il Consiglio ha respinto l’ultima proposta di compromesso presentata nel corso del round di trattative svoltosi la scorsa notte. Una posizione giudicata in una nota dell’Europarlamento “miope e irresponsabile”.
Oggi si è anche riunito il Consiglio direttivo della BCE in un momento di grande preoccupazione per l’aumento dei contagi di Covid 19 in tutta Europa a cui i governi stanno reagendo con la reintroduzione di misure di lockdown, che minacciano di togliere quel venticello che gonfiava le vele della ripresa registrata nel terzo trimestre.
Proprio le dinamiche economiche per i prossimi mesi sono stati il tema centrale della riunione dei governatori, che si sono ritrovati davanti a un quadro ben diverso da quello che avevano sotto gli occhi quando si sono riuniti il 10 settembre scorso.
La Bce ha lasciato i tassi d’interesse invariati ma ha aperto a un nuovo allentamento monetario a dicembre, segnalando che i rischi per l’economia sono al ribasso e l’intenzione di ricalibrare i propri strumenti dopo che saranno rese note le nuove stime macro sull’andamento dell’Eurozona. La seconda ondata della pandemia si è abbattuta sulla ripresa e i lockdown imposti in molti Paesi hanno di fatto reso obsolete tutte le precedenti previsioni. E non c’è tempo da perdere.
Nel comunicato della Banca Centrale Europea diffuso dopo la riunione del Consiglio Direttivo, si legge: “Nell’attuale contesto in cui i rischi sono chiaramente orientati al ribasso, il Consiglio direttivo valuterà con attenzione le informazioni più recenti, inclusi la dinamica della pandemia, le prospettive per la disponibilità di un vaccino e l’andamento del tasso di cambio”. Si tratta di capire con esattezza come e quanto la pandemia colpirà il tessuto economico in profondità.
Dall’Eurotower hanno spiegato: “Il nuovo esercizio delle proiezioni macro economiche degli esperti dell’Eurosistema a dicembre, consentirà un riesame approfondito delle prospettive economiche e del quadro complessivo dei rischi. Sulla base di questo riesame aggiornato, il Consiglio direttivo ricalibrerà i suoi strumenti, ove opportuno, al fine di rispondere all’evolvere della situazione e di assicurare che le condizioni di finanziamento restino favorevoli per sostenere la ripresa economica e contrastare l’impatto negativo della pandemia sul profilo previsto per l’inflazione. Questo agevolerà una stabile convergenza dell’inflazione verso il livello perseguito, in linea con il suo impegno alla simmetria”.
Insomma, per il momento prevale una preoccupata attesa per poi agire alla prossima riunione prevista il 10 dicembre sulla base delle previsioni aggiornate.
Il ‘refi’, tasso di rifinanziamento principale, resta fermo allo 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,50%. Quanto al Pepp, il programma di acquisti pandemico, è confermato a 1.350 miliardi di euro. Ma dalla lettura del comunicato appare evidente che a Francoforte sono pienamente consapevoli che quella cifra rischia di non bastare più.
Probabile anche un’estensione della durata del programma che attualmente è previsto duri fino ad almeno il giugno 2021. Appare invece quasi certo un allungamento a tutto il 2021 e un allungamento potrebbe essere annunciato, ma sempre con ogni probabilità a dicembre, del nuovo round di aste Tltro III che per adesso dovrebbero terminare nel marzo del 2021.
Se la politica di bilancio dell’Unione europea appare incerta, almeno dalla politica monetaria della Bce arrivano certezze e speranze.

Salvatore Rondello

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